CRONACA

Borsa: Europa allunga passo, Francoforte +5% Parigi e Milano +4,7%, Londra più indietro ma sale del 2%

LA BENZINA.

Ancora aumenti per i carburanti.

Secondo i dati raccolti da Quotidiano Energia la media del diesel servito viaggia verso i 2,1 euro al litro, mentre si avvicina ai 2 euro nella modalità self (già raggiunti in alcuni distributori).

“La verde continua a salire ed è ormai stabile sopra i 2,1 euro nel rifornimento con servizio” si legge. Corposi rincari si registrano anche per i prezzi praticati del metano auto.

LE BORSE. Le speranze su colloqui a più alto livello con ipotesi anche di riunioni in un Paese terzo per arrivare a una distensione della situazione in Ucraina stanno spingendo Piazza Affari, tra le più penalizzate in Europa dall’avvio dell’invasione russa: l’indice Ftse Mib ha raggiunto una crescita del 4%, con le banche che si confermano in prima linea a sostenere il listino, oltre a Pirelli che ha raggiunto una crescita del 10% prima di essere sospesa in asta di volatilità.

Tra i gruppi maggiori della Borsa di Milano Stm, Unicredit e Intesa crescono del 7%. In controcorrente Tenaris e Saipem, che scendono di due punti percentuali, con Eni in calo dell’1,6%.

Le Borse europee allungano ulteriormente il passo con l’indice d’area, lo stoxx 600, che sale di oltre 3 punti percentuali. Lo sguardo è rivolto all’Ucraina all’attesa di colloqui di distensione mentre l’Ue ha trovato un accordo su un inasprimento delle sanzioni a Russa e Bielorussia, Francoforte è la migliore un +5%, Parigi sale del 4,7% cosi come Milano con il Ftse a 23.390 punti. Sempre indietro Londra che comunque è ampiamente tonica guadagna il 2 per cento.

Il Bitcoin vola del 9,2% oltre i 42 mila dollari. Gli investitori – spiega Bloomberg – sono in attesa di un aggiornamento su un possibile ordine esecutivo ordine del presidente Joe Biden questa settimana, che dovrebbe delineare la strategia del governo degli Stati Uniti per le criptovalute. In rialzo anche l’Ether che guadagna il 7.4%

IL PETROLIO. Inverte la rotta il prezzo del petrolio che era partito in deciso rialzo. Il Wti del Texas scende dello 0,94% a 122 dollari mentre il Brent arretra a 127 dollari. Fra gli investitori si valuta, dopo il bando del petrolio russo deciso dagli Usa, l’effetto sui prezzi e approvigionamenti con un mercato che resta molto volatile.

IL GRANO. Prosegue il calo del prezzo del grano iniziato ieri, pur tra diversi alti e bassi, sulla Borsa merci di Chicago, quella di riferimento mondiale per le materie prime alimentari: il frumento è in ribasso attorno al 3% sui 1.250 dollari per il contratto future sull’equivalente di 5mila Bushel, l’unità di misura anglosassone per i cereali. I massimi storici toccati nei giorni scorsi hanno superato i 1.350 dollari. Piatto il mais, scambiato su 754 dollari per lo stesso tipo di contratto future.

ANSA

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