CRONACA

La Pace è bella

Quella del 6 novembre in Vaticano è stata una giornata storica. Resterà indimenticabile l’onda gioiosa dei bambini che hanno riempito l’Aula Paolo VI, con il loro entusiasmo, i sogni, i pensieri limpidi sul mondo e sui rapporti umani, con il loro affetto per Papa Francesco, con il quale stanno bene così come il Pontefice sta bene con loro. Una festa meravigliosa che ha rappresentato un momento profetico per il mondo, non solo perché i 7800 bambini sono arrivati da 84 Paesi diversi, ma anche perché, come ha detto ieri Papa Francesco, da loro impariamo ad essere messaggeri di pace. I bambini, infatti, non riescono a vedere in un coetaneo un nemico, come ha raccontato commosso Padre Enzo, che era accanto al Papa insieme ad Angelo Chiorazzo e a Marco Impagliazzo: “Un bambino palestinese mi ha detto che lui vuole bene ai bambini israeliani e non comprende tutto quello che di male sta accadendo nella sua terra. É un pensiero che mi accompagnerà per sempre”.

 

Tanti nostri colleghi impegnati nell’organizzazione hanno lavorato molto questi giorni, ma ieri la fatica non si è fatta sentire, cancellata completamente dall’emozione e dal coinvolgimento in un evento che è andato ben oltre ogni aspettativa: a dare una grande carica è stato il sorriso e la felicità di migliaia di bambini, tra i quali c’erano anche tanti piccoli dei quali ci prendiamo cura nelle nostre case famiglia, negli ospedali, nelle scuole, nei centri accoglienza in Italia, che sono venuti a Roma accompagnati dai nostri operatori per incontrare il Papa.

 

Fin dal mattino si percepiva che sarebbe stata una giornata davvero speciale, quando centinaia di bambini con il cappellino bianco sono saliti alla Stazione Ostiense sul treno di Ferrovie delle Stato con la livrea dedicata all’evento per andare a San Pietro. In Aula Paolo VI si è creato subito un bellissimo clima di festa e auando Papa Francesco è entrato c’è stata un’ovazione straordinaria da parte dei bambini. Il Papa, dopo aver percorso il corridoio centrale dell’intera Aula per salutarli, ne ha fatti sedere tanti attorno a lui e ha voluto iniziare subito a dialogare con loro e a rispondere alle domande, perché, ha detto: “C’è sempre da imparare da voi e io sono felice ogni volta che vi incontro. Per esempio mi insegnate quanto è bella la vita nella sua semplicità”. Ma nella lunga festa, durata più di un’ora e mezza, c’è stato anche il tempo per pensare e pregare. Come quando Francesco chiede di farlo tutti insieme, alcuni istanti in silenzio, davanti all’ingiustizia dei tanti bambini uccisi in guerra.

 

Insieme alla tenerezza del Papa e alla sua capacità di ascoltare i bambini dando un messaggio anche agli adulti, sono tantissimi i momenti che resteranno nel cuore: come aver ascoltato migliaia di bambini cantare insieme al Piccolo Coro dell’Antoniano e a Mr. Rain, venuto per la prima volta nella sua vita in Vaticano per incontrare il Papa. O lo scambio di doni tra i bambini e il Papa, che ha regalato ad alcuni di loro il libro di padre Enzo, l’enciclica spiegata ai bambini, e un grande mappamondo, per ricordare, soprattutto agli adulti, che c’è un pianeta del quale prendersi cura, per lasciarlo vivibile alle prossime generazioni.

Ma non è finita qui, perché il Papa, al termine, è voluto andare alla piccola stazione ferroviaria interna al Vaticano, per augurare personalmente “buon viaggio” ai bambini che ripartivano con il treno di FS. Il Papa li ha salutati e abbracciati uno per uno: davvero un altro mondo, un mondo migliore.

 

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