POLITICA

Pina Picierno: vicepresidente del Parlamento Ue “Chiorazzo è il profilo giusto per un’alleanza democratica e per il futuro della Basilicata”

POTENZA – Il futuro della Basilicata, in un contesto storico epocale sia sul fronte nazionale che internazionale.

In un momento dove la guerra e la crisi energetica, climatica ed alimentare continuano ad essere i titoli di apertura dei quotidiani di tutto il mondo.

A cui aggiungere le ulteriori preoccupazioni degli italiani causate dalle scelte del governo Meloni che invece di aiutare le famiglie, condizionano negativamente la vita dei cittadini. In primis su sanità e welfare, ma anche su lavoro e transizione energetica.

Scelte a cui i governatori di centrodestra, compreso il presidente lucano Vito Bardi, rispondono con il silenzio, pur trovandosi di fronte a un vero e proprio “scippo” di risorse destinate al Sud dal Pnrr, senza contare la riforma Calderoli, anche questa pienamente condivisa dal governatore lucano.

Per la vicepresidente del Parlamento europeo serve un cambio di passo, per la Basilicata auspicabile con una figura forte e credibile come quella di Angelo Chiorazzo

Per Pina Picierno – vicepresidente del Parlamento europeo, esponente del Pd nazionale – serve un cambio di passo a partire dalle elezioni regionali di marzo, per passare poi alle europee di maggio.

In questa direzione Picierno auspica una forte azione di aggregazione delle forze democratiche e riformiste che hanno a cuore il futuro di questa terra, guidate come dice “da una figura forte e credibile come quella di Angelo Chiorazzo”, fondatore della cooperativa Auxilium, da sempre impegnato nel sociale, anche con alcune missioni umanitarie nei paesi di guerra, ma soprattutto con l’impegno in favore dei più deboli. Personalità autorevole nei contesti internazionali, in grado di ridare alla Basilicata un ruolo di primo piano e di bloccare i disastri lasciati dal centrodestra e da una classe dirigente “morta”.

Cosa cambierà nel mondo dopo questa guerra tra Hamas e Israele?

«L’Europa e tutto il mondo libero si trova già da oltre un anno a sostenere l’Ucraina che lotta per indipendenza e libertà contro il regime di Putin e credo che ad essere sotto attacco siano proprio la democrazia liberale e il nostro sistema di valori.

Nel corso della storia dell’umanità abbiamo conosciuto molti tipi di conflitti ma quelli che abbiamo davanti sono figli della stessa radice che vede l’Europa, lo Stato di diritto e le libertà come totem da abbattere. Per troppo tempo abbiamo pensato che le grandi crisi globali si potessero risolvere solo con la via del commercio ma la storia ci ha dimostrato che non è così».

L’analisi sul clima politico internazionale, nazionale e regionale della vicepresidente del Parlamento Ue, Pina Picierno

Sembra che non si possa più attuare una distinzione tra politica interna e politica estera…

«Esattamente. I vecchi schemi di lettura della realtà sono saltati, oggi la politica territoriale è strettamente connessa con quella globale e viceversa.

Energia, commercio, sicurezza, migrazioni, risorse naturali, cambiamenti climatici, agricoltura e alimentazione: tutto è connesso, nessun territorio basta più a sé stesso. L’esempio più lampante è il Pnrr, nato dopo la pandemia e lo sono le politiche di coesione che sono immerse sempre di più in uno scenario globalizzato. Il concetto di prossimità ormai si gioca più tra i territori e Bruxelles che tra le istituzionali nazionali».

Il Pnrr è ancora un’opportunità o stiamo assistendo all’ennesima grande occasione persa?

«Il governo sul tema continua ad essere poco preparato, poco trasparente, poco attrezzato. Semplicemente perché non ha mai creduto nello strumento e perché debole nella interlocuzione con Bruxelles. Sembra aver gettato la spugna alle prime difficoltà, come per esempio nel caso delle risorse a vantaggio dei comuni per la rigenerazione urbana e l’efficientamento energetico. Il Next Generation, da cui nasce il Piano Nazionale, è stato immaginato per curare vecchie e nuove ferite e lentezze del nostro sistema produttivo e del nostro sistema istituzionale.

