POLITICA

L’annuncio di Meloni: ‘Chico Forti sarà trasferito in Italia’

La premier a Biden: 'Sosteniamo la mediazione Usa in Medio Oriente' La presidente del Consiglio: 'Garantiamo prospettiva due popoli-due Stati'. Niente punto stampa dopo l'incontro alla Casa Bianca, deluse le attese dei cronisti

Un’alleanza globale contro i trafficanti di esseri umani.

È la proposta che Giorgia Meloni ha portato a Joe Biden, nel bilaterale alla Casa Bianca preceduto di pochi minuti dall’annuncio dell’accordo sul trasferimento in Italia di Chico Forti, condannato nel 2000 a Miami per un omicidio di cui si proclama innocente.

Un colloquio dai toni amichevoli, con il presidente americano che accoglie nello Studio Ovale l’ospite intonando “Georgia on my mind” di Ray Charles, all’inizio di un incontro in cui i due leader hanno ribadito il sostegno a Kiev, l’impegno a evitare una escalation in Medio Oriente e a difendere il diritto di navigazione nel Mar Rosso, insidiato dagli attacchi degli Houthi. Temi di alta geopolitica in una doppia missione, fra Washington e Toronto, che a Meloni serve a condividere con i partner le priorità del G7 a presidenza italiana, che ha al centro anche la questione migratoria, oltre all’Intelligenza artificiale.

Un viaggio in cui, come ormai consuetudine, la premier si porta dietro la figlia Ginevra. Ma soprattutto le scorie di una settimana turbata dalle polemiche sulle manifestazioni e dalle tensioni – secondo le ricostruzioni giornalistiche – con il Quirinale dopo la vicenda di Pisa.

Uno scenario che, secondo alcuni commentatori politici, spiega la scelta di evitare un punto stampa (la delegazione è partita subito per il Canada, non ne è escluso uno là dopo l’incontro con Justin Trudeau), che sarebbe stato ampiamente normale a margine di un appuntamento importante come quello alla Casa Bianca.

E che era atteso dai giornalisti dopo quello che nei giorni scorsi era sembrato una sorta di botta e risposta con il capo dello Stato. Difficile non comprendere come il Colle abbia scelto di far depositare la cenere per non alimentare una fiammella che potrebbe diventare incendio tra i due palazzi. E, sulla stessa scia, si sarebbe collocata anche la premier.

“Giorgia, sono contento che sei tornata negli Stati Uniti, siamo grandi amici”, esordisce il presidente americano, prima di ascoltare Meloni che declina le priorità del G7. In cima c’è l’Africa, da “sostenere” anche per “mettere fine alle migrazioni illegali e al traffico di esseri umani: è diventata l’attività finanziaria criminale più redditizia a livello globale e non possiamo accettarlo”. Il capitolo immigrazione – seppur con dinamiche diverse – è cruciale per entrambi sul versante interno.

Negli Usa è un fronte aperto fra Biden e Donald Trump, i più probabili front runner nella corsa alla Casa Bianca. E non a caso entrambi sono reduci da una visita quasi speculare al confine con il Messico. Per la premier la gestione dei flussi migratori è uno dei principali obiettivi del Piano Mattei, e non è escluso che l’Italia chieda agli Stati Uniti una sponda sui tanti tavoli aperti in Africa.

Dalla Casa Bianca confermano che è condiviso il fine di esplorare opportunità di collaborazione in aree di interesse comune nel continente africano.

Nella prospettiva del Piano Mattei, dovrebbe entrare nell’agenda della premier per le prossime settimane una missione in Egitto dal presidente Abdel Fattah al-Sisi, che nelle ultime ore ha ricevuto una telefonata da Biden.

Il presidente americano a sua volta lancia un annuncio: “Gli Usa parteciperanno ad una grande operazione di aiuti a Gaza che inizierà nei prossimi giorni”.

Una frase in cui inizialmente ha un lapsus, confondendo Ucraina e Gaza. La crisi mediorientale impegna gran parte del colloquio, all’indomani dell’uccisione di decine di palestinesi durante una consegna di aiuti nel nord della Striscia.

Meloni conferma la sua preoccupazione, “dobbiamo coordinare le azioni per evitare una escalation, e sosteniamo pienamente lo sforzo di mediazione degli Stati Uniti”, garantisce all’alleato, sottolineando che Roma ha concentrato gli sforzi sulla crisi umanitaria.

Quelli diplomatici, aggiunge, devono “garantire passi concreti per favorire la prospettiva di due popoli e due Stati, che è l’unica soluzione di lungo termine sostenibile”. C’è allineamento anche sul Mar Rosso, teatro di tensioni in cui la “missione europea Aspides” rappresenta “un’importante risposta” agli Houthi, sottolinea Meloni.

E anche sull’Ucraina. Biden ringrazia la premier per il suo “incrollabile sostegno” a Kiev. L’Italia ha sostenuto anche le sanzioni alla Russia, dossier su cui gli Usa premono per destinare al finanziamento della ricostruzione dell’Ucraina i 280 miliardi di dollari di fondi detenuti dalla banca centrale russa all’estero, e congelati dai vari Paesi occidentali.

Stanziare i fondi per Kiev è cruciale, ha sottolineato anche il capo del Pentagono, Lloyd Austin, rimarcando che se l’Ucraina perde la guerra, i paesi Nato dovranno combattere contro la Russia.

‘Chico Forti sarà trasferito in Italia’

Intanto in un video diffuso a Washington arrivano le parole della premier: “Sono felice di annunciare che dopo 24 anni di detenzione negli Stati Uniti è stata firmata l’autorizzazione al trasferimento in Italia di Chico Forti un risultato frutto dell’impegno diplomatico di questo governo della collaborazione con lo Stato della Florida e con il governo degli Stati uniti che ringrazio. E’ un giorno di gioia per Chico per la sua famiglia per tutti noi lo avevamo promesso lo abbiamo fatto e ora aspettiamo in Italia Chico Forti”.

“E’ uno straordinario risultato del Governo e della diplomazia italiana – ha scritto su X il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani -. Orgoglioso dei nostri funzionari. In silenzio continuiamo a raggiungere risultati importanti”.

ANSA

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