CULTURA E EVENTI

La forza del noi. L’VIII Assemblea Congressuale dell’Associazione Generale Cooperative Italiane Basilicata

La forza del noi. L’VIII Assemblea Congressuale dell’Associazione Generale Cooperative Italiane Basilicata, che si è tenuta Sabato 28 Novembre su GoToMeeting, è stata un’importante occasione di dialogo tra istituzioni, movimento cooperativo e associazioni di categoria, sul ruolo fondamentale che possono svolgere in questo periodo segnato dalla pandemia le cooperative in Basilicata, per rispondere alla crisi economica, ripartendo dal lavoro e dalla cura delle fasce più deboli della società.

Alla mattinata, coordinata da Donato Semeraro e aperta dalla relazione di Giuseppe Crocco, presidente di AGCI Basilicata (rieletto all’unanimità nel corso dell’Assemblea per i prossimi tre anni) hanno partecipato: il vicepresidente della Regione Basilicata Francesco Fanelli, il sindaco di Potenza Mario Guarente, il sindaco di Matera Domenico Bennardi, il vicepresidente nazionale di AGCI e membro di CECOP Angelo Chiorazzo, il presidente nazionale di AGCI Giovanni Schiavone, il rappresentante di ICA (International Cooperatives Alliance) Carlo Scarzanella, il presidente di Alleanza delle Cooperative Basilicata Giuseppe Bruno, il presidente di Legacoop Basilicata Innocenzo Guidotti, Francesco Paolo Battifarano presidente di Confgricoltura Basilicata, Donato Distefano direttore regionale CIA Agricoltori, Nicola Fontanarosa presidente di Confimi Industria Basilicata.

In Lucania le cooperative aderenti all’ACI (l’Alleanza delle cooperative, formata da AGCI, Legacoop e Confcooperative) sommano un fatturato lordo annuo di oltre 500 milioni di euro e occupano stabilmente 45 mila soci lavoratori e oltre 6 mila lavoratori non soci.

Il Presidente di AGCI Crocco, nella sua relazione, ha sottolineato il fatto che le tre centrali cooperative si stanno muovendo sempre più insieme: “É un movimento importante per l’economia della Regione e c’è bisogno di una sinergia sempre maggiore con il governo regionale, con le forze politiche e con le amministrazioni comunali.

In ogni comune della Lucania c’è almeno una cooperativa in attività. Non è solo una presenza significativa in ogni ambito produttivo ma è anche una rete che aiuta la ripresa, riduce gli squilibri economici e sociali nei territori, tiene unite le diverse generazioni”.

Sia il vicepresidente della Regione che i sindaci dei due capoluoghi hanno sostenuto l’importanza delle cooperative per la Basilicata in questo momento storico: “Esiste nelle cooperative un patrimonio di professionalità che bisogna supportare in ogni modo – ha detto l’assessore Fanelli – e migliorare le politiche di coesione per farle diventare capaci di generare lavoro e economia sostenibile”.

Anche il sindaco di Potenza si è soffermato sull’importanza del momento: “Le risorse del piano per il Sud, con i fondi del Recovery Fund, saranno superiori a quelle che furono messe a disposizione per la ricostruzione dopo il terremoto del 1980.

Un triste momento che fu trasformato in un’opportunità di crescita, basti pensare alla creazione dell’Università della Basilicata.

Oggi come allora noi dobbiamo cogliere questa occasione di riscatto e di rilancio per il Mezzogiorno”. Il sindaco di Matera ha aggiunto: “Le cooperative devono essere un aiuto importante in questo periodo di emergenza e di fragilità anche nel mondo del lavoro, perché il modello cooperativo, creando lavoro, permette di ricostruire il senso di comunità in tutti i territori e la cooperativa rimane nelle zone d’origine anche quando cresce e assume dimensioni nazionali”.

Angelo Chiorazzo ha affermato: “Insieme alle istituzioni oggi dobbiamo mettere in campo tutte le energie possibili per superare questo momento difficile, che durerà anni.

Quindi, soprattutto oggi, dobbiamo essere uniti nel combattere la falsa cooperazione, perché non possiamo permettere che il modello più nobile di fare impresa, quello cooperativo, venga sporcato da disonesti. La crisi economica non può diventare un alibi per tollerare zone grigie e non rispetto dei contratti di lavoro.

C’è bisogno che tutti capiscano che con le gare al massimo ribasso si favoriscono le mafie e si fa un danno ai cittadini”.

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