CRONACA

Francavilla In Sinni : Grido di allarme dei lavoratori della C&P “Ridateci il nostro LAVORO”

Il 21 luglio 2021 è stato disposto il sequestro preventivo dello Stabilimento della C&P sito in C.da Isca di Chiaromonte (PZ) per la mancata raccolta delle acque di prima pioggia.

L’azienda C & P svolge la propria attività nel settore della prefabbricazione, con la produzione e messa in opera sull’intero territorio nazionale di prefabbricati e precompressi in cemento armato per strutture da ponti/viadotti per la realizzazione di opere di rilevanza Nazionale dando lavoro a circa 150 persone tra dipendenti ed indotto.

L’Azienda ci ha costantemente informati sull’evoluzione della situazione comunicandoci che sono stati presentati diversi progetti per predisporre la raccolta delle suddette acque ma allo stato attuale nessuno di questi è stato accolto per cui non può eseguire i lavori di adeguamento.

Nell’ultimo incontro ci è stato riferito che si stava trattando la possibilità di nuove commesse oltre quelle in essere ma, data la condizione dello Stabilimento, l’azienda non ha la possibilità di stipulare nuovi contratti e non può assicurarci la possibilità di continuare a lavorare nel posto in cui viviamo.

Noi lavoratori finora abbiamo percepito un’indennità che è il frutto di ferie residue.

La richiesta di cassa integrazione non è stata accolta perché, secondo l’INPS , la causa della sospensione lavorativa è da imputare al Datore di lavoro.

Abbiamo esaurito le ferie ed i permessi, la cassa integrazione è stata rifiutata, per cui l’unica strada per garantirci il sostentamento della Naspi è quella di chiedere il nostro licenziamento.

La situazione è paradossale.

Dipendenti di un’azienda florida, con prospettive concrete di crescita che poteva assicurare il nostro lavoro e nuove prospettive lavorative ed invece siamo costretti a chiedere il licenziamento e a rinunciare al nostro diritto al lavoro in un’area che al momento non offre alternative alcune.

I dipendenti della C & P

 

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