MEDIA

Meta lavora a social decentralizzato, più autonomia a utenti

Nome in codice P92, guida progetto il capo di Instagram Mosseri

A quasi vent’anni di distanza dal lancio di Facebook, Meta starebbe lavorando ad un nuovo social network ‘decentralizzato’ basato solo su testo.

La notizia, riportata per prima dal sito indiano Moneycontrol è poi rimbalzata su diversi media internazionali tra cui Reuters online.

“Stiamo esplorando un social network decentralizzato autonomo per la condivisione di aggiornamenti di testo. Crediamo che ci sia un’opportunità per uno spazio separato in cui creatori e personaggi pubblici possano condividere aggiornamenti tempestivi sui loro interessi”, ha detto a Reuters un portavoce di Meta.

Un social media decentralizzato è una piattaforma che non dipende dal server di proprietà di una singola azienda, ma lascia ai singoli utenti la configurazione di propri server indipendenti e l’impostazione di regole specifiche del server per la moderazione dei contenuti. Un modello già adottato da Mastodon, piattaforma rivale di Twitter che ha visto molti utenti fuggire dopo l’arrivo di Elon Musk.

La nuova app a cui sta lavorando Meta ha al momento il nome in codice P92 e Adam Mosseri, attualmente a capo di Instagram, sta assumendo la guida. Secondo le indiscrezioni la nuova app di contenuti di Meta supporterà ActivityPub, il protocollo di social networking decentralizzato che alimenta proprio Mastodon.

“È un progetto ancora nelle primissime fasi e non sappiamo se vedrà mai la luce. Penso sia normale e giusto che aziende di grandi dimensioni investano in progetti di frontiera per non farsi trovare impreparati qualora gli utenti dovessero avere nuove esigenze – spiega all’ANSA Vincenzo Cosenza, esperto di social media – In questo caso ci potrebbe essere il tentativo di studiare un social minimale ‘text based’ che dia più libertà agli utenti e alleggerisca il carico di moderazione dei contenuti che ora sopporta Meta, che è fonte di problemi.

Ci può essere anche un obiettivo più politico: di farsi percepire come azienda “aperta” e attenta alla scelta degli utenti”.

ANSA

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