MUSICA

Musica dalla (ormai ex) Zona Rossa

Dall’esperienza di isolamento nel basso lodigiano, LUCIANO NARDOZZA lancia un brano sulla condizione di “recluso” “Zona Rossa”, nato in poche ore negli ultimi giorni di quarantena solitaria del Cantautore, condivide lo stato d’animo di chi vive una qualsiasi situazione di isolamento… e arriva a percepire il senso vero della libertà

Casalpusterlego, 11 marzo 2020 – “Scrivimi ancora, linchiostro qui è concesso e la galera è un volto che ha quellaria assente e seria, che ti ruba il sogno”.

La necessaria quarantena, l’impossibilità di uscire dal perimetro del paese, diventano momento di riflessione più allargata sullo stato d’animo di chi si trova in una qualsiasi condizione di isolamento.

Dopo 15 giorni vissuti (fortunatamente da sano) in quella che è stata la prima, piena Zona Rossa dItalia, il cantautore Luciano Nardozza condivide le emozioni provate, lo sguardo sulla sua città di residenza “blindata”, nel brano intitolato appunto Zona Rossa.

Un brano pop concepito, creato e registrato in poche ore (tra venerdì 6 e sabato 7 marzo) e accompagnato dalle immagini girate in solitaria con il proprio smartphone tra Casalpusterlengo, Codogno, Castiglione dAdda, Somaglia, nel perimetro della Zona Rossa.

Da questi luoghi diventati tristemente noti per lo scoppio a metà febbraio dell’emergenza sanitaria, il cuore va però oltre, abbracciando una condizione molto più ampia e condivisibile e riuscendo a trovare un riscatto.

Lisolamento, lessere fisicamente tagliato fuori dal resto del mondo, dai tuoi cari, dalla tua vita, non per forza genera solitudine, che è il sentimento di sentirsi soli, anche in mezzo alla gente, nella propria vita quotidiana racconta Luciano, cantautore di origini lucane residente da tempo in Lombardia e nel lodigiano da poco più di 3 anni.

Certo le due condizioni (isolamento e solitudine) sono strettamente connesse. La voce di questo brano cerca un contatto con il fuori che è in grado di tenerlo vivo, sano (scrivimi, parlami), ma in fondo è un appello al proprio Sé più profondo.

Perché se ci sentiamo integri, siamo anche interi, sani, e riusciamo a vedere le cose che ci accadono da un punto di vista più ampio, possiamo vederne il senso, ci sentiamo parte di un mare più ampio che ci accoglie

a quel punto resteremo sorpresi nello scoprire, ad esempio, che mentre fuori perdiamo la libertà (di spostarci, di stare insieme, di vivere la nostra vita normalmente), dentro scopriamo la vera libertà”.

Zona Rossa, interamente scritto, arrangiato e prodotto da Luciano Nardozza, è disponibile gratuitamente su Youtube.

Cantautore, chitarrista, attivo sulla scena musicale italiana dal 2017 col suo primo album in italiano “Di Passaggio”, indagine sulle emozioni che caratterizzano le varie fasi di una storia d’amore. Finalista a Capitalent 2017 (tra oltre 4000 proposte), vincitore del Festival Villeggendo 2017, sul podio al Varigotti Festival ’18, finalista al Premio De André 2019, targa Riccardo Mannerini 2019 per il miglior testo, ama tantissimo suonare live (l’album è stato portato in giro per l’Italia in oltre 30 città diverse).

A maggio è uscito il suo secondo album che lo vede collaborare con artisti quali Gianluca Misiti (tastierista per Daniele Silvestri, Max Gazzè) e Piero Monterisi (batterista per PFM, Tiromancino, Daniele Silvestri) e il cui primo singolo “Beata Ingenuità” è entrato alla posizione n.33 della Classifica Italiana Indipendenti. A fine gennaio lancia “Il Nastro d’Argento”, singolo  sulla clandestinità, proposto a Sanremo 2020.

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