CULTURA E EVENTI

Colori e suoni. Lo spartito del mondo di Kandinskij

A Rovigo il racconto del genio che ha cambiato l'arte moderna

ROVIGO, 25 FEB – Capolavori da vedere e da ascoltare.

L’ uso formidabile del colore come le note di una partitura.

L’ intreccio di pittura e musica per svelare il mondo interiore. La complessità di Vasilij Kandinskij è a portata di mano a Rovigo nella mostra che riunisce fino al 26 giugno a Palazzo Roverella 80 opere, un numero eccezionale che arriva da musei internazionali, russi in particolare, e da collezioni private straniere e italiane. ”Kandinskij.

L’ opera 1900-1940” curata da Paolo Bolpagni e Evgenija Petrova, è un viaggio cronologico affascinante con capitoli utili a comprendere come l’ artista che ha rivoluzionato il Novecento non fosse guidato dal dogmatismo.

Lo dimostrano quei cinque olii su vetro figurativi che si riallacciano alla tradizione iconografica russa realizzati nel 1918, nel pieno del suo primo periodo astratto, a cui è riservata una piccola sala.

Kandinskij è il prototipo dell’ artista europeo, hanno rimarcato i curatori, Russia, Monaco di Baviera, di nuovo in Russia poi ancora in poi Germania e infine la Francia, con viaggi in altri paesi del Continente.

Nella sua pittura astratta – termine che odiava preferendo la definizione di “pittura senza oggetto” – affiora spesso qualche elemento concreto… un pesce, un cavallo, un uccello, una figura umana.

La figurazione non si esaurisce con il passaggio all’ astrattismo, va e viene nella sua produzione.

Kandinskij non solo aprì la strada a un intero filone del ventesimo e del ventunesimo secolo. Dal punto di vista storico ha segnato un prima e un dopo.

ANSA

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