POLITICA

La replita di Merra a Bardi: L’assessore denuncia ostacoli e discriminazioni all’interno del governo regionale lucano

“Ho subito atteggiamenti ed azioni discriminatorie”

Donatella Merra, l’assessore alle Infrastrutture della Regione Basilicata, ha pubblicato una replica dettagliata al governatore Vito Bardi, esponendo una serie di episodi e comportamenti che, a suo dire, minano la sua posizione e la sua credibilità istituzionale. Merra, l’unico membro femminile del governo regionale, lamenta ostacoli e discriminazioni che avrebbero compromesso l’esercizio delle sue funzioni.

Ecco la nota integrale

“Riscontro con estremo rammarico che l’unico esponente femminile del Governo regionale continui a subire atteggiamenti ed azioni discriminatorie.

Venute meno le condizioni ho chiesto di aprire opportuna e necessaria riflessione politica nel governo, per salvaguardare la democrazia interna e gli spazi di confronto.

L’autonomia di giudizio e di pensiero, l’esigenza legittima di uscire da uno stallo indotto non possono essere scambiati per insubordinazione e indisciplina.

In quanto donna libera e indipendente riscontro comportamenti inaccettabili per il ruolo istituzionale che svolgo e per la mia stessa dignità individuale e professionale: ho già elencato i provvedimenti urgenti e necessari, attesi dai lucani, che sono stati ostacolati per mesi con pretesti irragionevoli e argomenti illogici, e questo certamente non è stata volontà esclusiva del Presidente.

Si è consentito, non si comprende a quale titolo, a un Dirigente di intervenire e contestare, durante una seduta di Giunta, decisioni di esclusiva pertinenza dell’organo politico, con toni irriverenti e irriguardosi nei miei confronti. Episodi purtroppo affatto isolati.

Così come è intollerabile che la comunicazione istituzionale di un assessore venga a più riprese censurata dal canale informativo ufficiale della Regione quando sgradita a qualcuno. Si tratta di episodi gravi impossibili da ignorare per la mia rispettabilità e credibilità istituzionale e politica.

Chi consente che tutto questo avvenga svilisce la mia persona, il mio ruolo e credo tutto il centro-destra, per il quale ho lavorato lealmente e caparbiamente per più di 4 anni; al mio partito in primis ed a tutto il centro-destra rimetto senza timori il giudizio sul mio operato ma anche sugli eventi che si sono consumati e da me legittimamente manifestati.

Ho ritenuto semplicemente doveroso e necessario far conoscere ai lucani i motivi per cui progetti importanti e interventi attesi restavano inesorabilmente inattuati.

L’ho fatto rendendomi disponibile a riavviare una fase di dialogo, in funzione della risoluzione dei problemi e delle esigenze del territorio, rappresentando disponibilità anche ad un passo indietro se poteva in questa fase essere funzionale al superamento dell’impasse.

Il tentativo di dialogizzare le questioni e di confrontarsi apertamente sui problemi, in nome delle istanze collettive, si è scontrato per l’ennesima volta con un atteggiamento ostativo e prevaricante, o peggio con la più colpevole indifferenza.

Nei confronti di una donna che ha palesato lealmente una impossibilità ad esercitare il ruolo di governo, si decide di imporsi e di ricorrere a “prerogative esclusive”.

Per quasi 5 anni ho minimizzato e superato attacchi ed ostacoli ingiustificabili ed ingiustificati da più parti, perché ho ritenuto che gli interessi precipui dei lucani venissero prima anche di ogni tensione e malessere personale, istituzionale e politico e che ogni minuto speso per sciogliere un nodo interno era un minuto tolto all’impegno e alla missione politica per la mia comunità.

Purtroppo è arrivato il momento di sciogliere i nodi ma con attenzione, garbo e buon senso, anzitutto per raggiungere obiettivi che i lucani attendono e superare le emergenze diffuse, ma anche per rispetto nei confronti di chi ha onestamente e ininterrottamente lavorato a questo solo scopo.

È evidente che il mio messaggio non è stato accolto così come la mia azione in Giunta degli ultimi mesi”.

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