CRONACA

Interrogazione al ministro degli esteri del sen.Paragone su morte Luca Ventre

Il testo completo dell’interrogazione del sen.Paragone

il 1° gennaio 2021, a Montevideo in Uruguay, ha perso la vita Luca Ventre, trentacinquenne di origini lucane, residente all’estero da 8 anni, in circostanze che sembrerebbero poco chiare.

L’uomo si sarebbe recato presso l’ambasciata italiana alle ore 7 del mattino, con una cartellina, per essere assistito nel suo rientro in Italia ma, non avendo ricevuto alcuna risposta all’ingresso, avrebbe deciso di scavalcare la recinzione e introdursi all’interno della sede diplomatica.

A quel punto sarebbe stato raggiunto da due poliziotti uruguayani e immobilizzato, come raccontato dai video delle telecamere di sorveglianza dell’ambasciata per 31 minuti, 16 dei quali trascorsi con un braccio sul collo, una tecnica chiamata “chiave di judo” che, per sua natura, potrebbe provocare dislocamenti, strappi ai legamenti, fratture, perdita di sensi fino alla morte; nel corso delle indagini sarebbero emerse numerose contraddizioni in relazione alle cause e al luogo del decesso dell’uomo.

In un primo momento l’ambasciata aveva riferito che la morte sarebbe avvenuta in ospedale per un malore ma, una volta acquisiti i video, sarebbero emersi dubbi sulle condizioni di Luca Ventre già mentre veniva trasportato all’esterno per essere soccorso: sembrerebbe essere stato trascinato fuori dalla sede diplomatica di peso dai poliziotti, senza dare segnali di vita, così come all’arrivo nella struttura sanitaria.

A tal proposito, secondo la testimonianza di una dottoressa che avrebbe assistito al suo arrivo all’hospitale de la Clinica di Montevideo poco dopo le ore 8 del mattino, l’uomo sarebbe arrivato già privo di vita, diversamente da quanto reso da uno dei poliziotti, secondo il quale sarebbe stato condotto al pronto soccorso in stato di forte agitazione e qui somministrate due iniezioni di Midazolam ed Haloperidol, potenti farmaci che su soggetti deboli possono causare un arresto cardiaco, mentre ancora per un’infermiera l’italiano sarebbe arrivato in ospedale con le convulsioni morendo poco dopo; come si apprende, la famiglia ha lamentato un interessamento tardivo della Farnesina, avvenuto al momento della diffusione dei video e non nell’immediato, come più volte sollecitato, trattandosi di circostanza verificatasi all’interno della sede diplomatica e pertanto sottoposta a giurisdizione italiana.

Il fratello di Luca Ventre ha, infatti, recentemente dichiarato al quotidiano on line “Open”: “La versione ufficiale era quella che Luca fosse morto per uno stupido malore, nessuno ci aveva detto del fermo, peraltro fatto in quel modo dal poliziotto uruguayano.

Solo quando abbiamo ottenuto il video, tutti si sono svegliati, Farnesina compresa. Mi sembra chiaro che l’interesse dell’ambasciata italiana dell’Uruguay fosse quello di togliere un morto dalla sede diplomatica, facendo credere al massimo che si fosse trattato di un caso di malasanità. (…) Ma così non è, mio fratello non è morto in ospedale.

Il poliziotto lo ha strangolato e lui è morto nella sede diplomatica. Lo hanno massacrato. Massacrato. E da lì è uscito morto”;

considerato che:

le affermazioni riportate destano particolare preoccupazione in ordine alla credibilità dello Stato italiano perché le due differenti ricostruzioni comporterebbero differenti risvolti: in caso di decesso all’interno della sede diplomatica, per strangolamento, la competenza giurisdizionale sarebbe esclusivamente italiana, in caso contrario si tratterebbe di un decesso per malore in ospedale;

inoltre, negli ultimi anni si registrano altri casi di cittadini italiani deceduti all’estero e in circostanze mai chiarite, come il caso di Giulio Regeni in Egitto e Mario Paciolla in Colombia,

si chiede di sapere:

se e quali iniziative il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale abbia intrapreso nell’immediato per far luce sulla vicenda o se, come denunciato dai familiari, sia colpevole di ingiustificato ritardo;

se il Ministro in indirizzo intenda assicurare il pieno coinvolgimento del proprio dicastero per fare chiarezza sulla dinamica della morte di Luca Ventre.

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