CULTURA E EVENTI

‘Visioni di Mondi immaginari’, al Salone del Libro

Ospiti dell’iniziativa, organizzata dal Consiglio regionale della Basilicata, il Colonnello dell’Aeronautica Militare Walter Villadei, l’artista Antonio Catalano e il Direttore generale di APT Basilicata, Antonio Nicoletti

Viaggi reali, viaggi immaginari, viaggi mentali. Qualsiasi declinazione del viaggio proietta oltre. Verso un altrove che stimola la fantasia e crea conoscenza.

Perché il viaggio è apertura verso nuovi orizzonti ed esprime la forma più autentica di libertà. Il viaggio è stato il filo conduttore dell’iniziativa istituzionale ‘Visioni di Mondi immaginari’, che si è svolta all’interno degli spazi della Sala Basilicata, il 12 maggio, nella quarta giornata del Salone del Libro di Torino.

L’evento, organizzato dalla Struttura di Coordinamento Informazione, Comunicazione ed Eventi del Consiglio regionale della Basilicata, diretta dal coordinatore Pierluigi Maulella Barrese, ha catturato l’attenzione dei tanti spettatori che hanno seguito, con interesse e stupore, l’alternarsi dei vari interventi.

Ad accompagnare gli ospiti lungo un percorso che ha mostrato una finestra su mondi vicini e lontani, relatori di eccezione: il Colonnello dell’Aeronautica Militare Walter Villadei, uno dei protagonisti della missione ‘Ax-3 Voluntas’, rientrato di recente dalla sua permanenza di diciotto giorni in orbita sulla Stazione Spaziale Internazionale (Iss); l’artista Antonio Catalano, costruttore di Universi sensibili, che ha incantato con i suoi racconti dalle tante sfumature creative e il Direttore generale di APT Basilicata, Antonio Nicoletti, che ha illustrato vari progetti innovativi per promuovere  il territorio.

L’evento è stato moderato dalla giornalista di origini lucane, Elisa Forte, che in un coinvolgente confronto tra domande e racconti, ha stimolato interventi che hanno rivelato un patrimonio di competenza e di idee ricco di bellezza.

Il Colonnello Walter Villadei ha voluto, innanzitutto, rendere omaggio alla Basilicata con un ricordo: “In questa terra un po’ particolare, che sembra molto lontana dallo spazio, c’è invece molto spazio. A Matera, infatti, è presente il Centro di Geodesia Spaziale dell’Agenzia Spaziale Italiana.

È un Centro di eccellenza, che misura le distanze dallo spazio e in particolare dalla Luna. Ma anche la storia lega molto la regione Basilicata allo spazio. Quando nel 1969 gli Americani andarono sulla Luna con il programma Apollo, c’era un direttore di volo lucano, Rocco Petrone. Lucani, quindi, c’è tanto spazio anche nelle vostre vene”.

L’astronauta ha rivelato di avere un legame molto saldo con la Basilicata. “Io sono di Roma, ma mia moglie è lucana. Verso questa terra, ho un rapporto affettivo fortissimo.

Una cosa che mi ha sempre colpito della Lucania è un po’ la sua semplicità, il suo essere molto diretto e quel panorama così forte che ricorda quasi le Alpi dolomitiche. Considero la Basilicata una regione che va diretta, asciutta, dritta sull’obiettivo e questo è anche un tratto tipico di chi poi fa un mestiere come quello dell’astronauta.

Alla fine, bisogna comunque sintetizzare, individuare gli aspetti principali e, su quelli, prendere delle decisioni. Perciò da un punto di vista personale mi lega un legame di profondo affetto verso questa regione straordinaria e dalle grandi potenzialità e, devo dire, che a volte è stata spunto anche di riflessioni importanti”.

Il Colonnello Villadei ha, poi, portato la platea ai confini dell’immaginazione, raccontando le tappe della missione ‘Ax-3 Voluntas’ a bordo della Stazione Spaziale internazionale (Iss), decollata il 18 gennaio scorso dal Kennedy Space Center della Nasa, a Cape Canaveral, in Florida, e rientrata a largo di Daytona, sempre in Florida, lo scorso 9 febbraio.

A rendere ancora più avvincente la testimonianza, la visione di alcuni video del Colonnello Villadei che hanno mostrato un condensato della missione a bordo del laboratorio orbitante, in cui sono stati condotti più di trenta esperimenti.

