CULTURA E EVENTI

VITO BRIAMONTE, C’E’ UN PAESE TRA LE NUVOLE CHE SI CHIAMA SENISE

“Ho sempre amato il mio paese che mi porto nel cuore anche se sono lontano. SENISE che ricordo da bambino quando con comara Lucia e gli altri amichetti andavamo a Sinni, al fiume in estate, passando per l’Isca tra le case bianche e assolate che lo facevano somigliare ai paesi messicani dell’800.
I tempi moderni, la tecnologia, l’istruzione di massa, ci hanno privati di personaggi che oggi non ci sono più e che i giovani purtroppo non hanno mai conosciuto.
In una sorta di SPOON RIVER nostrana, io li ricordo quasi tutti, insieme a quelli della mia età che hanno avuto la fortuna di conoscerli e condividere con loro un pezzo della nostra gioventù.
MASTU PAUL che faceva il ciabattino e che tra l’incollatura di un tacco e una scarpa, ti vendeva Il Mattino.
MARIO RA VECCHIA che mi raccontava sempre fatti di galeotti, con una vita sempre al limite, e un giorno che mi vide tornare da Potenza vestito da Carabiniere per una licenza, quasi gli veniva una colpo: “U’ sbirr, u’ sbirr, oh mamma, u’ npote ‘i Rocco, i manett, fuje, fuje!
FILIPPO RU CAVURARAR, che tra una sigaretta e un bicchiere di Vecchia Romagna, scappava sul tre ruote consegnando le bombole di gas e che un giorno feci recitare in una mia commedia dove lui non dovette fare altro che interpretare se stesso.
FRANCUCCIO SIRINGHETTA che con il suo amico Gino partì da Roma con un Ciao della Piaggio e raggiunse Senise, portandomi nell’orto dove la zia Maria Rosa ci apriva in estate i più succosi cocomeri.
RON ALSANDR’ che se gli facevi vedere un orologio e gli chiedevi com’era, ti rispondeva sempre : “jè buon’, jè buon”. Poi lui, sempre alla spasmodica ricerca di una jumment (giumenta) che avesse una stella in fronte.
POLICICCHIO, il dottore, comunista inossidabile di vecchio stampo che in onore di Marx chiamò il figlio Carlo e che un giorno quando gli fecero sentire una specie di sermone simile ai fuori onda nostrani, e che diceva il contrario di quello che un comunista come lui doveva dire e pensare, gridò agli astanti: “non sono io, non sono io, è ENZO BARONE”, che poi è un mio amico ed un imitatore eccezionale.
CHILIMBRONE che un giorno si vide arrivare i carabinieri in casa perché aveva spedito una lettera al Presidente della Repubblica Saragat chiamandolo ubriacone.
TULASS che se lo vedevi per strada con la sua immancabile e inseparabile macchina fotografica, ti immortalava e poi il padre ci cercava per venderci le foto.
ANGIOLIN RA’ JURCIE che dalla fine della guerra tornò a piedi dalla Sicilia ed era in casa dei miei nonni come uno di famiglia. Raccontava a noi bambini un sacco di storie e indovinelli: “Sacciè ‘na cosa cusedd’ tanta fine e tanta bell’, cu nu pugn’ inchete ‘a casa. Chi ghiè?” ‘A luce, rispondevamo noi che avevamo sentito quell’indovinello tante volte.
“VICIENZ’ ‘I LEN’ che spesso da solo alla pompa di benzina a San Biagio, doveva vedersela con una fila di auto e io che con la vespa volevo passare prima, mi prendevo un sacco di improperi.
GISEPP U’ BANNITORE che quando volevi comunicare qualcosa, non come ora che c’è FB o i cellulari, gli davi qualche soldo e gli dicevi cosa dire e lui girava per i ‘strittul’ e le case infilando la sua voce nel megafono: “jer u’ bann”.
CARLIN U’ MUT’ che fu l’unico ch’io sappia, a sollevare con la sola forza della braccia, il masso posto su un ‘pisul’’ del bar in piazza.
RON CARL’ che si faceva precedere sempre da due maglifici alani alti quanto un puledro di cavallo, e che mi diceva sempre: “Vito fa u’ brav’ senò ce pensa Masaniell’. Masaniell era uno dei due alani.
BIFF BAFF che nel salire i vicoli e le stradine del centro storico faceva il lavoro che oggi fanno i furgoni, trasportando sulle sue spalle, mobili, frigoriferi, lavatrici. Ad ogno sosta tu gli dicevi BIFF e lui rispondeva BAFF.
Questi solo alcuni dei personaggi che mi vengono in mente insieme ai tanti soprannomi con cui identificavo le persone di cui spesso non conoscevo il cognome:
PIETTRUSS, SPEZZAFIERR, U’SFULLAT, U’JUNGIAR, SABBEDD RU VICCHIARIEDD, U’SCIABBANN’ A’ MAZZA, PATANEDD, U’CURT, MIEZZUSICAR, U’ ZUOPP, U’ MALOMM, MILCANIEDD, RA’ CUNIGGHIA, SCIPPATANN, POTIESS U’DLURAT, SIRINGHETT, RU CAVURARAR, U’BANNTOR’, SPAGHETT’, TRRAMOT.
E si! SENISE a volte penso che sia un paese tra le nuvole e che tra quelle nuvole, tutti questi personaggi continuino a vivere e a ridere di noi che qui ci affanniamo come matti”.
Vito Briamonte , pubblicato sulla sua pagina Facebook
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