CULTURA E EVENTI

Kora Connection – Il progetto di 3 musicisti baresi in concerto in Basilicata e a Bologna

Il progetto fondato dal musicista barese Diego Catalano, insieme a Stefano del Sole e Agostino Scaranello, inizia il suo tour ad Aliano (provincia di Matera) e Bologna. Un concerto che fonde le sonorità della kora (antica arpa africana) con le percussioni e il basso elettrico, in una accattivante commistione di generi.

Si intitola “Kora Connection” ed è un progetto unico in Italia, che parte dalla kora (antica arpa africana) e dalla tradizione musicale che accompagna questo strumento, per poi spaziare in generi come il funky, il pop e l’elettronica.

Così, “Kora Connection” è diventato soprattutto un progetto musicale di composizioni originali, fondato dal musicista barese Diego Catalano, suonatore di kora: con lui completano il trio Stefano Del Sole (strumenti a percussione) e Agostino Scaranello (basso elettrico).

Queste le prossime due date del tour: sabato 23 luglio “Kora Connection” si svolgerà ad Aliano (in provincia di Matera) in piazzetta Panevino, alle 20, nell’ambito della trentacinquesima edizione dell’Onyx Jazz Festival; domenica 24 a Bologna, alle 21,15, in occasione del festival “R-estate al Parco 2022” (Parco dei giardini, via Arcoveggio 59/8). L’ingresso è libero per entrambi gli eventi.

Il progetto è stato selezionato nell’ambito del Programma Puglia Sounds Plus “Tour Italia 2022”, ed inserito nella programmazione istituzionale di Puglia Sounds, finalizzata a promuovere a livello nazionale il sistema musicale pugliese col contributo del Teatro Pubblico Pugliese, assieme a diversi altri progetti emergenti e giovani, ritenuti meritevoli di essere promossi su scala nazionale.

Il pubblico avrà dunque la possibilità di entrare in un mondo sonoro del tutto nuovo e sperimentale, con il passato che abbraccia il presente, per ricreare sonorità antiche, ma dotate di una percezione uditiva del tutto moderna. “Kora Connection” è un progetto in cui la fusione e la contaminazione prendono origine da sonorità africane ed etniche del passato, attraversando e sfiorando con delicatezza diversi stili, generi e influenze musicali.
Per poi mescolarsi senza soluzione di continuità, con naturalezza e genuina libertà, con elementi elettronici, oltre al jazz, al fusion, al funky e al pop. Indiscussa priorità, in ogni brano, viene data al ritmo, ai suoni ancestrali, alla sperimentazione di ambientazioni diverse, sino al genere “deep”: tutti questi elementi generano una straordinaria influenza reciproca tra kora, elettronica, percussioni e basso elettrico.
Sul palco si potranno ammirare musicisti, strumenti e percorsi musicali che partono da punti distanti, per poi trovare una magica unione in connessioni nuove e inedite.
Il progetto si ispira anche al principio della multiculturalità, della musica come ponte tra popoli e culture musicali diverse. Rivelando e concentrandosi su scenari legati a sonorità etniche e di world music moderna.
Non è un caso, tra l’altro, che la “kora” sia uno strumento abbastanza sconosciuto e suonato da pochissime persone in Italia. Generalmente viene eseguito dai “griot” africani (classici poeti e cantori che svolgono il ruolo di conservare la tradizione orale degli avi) in vari contesti tradizionali.
ANSA
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