CRONACA

Il tema Scanzano riguarda tutti noi, e tutti noi dobbiamo prima di tutto ammettere le nostre inadempienze

Le nostre mancanze. Perché peggio della mafia c'è la mafiosita'

Speravamo fosse chiaro che, quanto accaduto negli anni nel Metapontino e quanto confermato dalle decine di indagini, dallo scioglimento del Comune nel dicembre del 2019, potesse far aprire gli occhi e smuovere le coscienze.

La complessità della vicenda di Scanzano non si esaurisce in episodi sporadici, seppur nella loro gravità, che hanno a che fare con la dichiarata incandidabilità di un capolista, le opacità di uno dei candidati, la mancata sospensione della proclamazione, e l’arrivo di un commissario.

Il tema Scanzano ci riguarda tutti, in un tempo che non è né quello di una campagna elettorale né quello che intercorre  tra lo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose, che non sono presunte, attenzione, ma riscontrate e raccontate nel dettaglio nella relazione sottoscritta dal ministro dell’interno Luciana Lamorgese.

La questione Scanzano è “cosa di tutti” se si pensa al clima di tensione che ha caratterizzato la campagna elettorale, con una società civile atterrita financo dal vivere serenamente la propria identità politica per il timore di intimidazioni e atti di ritorsione.

Il tema Scanzano riguarda tutti noi, e tutti noi dobbiamo prima di tutto ammettere le nostre inadempienze, le nostre mancanze.

Perché peggio della mafia c’è la mafiosita’. Perché esiste una linea sottilissima tra l’attività illecita di organizzazioni criminali delle quali vengono riconosciuti i reati, e la consuetudine radicata nella cultura di un territorio che opera sottopelle e che, anche attraverso un modo di agire consentito, si insinua nella nostra quotidianità e inceppa le nostre coscienze. Libera c’è.

Sarà nel Metapontino, proprio a Scanzano,  in occasione della carovana antiracket e antiusura  del progetto Economie di libertà della Fondazione Antiusura Interesse Uomo, che già a luglio aveva scelto Scanzano per la firma di un protocollo d’intesa con la Prefettura di  Matera.

Ci sarà portando a Scanzano l’assemblea regionale, occasione per un ennesimo confronto diretto con la comunità.

Crediamo che tutti, ma in particolare chi si candida per rappresentare le istituzioni, debbano rispettarle quelle istituzioni.

Da cittadini ma ancora di più da potenziali amministratori. Questo rispetto non c’è stato.

 

E ci duole dirlo, ma questo rispetto ha latitato non solo da parte di chi non si è visto proclamato sindaco, ma anche da parte di chi si trovava dall’altra parte.

Ci duole dirlo ma anche nella campagna elettorale il tema legato alle infiltrazioni mafiose è stato, ora affrontato con poca incisività, ora oscurato totalmente, quando invece avrebbe dovuto occupare gran parte della discussione e della programmazione, perché i problemi si accettano e si superano e la polvere non si nasconde sotto al tappeto.

Ben vengano anche le iniziative del comitato cittadino che, in prossimità delle festività vuole, nonostante tutto, rendere magico il periodo natalizio per i più piccoli.

Ma con lo stesso amore, l’uguale attenzione ci s’impegni con coscienza e conoscenza a rivendicare il diritto a tornare a respirare il fresco profumo di libertà che si contrappone al puzzo del compromesso morale, che per troppi anni, e ancora oggi contamina l’aria di Scanzano.

Quegli stessi bambini che oggi hanno il diritto di vivere un Natale sereno, sono gli stessi verso cui abbiamo il dovere di lasciare in eredità un futuro di libertà, lì dove sono le radici, a Scanzano.

Abbiamo il dovere morale di fare tutti la nostra parte perchè, come diceva Paolo Borsellino “l’impegno contro la mafia non può concedersi pausa alcuna, il rischio è quello di ritrovarsi subito al punto di partenza”.

Coordinamento Libera Basilicata

 

 

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