CULTURA E EVENTI

LA FEDE LA TROVO NELLE MIE MANI di Linda Edelhoff

Appena un mese fa, è stata trasmessa in mondovisione l’immagine di un commosso e affaticato Papa Francesco in preghiera,  da solo,  sul sagrato della Basilica di San Pietro, sotto una pioggia triste e lieve che ben rappresentava il funesto momento storico, e che in poche ore, la viralità del web, ha reso iconica.

Momenti che passeranno alla storia: il silenzio è assordante e la voce del papa che invoca Dio per la fine della pandemia ha come sottofondo solo il battere della pioggia e il verso dei gabbiani.

Dopo la benedizione Urbi et Orbi (quella di Natale e Pasqua), concede l’indulgenza plenaria e bacia il crocefisso “miracoloso”.

Quello stesso crocefisso ligneo che si ritiene abbia salvato Roma dalla peste del Cinquecento.

È un momento di preghiera in tempo di epidemia, Papa Francesco legge un passo del Vangelo in cui noi ci ritroviamo smarriti e impauriti come i discepoli di Cristo, spaventati e colti alla sprovvista da una tempesta inaspettata e furiosa.

Come loro ci sentiamo fragili e disorientati a remare sulla stessa barca. Essi non avevano smesso di credere in lui e lo invocavano: “Maestro, non t’importa di noi che siamo perduti?” e Gesù rispose: “Perché avete paura? Non avete più fede?”.

Sono trascorsi due mesi dove ognuno di noi si è chiuso in casa con la paura e l’incertezza del domani e per questo a tale domanda ci sentiamo un po’ tutti interrogati.

Siamo riusciti a velare la paura con la creatività ed anche il mondo dell’arte ha dato il suo contributo; molti artisti si sono esibiti dai balconi o collegati su piattaforme social.

La creatività come strumento di preghiera e di fede, rigenera l’anima e nutre la speranza.

Con grande stupore ritroviamo la scultrice italo-tedesca Linda Edelhoff terminare il suo ultimo lavoro. E’ il mezzo busto del Santo Padre Papa Francesco; occhi profondi e socchiusi, sorriso velato, il capo leggermente chinato in segno di meditazione.

È un’opera fuori dallo spettro d’azione della Scultrice Linda Edelhoff, poiché in passato ha trattato tematiche differenti.

Il vicario di Cristo, portavoce di tutte le angosce del mondo è il manifesto poetico di Linda Edelhoff, interprete dell’amore universale, del sentimento, della condizione umana, della gioia, dell’angoscia, della paura e del dolore.

L’opera modellata in argilla ha dimensioni superiori alla figura reale, l’impatto visivo è imponente, commovente e suggestivo.

Il volto del Pontefice descrive ciò che il mondo sta vivendo: paura, incertezza e smarrimento.

La preghiera e la speranza si mescolano in quel sorriso appena accennato, il conforto e la consolazione diventano per l’artista spunti di ricerca.

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