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Chanel, Matthieu Blazy porta Gabrielle nel futuro: a Parigi sfila la nuova collezione

Al Grand Palais va in scena la Primavera/Estate 2027 della maison francese. Tra trasparenze, tailleur destrutturati, richiami alla sartoria maschile e simboli di libertà, il direttore creativo rilegge la storia di Coco Chanel

PARIGI – Il Grand Palais si trasforma in una suggestiva notte parigina, attraversata dal volo di grandi gabbiani sospesi sopra la passerella.È in questo scenario spettacolare che Chanel presenta la collezione Primavera/Estate 2027, firmata da Matthieu Blazy, alla guida creativa della maison dal 2025 dopo la lunga esperienza di Virginie Viard.

Per Blazy il nuovo appuntamento con la moda è anche un viaggio nella storia della fondatrice della casa francese.

Lo stilista torna infatti a confrontarsi con la figura di Gabrielle Chanel, rileggendone la personalità attraverso una collezione che racconta le numerose identità della donna e le trasformazioni che accompagnano una vita.

«Nel corso della loro vita le donne assumono identità differenti, diventano molte persone pur rimanendo la stessa», spiega Blazy. Un concetto che viene applicato alla figura di Gabrielle, prima donna e poi nome destinato a diventare uno dei simboli più riconoscibili della moda internazionale.

La collezione segue quindi una sorta di percorso biografico e creativo. La giovane Gabrielle attraversa le diverse fasi della propria esistenza e della propria carriera, mentre gli abiti diventano il mezzo attraverso cui raccontare questa metamorfosi.

Il racconto parte dagli anni degli esordi, quando Gabrielle Chanel si confrontava con un abbigliamento femminile ancora fortemente condizionato da corsetti, strutture rigide e codici sartoriali dell’epoca edoardiana.

Blazy riprende quelle suggestioni per mostrare il processo di trasformazione che avrebbe portato Chanel a rivoluzionare il guardaroba femminile. La rigidità lascia progressivamente spazio alla comodità, alla libertà di movimento e a una nuova idea di eleganza.

Il tailleur Chanel diventa così uno degli elementi centrali della collezione. Non più soltanto simbolo di rigore sartoriale, ma capo leggero e sensuale, quasi una seconda pelle, portato direttamente sul corpo e reinterpretato attraverso nuove proporzioni.

Il percorso attraversa anche la fase iniziale legata al jersey, materiale utilizzato da Gabrielle Chanel per capi che rompevano con le convenzioni dell’epoca, fino alle ricerche sul tailleur sviluppate nel dopoguerra.

Un altro dei temi fondamentali della sfilata è il rapporto con il guardaroba maschile.

Blazy recupera completi formali, giacche e pantaloni ispirati alla tradizione sartoriale maschile e li sottopone a un processo di trasformazione. Alcuni capi vengono tagliati e ricomposti per diventare gilet, altri vengono abbinati a pantaloni o convertiti in completi con gonne aderenti.

L’influenza maschile entra così nel mondo femminile senza cancellarne la sensualità. Al contrario, la contrapposizione tra codici diversi diventa uno degli elementi caratterizzanti della collezione.

Anche la sera viene reinterpretata attraverso questa contaminazione. Abiti ispirati agli anni Trenta, decorati con paillettes e costruiti secondo linee in sbieco, convivono con lavorazioni a maglia impreziosite da perline. Il risultato sono capi estremamente leggeri, pensati per essere indossati con la naturalezza di una semplice maglietta.

La dimensione più scenografica della collezione emerge nei tessuti. Le sovrapposizioni di seta trasparente e le forme irregolari creano superfici che sembrano riprodurre il movimento delle nuvole.

Gli abiti evocano così diversi momenti della giornata: l’alba, la luce calda del tramonto e il passaggio delle ore. Il tempo diventa una presenza invisibile che accompagna la sfilata.

A rappresentare la libertà sono invece gli uccelli, in particolare rondini e rondoni. Il loro volo compare sui vestiti e negli elementi decorativi, trasformandosi in bottoni, gioielli e ricami.

È soprattutto nelle lavorazioni dei tessuti e della maglieria che emerge il lavoro dell’atelier. Tra le novità c’è il nuovo “tweed smocked”, una versione più elastica e leggera del tradizionale tweed Chanel.

Il tessuto consente di ripensare il celebre tailleur in chiave più contemporanea e sensuale. La giacca corta viene portata direttamente sulla pelle e chiusa soltanto da una catenella all’altezza del seno, mentre la gonna scende oltre il ginocchio e presenta aperture che accompagnano il movimento delle gambe.

La vita bassa, posizionata sotto l’ombelico, accentua inoltre la linea dei fianchi e trasforma uno dei codici storici della maison in una silhouette decisamente più audace.

Tra gli accessori, un posto speciale è riservato alla 2.55, la celebre borsa Chanel.

Il modello assume un valore particolare perché a portarlo in passerella è Dyanira Hurbuscher, che tiene tra le mani proprio una 2.55 appartenuta a Gabrielle Chanel e conservata negli archivi Patrimoine della maison.

La stessa borsa ritorna nel finale della sfilata, chiudendo idealmente il percorso costruito da Blazy tra passato e presente.

La nuova collezione Chanel diventa così un dialogo tra memoria e trasformazione: da una parte i codici che hanno costruito l’identità della maison, dall’altra la volontà di reinterpretarli attraverso leggerezza, sensualità e libertà.

Un modo per raccontare ancora una volta Gabrielle Chanel non come una figura immobile nel passato, ma come un’ispirazione capace di continuare a cambiare forma. 

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