CRONACA

Rsa, dal 1° ottobre in Basilicata raddoppiano le rette

I familiari degli anziani ospiti delle residenze socio assistenziali lucane lanciano l'allarme e chiedono l'intervento del Ministro Speranza

Dal 1° ottobre per gli ospiti delle Rsa lucane la retta giornaliera potrebbe raddoppiare, passando dai 40 euro attuali fino ai 100.

In caso di mancata accettazione della nuova tariffa, saranno considerati dimessi. Una doccia gelata per i familiari dei circa quattromila anziani che risiedono nelle decine di residenze socio assistenziali della Basilicata.

A lanciare l’allarme, in seguito alla segnalazione di alcuni gestori costretti all’aumento perché non più in grado di coprire le spese, dopo che la Regione ha varato una legge di sostegno senza il Regolamento attuativo, impedendo così alla strutture di accreditarrsi, è stato un gruppo di famiglie di Tursi, dove opera la Rass1 “San Giuseppe”.

Con una lettera aperta, indirizzata al Ministro della Salute, Roberto Speranza, al Presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, e all’Assessore Regionale alla Sanità, Rocco Leone, i familiari chiedono un intervento immediato da parte delle istituzioni

“Noi  – lamentano i parenti – non sappiamo chi e se c’è qualcuno in Basilicata che possa permettersi quei costi, pensiamo siano davvero in pochi, ma la cosa che ci sorprende è che la politica, a tutti i livelli, non si sia espressa in modo chiaro e univoco sulla questione.

Chi scrive e sottoscrive la presente – aggiungono – non è gente che fa politica, anzi, spesso vota in silenzio perché troppo impegnata a lavorare o a prodigarsi in tutti i modi per arrivare a fine mese, avendo la maggior parte di noi una famiglia da mantenere, tanto più nella perdurante pandemia.

Ma difronte a queste situazioni non è possibile restare in silenzio. In Basilicata sono ricoverate nelle varie sedi circa 4000 mila persone in ben 82 strutture che danno lavoro a circa 2000 dipendenti. Siamo difronte quindi ad una situazione allarmante che va affrontata e risolta al più presto. Per questo chiediamo al Ministro della Salute. on. Speranza di intervenire.

Al presidente della Regione Bardi di farci sapere cosa ha intenzione di fare. All’Assessore Leone di ascoltare le nostre parole. Dietro a 4000 persone ricoverate ci sono tante famiglie che attendono una risposta. Non si possono trasformare gli anziani in un problema.

Quegli anziani sono i nostri genitori, i nostri zii, i nostri nonni. Certi di una vostra risposta – concludono – restiamo in attesa di sapere cosa dobbiamo dire ai nostri anziani.

Ed è soprattutto per loro che chiediamo pubblicamente di intervenire”.

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