I video hanno tratteggiato anche un momento di particolare intensità, quando il Colonnello ha dispiegato il nostro Tricolore. “Il gesto di dispiegare la Bandiera – ha detto il Colonnello Villadei – è il simbolo di una testimonianza che vuole, e lo dico soprattutto ai ragazzi, ricordare loro che appartengono a un Paese straordinario, che porta astronauti nello spazio, che costruisce Stazioni spaziali.

È stato un modo per rappresentare questo simbolo che unisce tutti per diverse competenze, capacità, sogni”.

L’astronauta ha evidenziato come l’osservazione dello spazio richieda “ricerca, esperimenti e lavoro di gruppo”. “L’Italia – ha aggiunto – è un Paese straordinario da questo punto di vista: 1923-2023, i cento anni dell’Aeronautica militare: cinque degli otto astronauti italiani provengono dall’Aeronautica Militare.

2024-1964: nel 2024 ricordiamo i 60 anni dello spazio italiano. Il 15 dicembre 1964 l’Italia diventa, dopo Unione Sovietica e Stati Uniti, il terzo Paese a lanciare un satellite nello spazio. Quindi siamo un Paese che nello spazio ha sempre avuto una parte da protagonista”.

Per circa un’ora la Sala Basilicata si è trasformata in un laboratorio, fucina di idee, tecnologia, creatività.

“Ho sentito durante questo incontro – ha sottolineato Villadei – parole straordinarie, come cultura, fantasia immaginazione. In realtà, andare nello spazio è una combinazione fra fantasia e immaginazione, tecnologia e scienza. Io sono l’astronauta n. 609.

Quindi dal 1961 ad oggi, poche centinaia di persone sono andate nello spazio. Per me è stato un grande privilegio poter rappresentare, non solo l’Aeronautica Militare, ma il nostro Paese nello spazio. Sono contento di vedere in sala anche tanti bambini, perché sono le nuove generazioni che vivranno da protagonista lo spazio del futuro.

È una straordinaria opportunità da cogliere in modo tale che tra dodici quindici anni quei bambini che vediamo seduti qui abbiano la possibilità di svolgere un ruolo importante nell’esplorazione che, inevitabilmente, andrà sempre più lontano; verso la Luna e poi progressivamente verso Marte”.

Una testimonianza che ha descritto la capacità di stupirsi dell’incredibile diversità dei panorami e l’impegno a cercare di esplorare le forze che animano mondi così lontani.

“L’astronauta è un tecnico, non è un filosofo, non è un poeta – ha sottolineato Villadei – però abbiamo anche la fortuna e il privilegio di guardare le cose da una prospettiva unica.

Nello spazio, si ha l’opportunità di guardare la Terra da un’angolatura differente. Sicuramente colpisce la bellezza, non si percepiscono i confini.

In realtà, i confini si vedono in maniera differente quando è buio e sono tratteggiati dalle luci. Se dalla Stazione Spaziale si potesse disegnare un’altra geografia, attraverso le luci, le Nazioni sarebbero completamente differenti, almeno in alcune parti”.

Villadei, oggi un astronauta conosciuto in tutto il mondo. Villadei, bambino con i suoi desideri e le sue aspirazioni.

“La passione per lo spazio e per il volo – ha ricordato – mi ha sempre accompagnato. È un sogno che si può accendere a qualunque età, ma da bambini è fondamentale perché può diventare anche un percorso di vita. Nel mio caso, la differenza l’ha fatta entrare nell’Aeronautica Militare e poter trasformare questa passione in una scelta professionale e in un’attività operativa”.

Il Colonnello Villadei ha anche parlato del suo rapporto con il mondo dei giovani: “Ho l’opportunità di incontrare molti ragazzi nelle scuole. Le curiosità più frequenti sono quelle su come si diventa astronauti, come si vive nello spazio, come si mangia, come si vede la Terra dallo spazio.

Ci sono tante domande apparentemente anche semplici, ma in realtà ciascuna di queste offre l’occasione per approfondire con loro argomenti di scienze, di tecnologia; quindi, è estremamente importante questo confronto”.

Ma anche la platea della Sala Basilicata ha una curiosità: “Il Colonnello ha una sua vita immaginaria?”

“Questo è il caso ideale – ha evidenziato Villadei – in cui la vita reale coincide con la vita immaginaria. Sicuramente ho il privilegio di essere un astronauta, avendolo sognato, immaginato, ma vorrei comunque dire ai ragazzi che i sogni si realizzano con lo studio, l’impegno, la costanza e anche con un po’ di fortuna.

