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Second hand, gli italiani scelgono sempre più l’usato: risparmio e sostenibilità spingono il mercato

Il Recommerce Report di eBay fotografa un fenomeno in crescita: il 77% degli italiani considera l’acquisto di prodotti di seconda mano importante per il bilancio familiare. Forte anche la componente digitale, soprattutto tra i giovani

Il mercato dei prodotti di seconda mano continua a guadagnare spazio nelle abitudini di consumo degli italiani. In un periodo caratterizzato dall’aumento del costo della vita e da una maggiore attenzione alla gestione delle spese, il second hand viene scelto soprattutto per risparmiare, ma anche per ragioni legate alla sostenibilità e alla ricerca di articoli difficili da trovare sul mercato tradizionale.

A fotografare il fenomeno è la sesta edizione del Recommerce Report di eBay, realizzata attraverso un’indagine internazionale che ha coinvolto oltre 10.500 consumatori e più di 1.700 venditori.

Dallo studio emerge una crescita dell’interesse verso l’usato a livello globale, favorita da un’offerta sempre più ampia. Oggi è possibile trovare sul mercato di seconda mano praticamente ogni categoria di prodotto, dagli articoli di moda all’elettronica, passando per libri, videogiochi, oggetti da collezione e prodotti per la casa.

A spingere questa modalità di acquisto non è soltanto la possibilità di spendere meno. Il second hand viene considerato anche uno strumento per allungare la vita degli oggetti, limitare gli sprechi e ridurre l’impatto ambientale legato ai consumi.

In Italia il fenomeno appare particolarmente significativo. Il 77% degli intervistati considera infatti l’acquisto di prodotti di seconda mano importante per le proprie finanze familiari, una percentuale superiore di 7,6 punti rispetto alla media internazionale.

Sono principalmente tre i fattori che determinano la scelta degli italiani.

Il primo è naturalmente il vantaggio economico: acquistare usato permette di contenere la spesa oppure di accedere a marchi e prodotti che avrebbero un costo difficilmente sostenibile se acquistati nuovi.

La seconda motivazione riguarda la sostenibilità, grazie alla possibilità di evitare sprechi e prolungare il periodo di utilizzo dei beni.

La terza è invece legata alla ricerca di pezzi particolari. Vintage, articoli da collezione, prodotti fuori produzione e oggetti difficili da reperire rappresentano infatti una componente importante della domanda.

La crescita del recommerce riguarda anche il lato dell’offerta. Il 43% degli italiani afferma di aver venduto prodotti usati online negli ultimi dodici mesi, contro il 38% rilevato a livello globale.

La percentuale sale ulteriormente nella fascia compresa tra i 30 e i 45 anni, raggiungendo il 51%.

Tra le motivazioni più frequenti c’è innanzitutto la necessità di fare spazio in casa: il 63% degli intervistati indica infatti il riordino e la volontà di liberarsi degli oggetti non più utilizzati. Il 51% cita invece il desiderio di evitare sprechi, mentre il 43% considera la vendita una possibilità per ottenere un’entrata aggiuntiva.

Un elemento distintivo del mercato italiano è la forte componente online.

Il 41% dei consumatori italiani dichiara di acquistare prodotti di seconda mano esclusivamente attraverso internet, rispetto al 28% della media mondiale.

La tendenza risulta ancora più evidente tra la Generazione Z: il 58% dei giovani italiani appartenenti a questa fascia acquista esclusivamente online i propri prodotti second hand.

Il digitale amplia inoltre i confini geografici del mercato. Il 50% degli italiani afferma di sentirsi a proprio agio nell’acquistare articoli usati da venditori stranieri, contro il 39% rilevato nel resto del mondo.

Anche le principali difficoltà legate agli acquisti internazionali sembrano pesare meno sui consumatori italiani. I costi di spedizione preoccupano il 34% degli intervistati, contro il 45% globale; le condizioni del prodotto il 33%, rispetto al 42%; autenticità e sicurezza il 31%, contro il 41%. Le difficoltà legate alla lingua o ai sistemi di pagamento sono invece indicate dal 18%, a fronte del 27% internazionale.

Il trend appare destinato a consolidarsi anche nei prossimi mesi. L’87% degli acquirenti italiani prevede infatti di acquistare prodotti di seconda mano nei prossimi dodici mesi almeno nella stessa misura di oggi.

Il 37% prevede addirittura di incrementare gli acquisti. Tra i giovani della Gen Z la percentuale sale al 43%.

A guidare le preferenze è l’abbigliamento, indicato dal 35% degli intervistati. Seguono media e intrattenimento, tra cui vinili, libri e videogiochi, con il 30%, e l’elettronica con il 26%.

Nella lista trovano poi spazio collezionabili e memorabilia, al 25%, prodotti per casa, cucina e lifestyle, al 23%, e infine scarpe e sneakers, al 22%.

Per scegliere il venditore, gli italiani mostrano una particolare propensione verso i privati: il 31% dichiara di preferirli, mentre il 24% si orienta verso operatori professionali ad alto volume, come negozi online, aziende specializzate nel ricondizionamento e power seller.

A fare la differenza è soprattutto la sicurezza dell’acquisto. Per il 59% degli italiani, infatti, risultano determinanti la qualità costante del prodotto e la corrispondenza tra quanto viene descritto nell’annuncio e ciò che viene effettivamente ricevuto.

Si tratta di un dato superiore di 5 punti percentuali rispetto alla media globale, a conferma del peso che affidabilità e trasparenza hanno nel mercato dell’usato.

Tra i nuovi fenomeni legati al commercio digitale si fa strada anche il live shopping, modalità che combina la presentazione dei prodotti in diretta con la possibilità di acquistarli durante la trasmissione.

In Italia il potenziale di crescita appare ancora significativo. Il 26% degli intervistati non ha mai preso parte a una sessione di live shopping, ma conosce il format ed è interessato a provarlo.

Un ulteriore 19% ha già seguito almeno una diretta, senza però aver effettuato acquisti, mentre il 12% ha già utilizzato questo canale per comprare un prodotto.

I numeri descrivono quindi un pubblico ancora in fase di avvicinamento, ma con una curiosità crescente verso una modalità di acquisto destinata a trovare maggiore spazio nell’e-commerce.

«Da ormai trent’anni il recommerce rappresenta un pilastro fondamentale del nostro marketplace e i dati di quest’anno confermano quanto questa modalità sia diventata sempre più presente nelle abitudini quotidiane», ha dichiarato Jamie Iannone, Chief Executive Officer di eBay.

Sulla stessa linea Silvia Bellomi, Head of Categories per Italia e Francia, secondo la quale il mercato italiano dell’usato ha ormai superato la dimensione della scelta occasionale. L’acquisto di prodotti di seconda mano, ha spiegato, entra sempre più frequentemente nelle decisioni di spesa e può contribuire alla costruzione di un modello di consumo più circolare.

Il quadro delineato dal report mostra dunque un mercato dell’usato sempre più strutturato: il risparmio resta la motivazione principale, ma accanto alla convenienza crescono attenzione ambientale, ricerca di prodotti unici e utilizzo delle piattaforme digitali. Un cambiamento nelle abitudini che coinvolge sia chi compra sia chi vende e che sembra destinato a rafforzarsi ulteriormente. 

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