CRONACA

Minneapolis, Alex Pretti ucciso con 10 colpi. Cosa sappiamo finora

L’amministrazione Trump si trova in forte imbarazzo dopo che diversi video analizzati dai media statunitensi e le dichiarazioni di due testimoni sembrano contraddire la versione ufficiale del Dipartimento per la Sicurezza Interna sull’uccisione di Alex Pretti, 37 anni, a Minneapolis.

Secondo la versione ufficiale, Pretti «si sarebbe avvicinato agli agenti della Border Patrol armato di una pistola semiautomatica 9 mm» e «avrebbe opposto resistenza violenta» durante il tentativo di disarmo.

I filmati della sparatoria mostrano però Pretti inizialmente con un telefono in mano, intento a filmare gli agenti in mezzo a una strada innevata, e non con una pistola.

In un momento chiave, l’uomo interviene per proteggere due donne mentre un agente ne spinge una a terra e spruzza spray al peperoncino.

Pretti viene poi bloccato a terra da almeno cinque agenti federali, mentre qualcuno urla un avviso sulla possibile presenza di un’arma.

Successivamente, uno degli agenti sembra prendere una pistola dalla cintura di Pretti e allontanarsene; pochi istanti dopo, un altro agente spara quattro colpi alla schiena di Pretti, seguiti da ulteriori colpi durante il fuggi fuggi generale, senza che nessuno presti soccorso.

Due testimoni oculari hanno confermato che Pretti non stava brandendo alcuna arma. Tra loro, una donna ha filmato il video più chiaro della sparatoria, e un medico di 29 anni residente nelle vicinanze ha dichiarato: «Non l’ho visto attaccare gli agenti né impugnare un’arma. Lo hanno gettato a terra, quattro o cinque agenti lo tenevano fermo e hanno iniziato a sparargli».

Un’analisi video della Cnn mostra inoltre un agente che sembra recuperare una pistola dalla cintura di Pretti poco prima della sparatoria.

L’agente emergerebbe con l’arma in mano mentre i colleghi continuano a immobilizzare la vittima; non è chiaro chi abbia sparato per primo né se gli altri agenti fossero stati avvertiti della rimozione dell’arma.

I media, tra cui Bbc e New York Times, hanno confermato che dai video risultano almeno dieci colpi esplosi. L’episodio, ripreso il 24 gennaio a Minneapolis e diventato virale sui social, continua a sollevare interrogativi sulla condotta degli agenti federali e sulle discrepanze tra la versione ufficiale e le immagini raccolte.

ANSA

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