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Il futuro della radio è come il presente: mobile e coinvolgente

All’inizio era così grande che dovevamo sistemarla nel bagagliaio. Poi è nato il transistor e si è spostata accanto a noi, quasi al volante.

Ultimamente poi ha fatto passi da gigante e si è integrata con la rete. E chissà se domani potremo chiamarla ancora ‘solo’ autoradio. Proprio alla fedele compagna di tanti viaggi è dedicato oggi il convegno-evento C’era una volta l’autoradio.

“La radio è il più antico ma si avvia ad essere anche il più moderno dei mezzi . L’obiettivo è rendere sempre più dialogante l’autoradio, con gli altri sensori, con le infrastrutture e le istituzioni.

Il mio sogno, ad esempio, è non avere più pattuglie lungo il percorso, ma una pattuglia digitale che comunichi con gli automobilisti”.

Ma si può correre incontro al futuro, magari anticipando l’obbligatorietà del 2020? “Nei passaggi bisogna fare attenzione che sia tutto pronto  – Un’anticipazione tecnologica è bene farla quando l’industria è pronta a produrre. Altrimenti, potremmo teoricamente avvantaggiare altri paesi.

Se parliamo del 2020 quale sarà il destino della radio? Sicuramente si parlerà ancora di digitale, di multipiattaforma, di smart speaker, di car play, di podcast: quale sarà l’equilibrio tra DAB, FM e IP? Una visione interessante è quella di James Cridland, noto futurologo del mezzo, che sul sito di radioinfo illustra i possibili cambiamenti.

1. Gli altoparlanti intelligenti continueranno a crescere.
Su tutti i due produttori Google e Amazon hanno pubblicizzato e sviluppato rispettivamente gli smart speaker Home e Alexa. Questa è una buona notizia per le stazioni radio che tramite lo streaming audio possono essere ascoltate molto rapidamente con un comando vocale.

2. La radio continuerà a essere e svilupparsi come multipiattaforma.
D’altronde il 2018 è stato l’anno in cui la trasmissione AM/FM ha iniziato a perdere qualche colpo in favore dell’ascolto digitale tramite DAB, TV e IP. In UK l’ascolto FM è stato meno del 50% rispetto ai devide digitali. Altri paesi sono ora impegnati a un’interruzione totale delle trasmissioni FM, seguendo la strada norvegese (che ha disattivato i ripetitori FM di stazioni nazionali e molte locali nel 2017). 

3. Il podcasting continuerà a crescere. .
E’ uno dei settori che cresce un po’ più lentamente ma alcune novità interessanti potrebbero dare la svolta. Spotify ha aggiunto i podcast all’inizio di quest’anno ed è emerso come un forte concorrente ai principali fruitori di podcast; negli Stati Uniti, l’ingresso di Pandora nel mercato può aiutare a far crescere il consumo ancora di più.

4. Il cruscotto dell’auto continuerà a offrire più scelte.
Che si tratti di podcasting, Spotify, aggregatori radiofonici o app la radio deve essere in prima fila per continuare a competere. Lavorare con la radio ibrida e connessa che rende l’esperienza dell’utente migliore è vitale per il successo.

5. La nuova tecnologia significherà nuovi formati.
Il Regno Unito ha una stazione solo per commercianti e lavoratori edili. L’Australia ha una stazione commerciale per bambini da 0 a 7 anni. Continueremo a vedere emittenti sempre meno genereliste e più specializzate sul proprio target d’ascolto. Vi ricordate Christmas Fm?

La radio sta cambiando e il digitale è sicuramente parte del suo futuro.

R.P

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