CRONACA

Cup Basilicata la nota di Cgil,Cisl e Uil

“Non passa ormai giorno in cui non emergano testimonianze e proteste da parte di cittadini e strutture sanitarie relativamente ai disservizi sui sistemi di prenotazione e pagamento delle visite mediche e prestazioni tramite il CUP regionale.

Si tratta di una situazione che dura ormai da diverse settimane, caratterizzate – nei fatti – dalla impossibilità da parte dei cittadini di poter usufruire dell’accesso alle prestazioni sanitarie gratuite o con ticket, se non attraverso difficoltà enormi e lunghe attese che, comunque, si traducono spesso nella rinuncia da parte dell’utente esasperato che si vede, infine, costretto ad accedere a visite a pagamento”.

È quanto riferito in una nota da Cgil, Cisl e Uil.

“Troppo spesso, l’interfaccia diretto della comprensibile rabbia dei cittadini, è un lavoratore o una lavoratrice del CUP, sia esso/a a telefono o presso uno Sportello fisico per il pagamento delle prestazioni: lavoratori che non hanno, ci preme evidenziarlo con chiarezza e forza, nessuna colpa rispetto ai disagi causati e che devono, ingiustamente, subire l’ira degli utenti per i gravi disservizi, rispetto ai quali, però, poco possono”.

Disservizi determinati, è bene sottolinearlo, – prosegue la nota – dal malfunzionamento della nuova piattaforma Cup Amico che crea rallentamenti continui. Operatori ormai stanchi, estenuati, e con un carico di stress lavoro correlato non più sostenibile.

“Chiediamo, pertanto, che chi di competenza presso il dipartimento Sanità della Regione Basilicata, nonché l’assessore al ramo Francesco Fanelli. intervengano per verificare le responsabilità di questa situazione e porvi rapidamente rimedio.

Non è oltremodo tollerabile che siano sempre e soltanto i cittadini e i lavoratori a subire le inefficienze di altri.

Si individuino tempestivamente soluzioni praticabili per porre fine a quello che è diventato un vero e proprio calvario per i cittadini lucani che vogliano fruire delle prestazioni sanitarie non a pagamento e per i lavoratori del CUP costretti a ritmi di lavoro e di stress divenuti francamente insostenibili”, concludono Russell (Cgil), Ferrarese (Cisl) e Letterelli (Uil).

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