MUSICA

Gabbani, Il sudore ci appiccica è il mio tormentone

Esce 5 giugno. "Concerti da mille persone? Ci stiamo ragionando"

“Il secondo posto a Sanremo? Paradossalmente il tempo mi ha convinto che non fosse il momento giusto per vincere.

Certo, al momento un po’ di amarezza c’è stata, ma tre partecipazione e tre vittorie avrebbero dato una percezione tendente all’antipatia di me.

Quindi sono contento così, quello che mi interessa è arrivare al pubblico”. E al pubblico, Francesco Gabbani, ci è arrivato, eccome. La sua Viceversa su YouTube ha oltre 42 milioni di visualizzazioni ed è il brano più “visto” del Festival (seconda Elettra Lamborghini e terzo Diodato). “In quarantena mi è mancato proprio questo: la condivisione con il pubblico”.

Ora però è tempo d’estate con il brano “Il sudore ci appiccica”, in radio dal 5 giugno, già disponibile in digitale, estratto dall’ultimo album (uscito il 14 febbraio per BMG), che continua il suo viaggio.

Un brano “tutto da ballare” che si candida a tormentone 2020, in una stagione incerta come non mai (anche e non solo per la colonna sonora che ci accompagnerà), causa coronavirus.

“E’ una canzone divertente, uptempo – racconta il cantautore toscano -, ma, come ormai sono abituato a fare, anche le canzoni più allegre nascondono una doppia lettura.

E così se da una parte c’è il sudore nel dolore e nella sofferenza, dall’altra c’è anche la speranza di tornare ad ‘appiccicarci’, nell’amore, negli abbracci, in discoteca, dopo essere stati tanto lontani.

E poi c’è sempre, come in Viceversa e in tutto l’album, della doppia percezione di ognuno di noi: quella privata e quella pubblica, come ci vediamo noi e come ci vedono gli altri”.

Un concetto, quello del dualità, messo in risalto anche dal video che accompagnerà il brano e che vede Gabbani “sdoppiarsi”. “Il me più sgargiante e colorato è come mi vedono gli altri, il me in completo scuro è la parte più introspettiva e analitica”.

Il coronavirus ha scombinato i piani di molti, compresi quelli di Gabbani, che, dopo Sanremo, avrebbe potuto raccogliere i frutti del suo successo. “E invece sono in stand-by. L’unico appuntamento dl vivo annunciato era l’Arena di Verona l’8 ottobre.

Un appuntamento per me molto importate e purtroppo è in bilico, non so ancora se riusciremo a farlo”. Non si tira indietro, però, davanti alla possibilità di fare concerti nei limiti concessi dalle restrizioni attuali: mille persone in spazi all’aperto.”Ci stiamo ragionando, non mi dispiacerebbe”.

Intanto si gode il ritorno a una quasi normalità. “Nonostante io viva a pochi km da mia madre e da Carrara, tecnicamente sono in Liguria e non ci siamo potuti vedere in questi mesi – racconta -.

Quindi la cena con lei è la prima cosa che mi aspetta con la riapertura dei confini regionali. Per il resto, per me che vivo nel verde, la quarantena non è stata straziante e soprattutto non è stata tanto diversa da quando non sono in giro per lavoro, a parte andare a sciare sulle Dolomiti.

In qualche modo mi ha segnato e sono certo che mi rimarrà dentro e influirà sulle prossime cose che scriverò”.

 

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