POLITICA

Manovra: tetti e minori guadagni, i nodi delle nuove pensioni

Le misure su mutui, sport, università. Per sigarette rialzo 20 cent. Anche nel 2023 platea allargata per il fondo di sospensione dei mutui

Tetti e minori guadagni, i nodi delle nuove pensioni – Arriva la ‘pensione anticipata flessibile’ ma con un tetto sull’assegno e divieto di cumulo.

C’è l’adeguamento all’inflazione ma solo per le pensioni fino a 2.100 euro: per tutti gli altri assegno ridotto rispetto alle attese con minori guadagni da oltre 400 euro annui.

Da quota 103 al nuovo metodo di calcolo per rivalutare gli assegni al caro vita, le novità in materia di pensioni introdotte dalla manovra lasciano aperti alcuni nodi.

Ai quali si aggiungono i dubbi anche intorno alla nuova Opzione donna. A destare le maggiori preoccupazioni è il nuovo meccanismo di perequazione delle pensioni, che segna un ritorno alle ‘fasce’ al posto dei più favorevoli tre ‘scaglioni’ Prodi ripristinati lo scorso anno dal governo Draghi.

Di fatto, dal primo gennaio, l’adeguamento all’inflazione (che un decreto del ministro dell’economia Giorgetti ha fissato al 7,3%) sarà pieno solo per gli assegni uguali o inferiori a 4 volte il minimo (2.096 euro lordi), ma oltre quella soglia scattano tagli progressivi.

La rivalutazione quindi sarà dell’80% per la fascia 2.096-2.620 euro; per poi scendere progressivamente al 55%, al 50%, al 40% e infine al 35% per le pensioni superiori a 10 volte il minimo (5.240 euro lordi).

Ciò significa che chi percepisce 2.600 euro lordi, vedrà la propria pensione salire di 146 euro (la rivalutazione all’80% si traduce in un +5,84%), ma perdendo rispetto al vecchio sistema circa 34 euro al mese e 446 l’anno. Per un assegno di 3.100 euro lordi si arriverà ad intascare 110 euro al mese in meno.

Un sistema che consente risparmi (stimati intorno ai 2 miliardi) necessari per coprire delle misure previdenziali contenute nella legge di bilancio.

Ma che manda su tutte le furie i sindacati. “I pensionati italiani sono trattati come bancomat”, attacca il segretario generale dello Spi-Cgil Ivan Pedretti, facendo notare che pensioni da 1.500-1.600 euro netti al mese, frutto di oltre 40 anni di lavoro e di contributi versati, vengono “fatte passare per ricche”.

A guadagnarci – anche se di poco – saranno invece le pensioni minime, per le quali è prevista una rivalutazione del 120%: oltre all’adeguamento del 7,3%, ci sarà anche un incremento di ogni mensilità di 1,5 punti percentuali (e di altri 2,7 punti nel 2024) e così i 2,5 milioni di pensionati coinvolti riceveranno 570 euro.

Circa 8 euro in più del dovuto, ma Forza Italia punta a fare di più: “Noi diciamo al governo che, scavando nelle pieghe del bilancio è possibile trovare altri fondi per portarle a 600 euro, almeno per chi ha più di 70 anni e un Isee molto basso”, dice il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè.

Per sigarette rialzo 20 cent, rincarano anche e-cig – Ammonta a circa 20 centesimi il primo anno ed è compreso tra 10 e 15 in media nei tre anni l’aumento del costo delle sigarette previsto dalla bozza della manovra. Dopo due anni di non aumenti della tassazione, il testo alza l’accisa cosiddetta ‘specifica’ (oggi in Italia ai livelli più bassi d’Europa) da 23 a 36 euro per 1.000 sigarette nel 2023, a 36,50 euro per 1.000 sigarette nel 2024 e a 37,00 euro per 1.000 sigarette a partire dal 2025.

Un aumento della parte fissa che comporta un automatico ribasso della parte variabile dell’accisa e che, a conti fatti, si traduce appunto in un rincaro in media, considerando sia i prodotti di alta che di bassa gamma, di circa 20 centesimi a pacchetto il primo anno e di 10-15 centesimi sui tre anni in media.

