CRONACA

Federcofit Basilicata inserire operatori servizi funebri nel piano vaccinale anticovid-19

La Federcofit, la federazione del comparto funerario, da tempo ha denunciato una marcata sottovalutazione delle proprie condizioni operative fin dall’inizio della pandemia.

Nei primi mesi del 2020, con l’esplosione del coronavirus, soprattutto nelle regioni del nord del paese, il problema delle protezioni individuali, le mascherine prima di tutto, rappresentava una decisiva necessità prioritaria per i soggetti che erano costretti ad operare a contatto con i contagiati, come gli operatori funebri.

‘’Non abbiamo visto alcun intervento per garantire qualche fornitura, pur pagandola – ha spiegato Vittoria Franchino, presidente Federcofit Basilicata – E si noti che nella bergamasca si sono contati morti ed intubati tra gli operatori funebri’’.

‘’Oggi-continua-assistiamo ad una analoga sottovalutazione per la somministrazione dei vaccini.

Abbiamo scritto a tutte le autorità (dal Ministero alla Protezione civile Nazionale, fino alla commissione creata ad hoc per fronteggiare l’emergenza sanitaria) sottolineando dati evidenti e noti a tutti: le attività funebri sono attività essenziali che non si possono interrompere e sono attività a rischio.

Dobbiamo trattare i defunti senza guardare alla causa di morte e dobbiamo trattare con tutte le famiglie colpite da un decesso anche se positive al coronavirus. E, per finire, non siamo un numero particolarmente grande: in Basilicata, ad esempio, con un migliaio di vaccini mettiamo in sicurezza l’intera categoria.

Resta difficile comprendere che si sia proceduto alla vaccinazione dei fornitori di servizi alle strutture sanitarie (mensa, pulizie e quant’altro) e non si sia minimamente posta attenzione a questi addetti’’.

‘’Il settore funebre e cimiteriale è uno dei pochi settori economici governato da disposizioni normative vecchie e superate: il decreto del Presidente della Repubblica n. 285 del 1990. Il mondo è andato avanti a grandi passi, le attività funebri sono rimasta al palo.

Anche le leggi regionali, come quella della regione Basilicata che abbiamo voluto con tenacia, non supera questo vuoto sul piano nazionale.

Si deve rilevare che dal 2001, anno della modifica del Capo V della Costituzione, si sta cercando e sollecitando il varo di una nuova legge per il settore senza, per ora, successo.

In Parlamento, alla Camera dei Deputati, è in discussione un Disegno di Legge che rappresenta l’unificazione di proposte di legge presentate da Lega, Partito Democratico e Forza Italia (dalle onorevoli Foscolo, Pini e Brambilla) che potrebbe rappresentare, finalmente, la fine di un vuoto legislativo penalizzante per il settore e dare al settore una unitarietà sul piano nazionale (superando i limiti delle norme regionali) e prospettive di sviluppo e di crescita professionale.

Voglio lanciare un appello a tutti i nostri parlamentari, i parlamentari della Basilicata, perché si adoperino per sollecitare l’iter parlamentare di queste disposizioni di legge per arrivare al varo di una legge moderna e rispondente alle nuove necessità delle famiglie colpite da un lutto ed alla crescita imprenditoriale del settore che non ha mai chiesto aiuti o sostegni economici alla politica’’.

‘’Ringraziamo la Regione Basilicata che ha approvato una risoluzione del Consiglio Regionale a favore della vaccinazione di questi addetti. Come ringraziamo il deputato Zennaro della Lega che ha presentato una interrogazione parlamentare al Ministro su questa questione.

E’ in arrivo il nuovo piano vaccinale: ci auguriamo che, finalmente, si superi questa incomprensibile sordità e si disponga la vaccinazione di questa categoria’’.

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