CRONACA

Nel Metapontino continuano a far cantare quelli che dicono ”La mafia non esiste”

In occasione dell’inaugurazione del ‘Presidio Legalità’ a Potenza, lo scorso 12 giugno, il procuratore a capo della DDA di Potenza Francesco Curcio, parlando di quanto sia importante la cultura della legalità e dell’antimafia e spiegando come, purtroppo, siamo ancora lontani dall’adottarla in ogni contesto anche della nostra regione, ha citato un esempio.

Il concerto che pochi anni fa si svolse a Scanzano Jonico, con il placet dell’istituzione locale che poi, nel dicembre 2019, fu commissariata per infiltrazioni mafiose, che vide come protagonista il cantante neomelodico Daniele De Martino.

Quello che parla dei collaboratori di giustizia come fossero traditori, infami; quello che inneggia un boss in carcere chiamandolo ”re”. ”E’ sintomatico di una società che non è basata sulla cultura della legalità- ha detto Curcio- non solo la presenza del cantante in questione, ma il fatto che sotto quel palco ci fossero migliaia di persone”.

Ora apprendiamo con sconcerto e forte preoccupazione che per il prossimo 25 giugno a Policoro sarebbe prevista l’esibizione di tal Niko Pandetta, trapper e neomelodico siciliano, nipote del boss catanese Salvatore Cappello, sottoposto al regime speciale di detenzione 41 bis dal 1993.

Non che Pandetta il carcere non lo conosca, anzi. La presenza di Pandetta è prevista in un locale della costa policorese, pubblicizzata anche sulle pagine facebook di Policoro Eventi, in una data molto particolare: la vigilia del ballottaggio (largamente prevedibile) per il rinnovo del consiglio comunale di Policoro.

”Maresciallo non ci prendi Un’ora, sei stipendi Sono con la mia fam Dentro al club, coca e rum Compro tre appartamenti Pago in pezzi da venti” è il testo di uno dei brani di Pandetta.

E ancora: ”Non parlo coi carabinieri, ora mi ascoltano anche loro

Stavo in galera fino a ieri, ora porto collane d’oro

Attendo sempre ai tuoi pensieri, prendi fuoco”.

E, infine, la canzone dedicata allo zio Cappello:

”Zio Turi io ti ringrazio ancor e tutt chill c faj p me

Si stat tu a scol e sta vit ca me mbarat a campà cu l’onore

P colpe e chisti pentit staje chius là dind o 41 bis

T’ann cundannat sta vit senza pudore e senza dignità

Sai che dolore nd’ò core quando vai a colloquio e nun t poss abbraccià

Sultant aret a sti vetr pozz fa finta e t tucca sule e man”.

A chi risponderà alle nostre sollecitazioni dicendo che un privato può invitare chi vuole, rispondiamo con un interrogativo. Quale immagine vogliamo offrire a Policoro e, in generale, al Metapontino, tra l’altro in una fase così delicata: all’avvio del procedimento per ipotesi di mafia sulla costa Jonica lucana, a Matera,  che vede alla sbarra 25 persone, dove l’ipotesi di accusa è quella di associazione mafiosa, con base a Policoro, attiva in droga ed estorsioni?

NOI NON CI STIAMO!

 

Coordinamento Libera Basilicata

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