Viene stabilizzata la tassa sulle sigarette elettroniche, già protagoniste negli anni passati di rialzi poi però sterilizzati. In questo caso si tratta circa di 8 centesimi per ml per le e-cig senza nicotina e di circa 13 centesimi di euro per ml dei prodotti con nicotina.

Sulla scia in questo caso degli ultimi anni, continua infine ad aumentare anche la tassazione sul tabacco riscaldato. Sui quattro anni ammonta a 10-15 centesimi. Secondo alcune stime, in tutto l’operazione comporterebbe un incasso di oltre 100 milioni l’anno.

Mit, 3 mld in più anni per Statale jonica – Stop agli aumenti delle multe e finanziamenti ad hoc per alcune opere rilevanti come la Torino-Lione e la SS106: in particolare, nell’ultimo caso è previsto un finanziamento pluriennale di 3 miliardi di euro per l’ammodernamento e la messa in sicurezza dell’arteria nel tratto ricadente nella Regione Calabria, “un risultato storico dopo anni di richieste inascoltate”. Lo annuncia il Mit guidato da Matteo Salvini, vantando “risultati concreti che vanno nella direzione indicata nel programma elettorale”.

Sale al 90% anticipo Mef a università per specializzandi – Cambia il regime di finanziamento alle università per il trattamento economico degli specializzandi. Il Mef è autorizzato a concedere anticipazioni agli atenei, “a valere sul livello del finanziamento di competenza dell’esercizio, in misura non superiore al 90% (al posto dell’80% precedentemente fissato, ndr) del valore stabilito nell’ultimo riparto disponibile approvato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, ovvero del valore provvisorio del finanziamento stimato dal Ministero dell’università e della ricerca con decreto direttoriale”.

Lo prevede la manovra, come si legge in una bozza del testo varato dal Consiglio dei ministri. “Il Ministero dell’economia e delle finanze è autorizzato ad effettuare, ove necessario, recuperi o compensazioni, anche a valere sui finanziamenti di esercizi diversi”, si legge.

6 mln a sostegno sport, metà per maternità atlete – In arrivo 6 milioni di euro a sostegno del movimento sportivo italiano, metà dei quali per sostenere la maternità delle atlete non professioniste. Nella prima bozza della manovra circolata da ieri, il Fondo unico creato a questo fine nella legge di bilancio 2018 (10,5 milioni di euro all’anno dal 2021), è aumentato di altri 2 milioni “per ciascuno degli anni 2023, 2024 e 2025, di cui 1 milione di euro è destinato a sostenere la maternità delle atlete non professioniste”.

Arrivano 200 milioni in 4 anni per impianti sci – “Al fine di promuovere l’attrattività turistica e di incentivare i flussi turistici nei luoghi montani e nei comprensori sciistici, garantendo la sicurezza degli impianti, è istituito nello stato di previsione del Ministero del turismo, un Fondo, con una dotazione di euro 30 milioni per l’anno 2023, 50 milioni di euro per l’anno 2024, 70 milioni di euro per l’anno 2025 e 50 milioni di euro per l’anno 2026, da destinare alle imprese esercenti attività di impianti di risalita a fune e di innevamento artificiale, al fine di realizzare interventi di efficientamento energetico, ristrutturazione, ammodernamento e manutenzione, volti a garantire adeguati standard di sicurezza”. Lo prevede un articolo della manovra nella bozza circolata ieri.

“Le risorse – si evidenzia – possono essere destinate anche alla dismissione degli impianti di risalita non più utilizzati o obsoleti, alla riduzione dell’impatto ambientale e, nella misura di 1 milione, allo sviluppo di progetti di snow-farming”.

Anche nel 2023 platea allargata fondo sospensione mutui – Non ci sono solo le agevolazioni per l’acquisto della prima casa per i giovani under 36 e i nuclei monogenitoriali con figli minori tra le misure della manovra a sostegno di chi vuole o ha acceso un mutuo: come si legge nella prima bozza circolata da ieri, l’accesso al Fondo Gasparrini, il fondo di solidarietà sui mutui prima casa, continuerà ad essere consentito a una platea allargata anche per tutto il 2023, così come stabilito dall’inizio della pandemia.

Potranno quindi chiedere attraverso il fondo la sospensione delle rate del mutuo non solo i lavoratori in Cig ma anche chi ha perso il lavoro, liberi professionisti e partite Iva in difficoltà economiche, le cooperative edilizie.

ANSA

 

Back to top button