Sicurezza, verso il decreto: fermo preventivo e “scudo” penale. Dialogo positivo col Colle, ma restano nodi

ROMA – Il fermo di prevenzione e il cosiddetto scudo penale sono tra le misure destinate a entrare nel decreto legge sulla sicurezza che il governo dovrebbe portare domani all’esame del Consiglio dei ministri, insieme a un disegno di legge sullo stesso tema.
Lo riferiscono fonti di governo, sottolineando che l’interlocuzione con il Quirinale è stata “ottima”, come sempre.
Il provvedimento prevede, tra l’altro, una norma che introduce un registro distinto – non solo per le forze dell’ordine ma valido per tutti – per evitare l’iscrizione automatica nel registro degli indagati nei casi in cui emerga subito una causa di giustificazione, come la legittima difesa o l’adempimento di un dovere.
Una misura che, nelle intenzioni dell’esecutivo, mira a tutelare chi agisce nell’esercizio delle proprie funzioni senza creare automatismi giudiziari.
In vista del Cdm, sono in corso in queste ore diverse riunioni tecniche per mettere a punto i testi. Il pacchetto sicurezza arriva dopo gli scontri di Torino, sui quali il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi è intervenuto in Senato ribadendo la necessità di strumenti più efficaci di prevenzione.
“Per fermare preventivamente ci vuole un fermo preventivo – ha detto –. Il governo intende impedire a chi è noto per comportamenti violenti di infiltrarsi e colpire”.
Piantedosi ha respinto con decisione le critiche sulla gestione dell’ordine pubblico a Torino e le accuse di un uso eccessivo della forza, difendendo il lavoro di prefetti, questori e dirigenti di polizia. Ha inoltre definito “grave e strumentale” l’ipotesi che le violenze possano essere state tollerate o organizzate per giustificare nuove norme, ricordando che gli episodi di violenza di matrice antagonista si ripetono da oltre trent’anni.
Sul fronte istituzionale, dal Colle filtra prudenza. In occasione dell’incontro con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella avrebbe fatto presente che il via libera al fermo di polizia e allo scudo penale potrebbe arrivare solo con ulteriori modifiche. In particolare, resta ferma l’esigenza di evitare una “giurisprudenza separata” per categorie specifiche e di chiarire che il fermo preventivo non possa basarsi su un semplice atteggiamento sospetto.
Intanto l’aula del Senato ha approvato la risoluzione di maggioranza sugli scontri di Torino con 88 voti favorevoli e 56 contrari. Il testo, che ha assorbito la mozione di Azione, non prevede più il daspo per le manifestazioni ma mantiene i riferimenti alle tutele penali per gli agenti e alla prosecuzione degli sgomberi degli immobili occupati illegalmente. Secondo fonti del centrodestra, l’esclusione del daspo risponde alla volontà di evitare contenuti divisivi e favorire una più ampia condivisione parlamentare.
Le misure operative sulla sicurezza, ribadiscono le stesse fonti, saranno comunque contenute nel decreto legge.
La risoluzione approvata rappresenta un atto di indirizzo politico, mentre il confronto tra governo e Quirinale prosegue in vista del Consiglio dei ministri di domani.
ANSA
