POLITICA

Stellantis, Spera (Ugl): “L’incontro odierno segna tranquillità per Melfi”.

“Quanto confermato dalla Direzione Aziendale al sindacato nell’incontro tenutosi nel sito lucano, fa ben sperare per il prossimo venturo sulle attività, e l’entrata in produzione delle prime vetture elettriche può essere un buon auspicio”.

E’ quanto dichiara il Segretario Nazionale dell’Ugl Metalmeccanici, Antonio Spera a margine dell’esposizione del piano industriale per lo stabilimento in Basilicata che dà atto a quanto sancito con l’accordo del 2021, e che negli ultimi giorni ha anche sostenuto il nostro sindacato smobilizzando l’opinione pubblica e accendendo i riflettori con una grande mobilitazione regionale del settore automotive. A breve incontreremo Urso e Stellantis per definire tutti gli aspetti che compongono il puzzle. In Basilicata c’è un insediamento industriale importante, già da tempo sostenevamo che ci sarebbe stato l’incontro con i vertici di Stellantis: ora – per Spera – appresa la nuova programmazione che tutte le 5 vetture saranno prodotte su piattaforma STLA Medium, nata appositamente per raggiungere gli obiettivi di elettrificazione, in tal senso viene confermata da parte di Stellantis la realizzazione della nuova linea di assemblaggio delle Batteria che partirà in contemporanea al lancio dei nuovi modelli. Responsabilmente possiamo fare ragionamenti ufficiali per ciò che potrebbe essere il futuro dello stabilimento lucano. Piacevole è per l’Ugl Metalmeccanici, la notizia che riguarda la Jeep Compass, che sarà prodotta anche in una versione ibrida di ultima generazione per accompagnare gradatamente il mercato dell’elettrico”. Per Spera, “Nell’incontro odierno, Stellantis finalmente ha illustrato il cronoprogramma per il prossimo futuro dello stabilimento di Melfi, così come previsto dall’accordo anche dall’Ugl sottoscritto il 12 luglio 2023: la Basilicata ha tutte le carte in regola per rilanciare il tessuto industriale dell’automotive e con esso a beneficio dell’intera filiera dell’indotto che oggi ha pagando il prezzo maggiore dell’incertezza produttiva”.

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