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Museo Egizio, torna a nuova vita Il Libro dei Morti di Baki

TORINO – E’ stato riportato a nuova vita, dopo una lunga e complessa opera di restauro iniziata nel 2014, il Libro dei Morti di Baki, una raccolta di formule magiche, incantesimi ma anche preghiere e inni agli dei, i cui frammenti sono rimasti custoditi per circa due secoli nei depositi del Museo Egizio di Torino.

Fino al 5 giugno il papiro è protagonista del secondo appuntamento dell’anno de ‘Nel laboratorio dello studioso’, il ciclo di mostre che accompagna i visitatori dietro le quinte del Museo Egizio, alla scoperta dell’attività scientifica condotta da curatori ed egittologi del Dipartimento Collezione e Ricerca del museo.

Grazie al Libro dei Morti di Baki, riconducibile all’opera della bottega del pittore Pay, capostipite di una dinastia di artisti che si occupò delle tombe più celebri del villaggio, tra cui quella regina Nefertari, moglie di Ramesse II, abbiamo oggi un’idea più chiara di quale fosse la sequenza testuale adottata nei papiri funerari di Deir el-Medina.

Sotto i riflettori dell’esposizione, dal titolo appunto ‘Il Libro dei Morti di Baki’, curata da Sara Demichelis, egittologa della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Torino, e da Susanne Töpfer, responsabile della Collezione Papiri del Museo Egizio, c’è il papiro funerario di Baki, ma anche l’opera di restauro avvenuta sotto la direzione di Sara Demichelis e Elisa Fiore Marochetti della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Torino, in collaborazione con il Museo Egizio, l’Archivio di Stato di Torino e l’Istituto di Archeologia orientale del Cairo.

ANSA

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