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Italia la carica dei supercomputer, è quarta al mondo

L’Italia dei supercomputer accelera e rilancia la sfida globale. Già quarta potenza mondiale per capacità di calcolo, il Paese punta ora a consolidare e ampliare il proprio ruolo strategico, con nuovi investimenti sull’intelligenza artificiale, sul quantistico e sui futuri computer ibridi.

A tracciare la rotta è Antonio Zoccoli, presidente del Centro Nazionale di Ricerca in Hpc, Big Data e Quantum Computing (Icsc), che indica le prossime tappe di un percorso avviato grazie ai fondi del Pnrr.

Bologna al centro della sfida europea

Tra i progetti più attesi c’è l’avvio di uno dei due supercomputer europei dedicati all’Intelligenza Artificiale in costruzione a Bologna: la AIFactory, finanziata dall’Unione Europea con 430 milioni di euro, la cui installazione sarà completata entro la fine dell’anno o all’inizio del prossimo.

Sempre a Bologna, al Dama Tecnopolo, saranno inaugurati nella prima metà dell’anno due computer quantistici acquisiti con fondi Pnrr e realizzati dalle aziende IQM e Pasqal. Nello stesso periodo sarà completato anche l’upgrade di Leonardo, il supercomputer italiano di punta, con la nuova versione denominata Lisa.

Proprio il Cineca ospita il supercomputer Leonardo, infrastruttura che ha contribuito a portare l’Italia ai vertici mondiali del settore. Accanto a Bologna, la rete nazionale include centri e data center strategici come Megaride a Napoli, rafforzando un ecosistema distribuito di competenze e infrastrutture.

La corsa ai Gigafactory europei

La sfida però va oltre la potenza di calcolo. «Stiamo guardando alla gestione e alla sicurezza dei dati», spiega Zoccoli. L’Europa punta infatti alla realizzazione di cinque grandi data center, le cosiddette Gigafactory. L’Italia intende candidarsi per ospitarne uno, facendo leva anche su investimenti privati.

Un passaggio cruciale, soprattutto in vista della progressiva conclusione dei finanziamenti del Pnrr. Per questo l’Icsc sta ampliando il partenariato e definendo il programma dei prossimi quattro anni, in collaborazione con il ministero dell’Università e della Ricerca e con il ministero delle Imprese e del Made in Italy. L’obiettivo è costruire progetti pubblico-privati capaci di diventare un modello per il sistema produttivo nazionale.

Il sogno dei computer ibridi

Il settore del supercalcolo corre veloce e l’innovazione è una necessità. Per questo l’Italia investe anche nel quantistico, con quattro laboratori attivi a Napoli, Roma, Firenze e Padova, dove si sviluppano qubit con tecnologie differenti. «Vogliamo essere in grado non solo di usare ma anche di sviluppare questa tecnologia», sottolinea Zoccoli.

La visione a lungo termine è ambiziosa: creare computer ibridi in cui supercomputer tradizionali e macchine quantistiche lavorino insieme, dividendosi il carico di lavoro in base alle rispettive capacità. Un’integrazione che permetterebbe di affrontare problemi oggi irrisolvibili, dall’analisi climatica alla progettazione di nuovi materiali e farmaci.

«Non è pensabile avere già l’anno prossimo un computer ibrido – precisa Zoccoli – ma stiamo lavorando intensamente per raggiungere questo obiettivo nei prossimi anni».

Con una strategia che unisce infrastrutture, ricerca e collaborazione industriale, l’Italia prova così a rafforzare la propria posizione nel cuore tecnologico dell’Europa, consapevole che la partita del futuro – tra intelligenza artificiale e quantistica – si gioca anche sulla capacità di calcolo.

ANSA

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