Anche la lettura è fonte di ispirazione continua e come diceva Einstein ‘La conoscenza ha dei limiti, la fantasia no’. La lettura, dunque, è uno strumento fondamentale e il Salone del Libro è un contesto unico in cui promuoverla”.

Dopo i racconti, che hanno permesso di scoprire qualche dettaglio in più sulle meraviglie cosmiche, il Colonnello Villadei ha ricevuto in dono dal Direttore generale Domenico Tripaldi, da parte del Consiglio regionale della Basilicata, la Medaglia in bronzo celebrativa dei 50 anni dell’istituzione del Consiglio regionale e il gagliardetto della Regione. Inoltre, il Direttore generale di APT, Antonio Nicoletti, ha donato la storia di ‘Topolino’ e della banda Disney, che in 5 puntate viaggia per la Basilicata a partire da Matera e la scopre tutta.

Il Colonnello ha dato anche un appuntamento ai lucani: “Conto di rincontrarvi in Basilicata in uno dei prossimi viaggi”.

Nel corso dell’iniziativa, l’artista Antonio Catalano, con i suoi ‘Universi sensibili’, è stato il protagonista di letture animate, capaci di affascinare e coinvolgere un pubblico di tutte le età.

Il primo racconto, andato in scena allo stand della Basilicata, si intitola ‘L’Astronauta’, che riguarda la storia di un astronauta che, con la navicella spaziale, aveva il compito di cercare altre forme di vita nelle Galassie dell’Universo.

“Mentre l’astronauta era intento ad evitare meteoriti, pietre infuocate e oggetti giganteschi – ha raccontato Catalano – apparve dall’oblò una specie di signora che galleggiava nell’aria, muovendosi a rallentatore nello spazio.

L’astronauta domandò su un foglio da quale pianeta stesse arrivando e lo avvicinò all’oblo. La signora a sua volta tirò dai tasconi un cartello con scritto: ‘Vieni a mangiare è pronta la cena, esci dalla macchina del babbo che ti aspetto.

Oggi ho fatto il ragù’. L’astronauta stropicciò gli occhi e fece un altro cartello: ‘Arrivo mamma’. Ecco anche nello spazio non si può resistere al ragù della mamma”.

Attore, scrittore, pittore, poeta, panettiere (come è solito definirsi), Catalano è anche cofondatore della Casa degli Alfieri, centro della produzione artistica con sede nella Casa del Teatro nel cuore del Monferrato.

Nato a Potenza nel 1950, da adolescente si trasferisce con i genitori ad Asti, ma conserva intatto il legame con la Basilicata.

“Dopo tanti anni – ha affermato – sento di rendere qualcosa alla Lucania; quindi, ho deciso di donare parte del mio patrimonio, rappresentato da pitture e sculture, al Teatro del Guinzaglio di Potenza dove sarà allestito un museo, che sarà inaugurato a luglio.

Quello che faccio rispecchia in qualche modo le mie radici e anche l’immaginario: io lavoro con le foglie, con i pezzi di legno, con quelle cose povere che la Lucania mi ha insegnato, la pedagogia povera. Ho scritto anche un libro sulla pedagogia povera e della meraviglia, due parole bellissime sulla povertà intesa come bellezza.

Quanto alla meraviglia, il nostro è un Paese straordinario che ci dona la sapienza antica e ci restituisce la magia che io ho preso e ne ho fatto, forse, un mestiere”.

Catalano ha presentato anche la storia di Giovanni Rossi, classe 1930, che voleva andare sulla Luna perché lo aveva promesso a sua moglie.

“Gli impiegati della Stazione Spaziale – ha proseguito nella sua lettura – non credevano che un signore di 82 anni chiedesse di mettere piede sulla Luna perché lo aveva promesso alla moglie, il ‘suo caro amore bello’.

Al direttore della Stazione missilistica pareva una follia da fare, ma alla fine accettò. Così, quando fu tutto pronto, il 20 luglio del 1922, Giovanni partì e arrivato sulla Luna esclamò: ‘Ecco, promessa mantenuta, caro amore bello’. Giovanni ritornò, poi, sulla Terra, giusto in tempo per la cena. Andò a dormire e fece sogni profondi, molto profondi”.

Ultimo racconto presentato, si intitola ‘Fuochi d’artificio’. È la storia di un ragazzo Celeste che, alla maggiore età, andò a lavorare in una fabbrica che produceva fuochi di artificio, tanto da abitare il cielo illuminandolo con i fuochi che lui stesso costruiva. Prima di morire lasciò in eredità proprio un fuoco d’artificio, ma solo il nipote Giacomino ebbe il coraggio di farlo esplodere, generando tanti micro-universi illuminati, dando così fiducia allo zio.

