Lettera aperta, Bolognetti: dr. Gratteri, come vede sono uomo abituato a mantenere la parola data

Lettera aperta di Maurizio Bolognetti (Radicali Lucani) al Procuratore Nicola Gratteri: “Mi sono autodenunciato”. Di seguito il testo integrale.
“Egregio dr. Gratteri,
in allegato troverà copia delle ricevute di consegna dell’autodenuncia che ho inteso inviare alle Procure della Repubblica di Potenza e Lagonegro, al Procuratore generale c/o la Corte d’appello di Potenza, dr. Francesco Basentini, alla Stazione Carabinieri di Latronico e per opportuna conoscenza al Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, al Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, al Prefetto di Potenza, al Questore di Potenza e all’Ufficio Digos.
Il sottoscritto, egregio dott. Gratteri, non ha nulla da nascondere e per cultura agisce sempre alla luce del sole. Ho inteso autodenunciarmi perché lei, solo pochi giorni fa, ha minacciato – incredibile ma vero – di denunciare chiunque osi far ascoltare alcune sue dichiarazioni, accostandole alla riforma dell’ordinamento giudiziario, che, come è noto, sarà oggetto di referendum costituzionale il 22 e 23 marzo.
Chi le parla, dr. Gratteri, è da 40 anni favorevole alla separazione delle carriere e a provvedimenti che eliminino l’indecente e correntizia occupazione di un organo costituzionale qual è il CSM. Nel 2019, tanto per esser chiaro, non fui certo tra coloro che caddero dal pero ed ebbero la faccia tosta di stupirsi per le rivelazioni da parte di Palamara del più classico dei segreti di pulcinella: il Csm lottizzato dalle correnti dell’Anm. Men che meno, e a futura memoria, ho mai ritenuto il dr. Palamara una vittima o un novello caso Tortora; al massimo Palamara, a mio modo di vedere, è il carnefice che in certe logiche, a un certo punto, finisce sotto la ghigliottina del boia.
Se lei mi chiedesse se sono favorevole al Sì non potrei che risponderle che lo sono. Non potrebbe essere altrimenti, considerando la mia storia politica e il fatto che ritengo di poter affermare, senza timore di smentita, di aver avuto quale mio mentore Marco Pannella. Sì, tutta la vita, dr. Gratteri, perché è un passo avanti nella giusta direzione. Sì, perché ero a Napoli ai tempi, per alcuni davvero non belli, del cosiddetto caso Tortora. A proposito, Palamara non è Tortora e questo deve esser chiaro. Sì, perché la separazione delle carriere è un provvedimento di civiltà giuridica che allinea il nostro Paese alle più consolidate liberaldemocrazie del mondo. Sì, perché ero tra coloro che coordinarono e raccolsero firme in calce al referendum sulla separazione delle carriere, stravinto, ma che finì al macero a causa del mancato raggiungimento del quorum. Questa volta, è bene sottolinearlo con la penna rossa, il quorum non ci sarà.
Ecco mi son presentato, spero. Sono uomo di ideali e non di potere ridotto a mero fine (il potere per il potere). Sono, e così ci chiariamo subito, un uomo che al pari di Leonardo Sciascia detesta essere definito garantista e, parafrasando le parole del grande scrittore siciliano o integrandole, dico che non sono garantista, sono solo un uomo che crede nel diritto, nei diritti, nello stato di diritto democratico; un uomo che crede nella giustizia.
Lei in cosa crede, dr. Gratteri? Spero non negli arresti per omonimia, nelle Tv convocate per mostrare un uomo che sta per esser portato al mattatoio dei Pandico, dei Melluso, dei Barra.
In cosa crede, dr. Gratteri? Se lo ricorda che cosa dovrebbe essere uno Stato di diritto democratico? Nel caso in cui intenda rispondere sì, tocca, ahimè, ricordarle che siamo a tutt’oggi inadempienti rispetto all’art. 111 della Costituzione e anche rispetto al Codice Vassalli del 1989.
In cosa crede, dottore? Mi faccia capire. Lo sa che in questo nostro Paese dovrebbe vigere il rispetto dell’art. 21 della Costituzione? Quella sua denuncia contro chi ha osato far ascoltare sue parole pubbliche, pronunciate in un pubblico dibattito, io non riesco a non percepirla come un gesto di tracotanza e un insulto all’art. 21.
Non avevo certo bisogno di questo teatrino per convincermi a votare Sì, ma se possibile la convinzione è stata ulteriormente accresciuta dal suo comportamento.
Non le chiederò, egregio dr. Gratteri, se lei ha mai visto quel film intitolato “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto” e nemmeno starò a chiederle se ha mai ascoltato quel bel brano di De André intitolato “Un giudice”. Non lo faccio anche per evitare equivoci. Quel che invece faccio e debbo fare è chiarire che non sono un nemico dei magistrati e della magistratura; non mi piacciono stereotipi e schematismi, non partecipo a giochi delle parti e ritengo altresì obbligato e doveroso denunciare qualcosa quando c’è da denunciare. Dal mio punto di vista, garantismo, quella parola che mi ripugna, è anche questo, oltre ad essere “equo processo”.
Dr. Gratteri, io la mia parola l’ho mantenuta e sono corso ad autodenunciarmi, anche, se vuole, per rispettare le sue parole. Lei adesso cosa farà, sapendo che da due giorni ho diffuso con tutti i mezzi disponibili il video sul quale lei pretende di imporre la censura? Eppure non si tratta di un video pornografico, che, come sa, tra l’altro sono stati abbondantemente sdoganati.
Mi faccia sapere. Non essendo Matteo Messina Denaro, il mio indirizzo è noto a tutti.
Un’ultima cosa, una citazione deve consentirmela: “Io ho dovuto fare i conti da trent’anni a questa parte, prima con coloro che non credevano o non volevano credere all’esistenza della mafia e ora con coloro che non vedono altro che mafia. Di volta in volta sono stato accusato di diffamare la Sicilia o di difenderla troppo; i fisici mi hanno accusato di vilipendere la scienza, i comunisti di aver scherzato con Stalin, i clericali di essere senza Dio; e così via. Non sono infallibile; ma credo di aver detto qualche inoppugnabile verità […] Non ho, lo riconosco, il dono dell’opportunità e della prudenza. Ma si è come si è”. Così Leonardo Sciascia in un’intervista a La Stampa del 6 agosto 1988.
Latronico, lì 3 febbraio 2026
Maurizio Bolognetti, segretario di Radicali Lucani, già membro del Consiglio Nazionale dei “Club Pannella”, già membro della Presidenza e del Consiglio generale del Prntt, iscritto all’ODG e alla FNSI
