CRONACA

‘Non esiste piano vaccinale per noi immunodepressi’ il coraggio di Morena

A otto anni dal suo trapianto di polmoni, Morena, giovane lauriota, ha affidato a un post social le sue preoccupazioni per il ritardo della campagna vaccinale in Basilicata.

Con il coraggio che l’ha sempre contraddistinta, si appella al Presidente Bardi, al quale dice che non avrà nessun tipo di freno o timore per far valere il suo sacrosanto diritto alla salute.

“Sono passati esattamente 8 anni da quando ho ricevuto la telefonata più importante della mia vita, quella che mi ha cambiata per sempre e che ha cambiato per sempre il mio modo di vedere il mondo…la chiamata per dirmi che finalmente i miei nuovi polmoni mi stavano aspettando. Questi sono tempi duri per noi immunodepressi, mesi di paura e angoscia.

Tutto questo è reso ancora più difficile perché il ministro della Salute ha disposto la somministrazione del vaccino per i soggetti trapiantati subito dopo gli ultra ottantenni.

Perché per lo stato un anziano di 80 anni, con tutto rispetto per gli anziani bene prezioso e ricco di memoria storica, viene prima di un soggetto fragile di 34 anni produttivo e inserito nella società.

Se poi vivi in Basilicata dove non esiste neanche un piano vaccinale per i soggetti fragili la cosa diventa paradossale.

Eppure in una regione che conta circa 200 trapiantati non dovrebbe essere difficile organizzare in modo adeguato un programma vaccinale.

Siamo nelle mani di una classe politica che non è riuscita a gestire adeguatamente questa emergenza, che è stata capace di far saltare completamente il tracciamento dei positivi nonostante non avessimo numeri importanti, che non tutela i cittadini più vulnerabili.

Siamo nelle mani di un presidente che non riesce a dare risposte concrete. Me lo immagino confrontarsi e discutere con le altre cariche con quella verve e quel piglio che lo contraddistinguono…più o meno la stessa grinta ed entusiasmo di mio cugino quando aveva sei anni e veniva costretto a leggere la letterina di Natale davanti a tutti i parenti.

Volevo informarla caro presidente Vito Bardi che nonostante tutto io non mollo perché non sono abituata a farlo…e se dovrò alzare la voce per far valere il mio sacrosanto diritto alla salute lo farò senza esitare”.

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