È stato ridotto ad uno scontro alla giornata tra ministeri in una logica neo-centralista. La realtà è che, quando ci sono risorse il governo diventa centralista, quando non ce ne sono, come per la sanità e l’istruzione, è per l’autonomia differenziata. Il danno per il sud è enorme. Mi sarei aspettata la protesta delle regioni meridionali, com’era giusto che fosse. Registriamo invece un silenzio imbarazzato da parte dei governatori di destra».

Le elezioni europee del 2024 e il cambio di passo necessario a partire dalle elezioni regionali della Basilicata

A giugno del 2024 ci saranno le elezioni europee. Anche per questi motivi saranno le più importanti degli ultimi decenni?

«Quando si parla di Europa si dice sempre che il prossimo voto sarà quello decisivo ma le sfide che avremo dal 2024 al 2029 certamente delineeranno il futuro delle istituzioni europee e le renderanno autonome e forti. Abbiamo bisogno di una politica europea di difesa, di una riforma dei trattati che superi il diritto di veto e dia potere decisionale vincolante alle istituzioni. Oggi avere davvero a cuore il futuro dell’Italia significa avere a cuore il futuro dell’Europa. Da questo assunto occorre lanciare una sfida forte ai sovranisti e alla destra».

Prima delle europee la Basilicata rinnoverà il suo consiglio regionale e la sua giunta. In che modo i due appuntamenti sono legati?

«La dimensione dei problemi della Basilicata e del Mezzogiorno è misurabile solo in un contesto europeo. La vostra terra lo sa benissimo: tutto il Sud veniva a Potenza e a Matera a studiare il vostro modello di sviluppo e di utilizzo delle risorse europee. Da un quinquennio a questa parte invece rilevo isolamento, piegamento alogiche puramente politiciste, scarsa capacità di interpretare i profondi cambiamenti sociali e industriali delle grandi transizioni ecologiche e digitali, servizi pubblici, a partire dalla sanità, carenti e non rispondenti ai bisogni del territorio. Le energie imprenditoriali e sociali della vostra regione sono vive, è la Regione e il governo che dormono».

Angelo Chiorazzo

La vicepresidente dell’Europarlamento Picierno: “Da sempre al lavoro per il bene comune, Chiorazzo è il profilo giusto per un’alleanza democratica e per il futuro della Basilicata”.

Lei è molto presente sul territorio lucano e nel dibattito regionale. Come vede la candidatura di Angelo Chiorazzo?

«Ho seguito con interesse la discussione per una grande alleanza democratica, popolare e riformista capace di porre fine alla disastrosa giunta Bardi. Credo che Angelo Chiorazzo sia una figura forte e credibile. Ho avuto il privilegio di conoscere e lavorare con Angelo nel corso degli anni su migranti, sociale e solidarietà e credo che la sua storia possa essere la migliore assicurazione per le esigenze politiche e territoriali di forze diverse tra loro ma accomunate dagli stessi principi di solidarietà e progresso.

Mi sono ritrovata con lui tra le strade di Leopoli, di Kyiv, di Bucha come tra le strade di Senise, di Matera e la sensazione che ho sempre avuto è stata di avere accanto una persona che ha lavorato e lavora con coraggio per il bene comune.

Credo che la sua disponibilità a guidare una coalizione plurale sia una bella notizia per la Basilicata e le recenti indicazioni del Partito Democratico e del segretario Lettieri vanno nella direzione giusta e generosa: individuare una personalità in grado di rappresentare la Regione in contesti europei e internazionali, in grado di tenere insieme una alleanza larga e plurale. Mentre la destra decide le candidature con i bilancini nazionali dei partiti, il Pd è pronto ad indicare le soluzioni migliori per il governo del territorio, decise dal territorio».

FONTE: LA NUOVA DEL SUD

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