Catalano, che non ha mai un copione uguale per tutti, è solito creare al momento e in base alla situazione, universi sensibili e magici. Un aspetto che ha rimarcato la giornalista Elisa Forte: “Il vero valore dell’artista Catalano è proprio quello di fare su misura e di diffondere questi mondi sensibili in via portatile”.

“Faccio una differenza molto profonda – ha precisato Catalano – tra immaginazione e creatività, che sono due mondi diversi. L’immaginazione è uno stato, è un modo di vedere il mondo, è uno sguardo.

Chi è provvisto di immaginazione non necessariamente deve scrivere un libro, deve fare un’opera d’arte, deve dipingere.

Chi è dotato di immaginazione guarda il mondo e, quando lo guarda, lo crea. La creatività avviene perché c’è uno scatto che si attiva quando si fa la cosa, la si produce.

Nella parola creativo c’è anche la creazione, è un dono dunque. L’immaginazione è un patrimonio umano, divino. È una porta che si apre e che spinge in avanti”.

La giornalista Elisa Forte ha rivolto un invito a Catalano: “In qualche modo ho pensato che potresti essere il Garante dei più piccoli, ma anche dei più anziani, dei nonni”.

Il Direttore generale di APT, Antonio Nicoletti ha parlato di una nuova frontiera della comunicazione turistica che diventa opera d’arte: “Oggi l’arte si fa anche con il digitale.

L’artista Silvio Giordano, che ha realizzato rappresentazioni un po’ oniriche, che vedete all’interno di questo stand, ha messo insieme, ad esempio, Craco con Melfi, creando un’immagine che sembra uscita da un film di fantascienza.

Gli artisti sono coloro che immaginano ciò che non c’è e lo trasformano in qualcosa che gli altri non sanno vedere. In questa dimensione – ha proseguito – vengono messi insieme dei mondi che sono reali, ma viene fuori qualcosa che sembra uscito dal mondo dell’immaginario.

E, dietro questa produzione, che è stata un po’ stimolata anche dall’APT Basilicata come committente, abbiamo creato una linea di comunicazione che si chiama ‘Basilicata terra dell’immaginario’.

In particolare, abbiamo realizzato dei piccoli spot dedicati, ad esempio, ai riti arborei – pochi secondi in cui il Maggio di Accettura, con buoi giganteschi circondati da petali che cadono in una foresta incantata – che diventano qualcosa di onirico.

Ma chi ha l’opportunità di vedere il Maggio di Accettura, percepisce che questo appuntamento ha delle radici solide nella nostra tradizione e che oggi è ancora viva come lo era tanto tempo fa.

Dunque, il mondo dell’immaginario diventa qualcosa di concreto e riesce anche a introdurre delle iniziative di promozione della nostra Basilicata”.

Il Direttore generale Domenico Tripaldi, nel portare i saluti del presidente del Consiglio regionale Carmine Cicala, ha evidenziato il rapporto di collaborazione con le Associazioni e l’impegno istituzionale nel promuovere, da varie prospettive, la Basilicata.

“Il tema di questo incontro – ha affermato il Direttore Tripaldi – forse può risultare un po’ anomalo per un’Istituzione legislativa, qual è il Consiglio regionale, che vuole invece dare una lettura diversa. Cerchiamo di aprire i nostri orizzonti e di far sì che la parte culturale della mission del Consiglio regionale possa, in qualche modo, spaziare con queste iniziative che sembrano un po’ lontane dalla nostra attività quotidiana.

Penso che uno dei modi migliori per far conoscere la Basilicata sia quello di andare oltre la materialità, iniziando a considerare un mondo un po’ più immaginario. In questa ottica, ci sono varie iniziative del Consiglio regionale e di APT Basilicata, ma credo che l’impegno in questi ultimi anni, dimostrato sia attraverso il potenziamento della promozione degli editori, sia con la promozione di alcune mostre fotografiche e di pittura, confermi l’attenzione verso questo mondo dell’immaginario e in particolare, la possibilità che una piccola regione come la Basilicata riesca ad allargare i propri confini proprio tramite l’immateriale che si esplicita soprattutto nelle manifestazioni artistiche.

Con questa iniziativa poi – ha concluso – sposiamo gli ultra-confini immateriali con quelli materiali grazie alla presenza del Colonnello Villadei e penso che, insieme all’artista Antonio Catalano, il quadro possa essere completo”.

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