CRONACA

Ucraina: Biden a Varsavia incontra due ministri ucraini

Si tratta dei responsabili degli Esteri e della Difesa, Dmytro Kuleba e Oleksii Reznikov, e le loro controparti statunitensi, rispettivamente Antony Blinken e Lloyd Austin

Il presidente americano Joe Biden ha incontrato oggi a Varsavia i ministri degli Esteri e della Difesa ucraini, Dmytro Kuleba e Oleksii Reznikov.

Il colloquio, svoltosi all’Hotel Marriott intorno ad un lungo tavolo bianco, è il primo di persona tra l’inquilino della Casa Bianca e membri del governo ucraino dallo scoppio della guerra.

Erano presenti anche il segretario di Stato Usa Antony Blinken e il segretario alla Difesa Lloyd Austin.

Intanto diverse migliaia di ucraini rifugiati in Polonia si sono radunati a Varsavia vicino all’edificio del Palazzo della Cultura e della Scienza nel giorno della visita del presidente degli Stati Uniti Joe Biden.

Lo riporta Ukrainian Pravda. I manifestanti hanno inscenato una performance sdraiandosi a terra e ricoprendosi con giacche e borse.

Con manifesti e bandiere ucraine, gli sfollati dalle città colpite dai bombardamenti russi hanno chiesto il sostegno degli Stati Uniti e della Nato e di fornire all’Ucraina le armi, in particolare le difese aeree e missilistiche, necessarie per proteggere i cieli sopra l’Ucraina.

I rifugiati hanno poi onorato la memoria delle vittime della guerra di Mariupol, Kharkiv, Chernihiv, Bucha, Irpin e altre città.

Ieri Biden ha salutato le truppe Usa visitando la caserma dell’82/ma divisione aviotrasportata a Rzeszow, a soli 70 km dal confine con l’Ucraina.

Oggi la seconda tappa suoi due giorni in Polonia, diventata a seguito del conflitto in Ucraina un alleato chiave per Usa e Ue nonostante le accuse al suo governo di centro-destra di erodere l’indipendenza giudiziaria e dei media, di usare una retorica anti Lgbt, di aver respinto i migranti mediorientali.

Il presidente Usa è sbarcato lì allo scopo di ringraziare Varsavia per la massiccia accoglienza dei rifugiati ucraini e rassicurare gli alleati del fianco orientale della Nato contro la minaccia del Cremlino, che ha evocato anche l’ipotesi di usare l’arma atomica.

Una minaccia che, sotto la pressione degli alleati, lo ha portato nei giorni scorsi ad abbracciare l’idea di ventilare il ricorso all’arma nucleare anche come deterrente all’uso di armi convenzionali o altri pericoli non nucleari, come ha rivelato il Wall Street Journal citando dirigenti Usa.

ANSA

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