CRONACA

Donazione disinfettante Irccs Crob, M5s: no strumentalizzazioni

Leggieri e Carlucci stigmatizzano dichiarazioni direttore Colasurdo rispetto alla donazione di 20 erogatori di disinfettante da parte di Cementi Costantinopoli di Barile. “Quando si parla della salute di cittadini non si devono ammettere speculazioni

“Non è nostra intenzione in questo momento delicato e preoccupante innescare polemiche, ma, in riferimento alla notizia della donazione all’Irccs Crob di Rionero di venti erogatori di gel disinfettante da parte della società Cementi Costantinopoli di Barile, si impongono alcune riflessioni”.

Lo affermano i consiglieri del Movimento 5 stelle, Gianni Leggieri e Carmela Carlucci che aggiungono: “La Cementi Costantinopoli non è un’azienda qualsiasi.

È una delle più grandi nell’area del Vulture e anche una delle più impattanti dal punto di vista ambientale. Situata a circa un chilometro in linea d’aria dal centro abitato di Barile, ha una capacità produttiva di 590 mila tonnellate di clinker.

Con la nuova AIA regionale è stata concessa all’azienda la possibilità di utilizzare 50mila tonnellate di Ccs-rifiuti e 10mila tonnellate di Css-combustibile per il funzionamento del suo forno”.

“Evidenziare, quasi esaltare, come ha fatto il direttore sanitario dell’Irccs Crob, Antonio Colasurdo, la donazione di venti erogatori di gel disinfettante in un centro di ricerca così importante a livello nazionale – proseguono gli esponenti M5s – ha quasi il sapore della beffa per i cittadini, per i tanti pazienti che si curano lì e per il personale medico e sanitario.

Ci saremmo aspettati dal dottor Colasurdo altre parole. Altri ragionamenti per stimolare, in maniera autentica per il rafforzamento del legame tra l’Irccs Crob, il Vulture e la regione, la collaborazione tra le istituzioni al fine di vigilare sulla qualità dell’ambiente, per promuovere stili di vita corretti, per favorire il dialogo senza ipocrisia e accondiscendenza tra istituzioni pubbliche e privati. Un’occasione persa dal dottor Colasurdo”.

“Quando si parla della salute di cittadini, dono prezioso e sacro – concludono Leggieri e Carlucci – non si devono ammettere speculazioni e uscite superficiali. Basta ipocrisia”.

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