Riforma ordinamento giudiziario – Bolognetti: Presidente Mattarella le parole di Gratteri vanno con urgenza stigmatizzate.
Di Maurizio Bolognetti, Segretario di Radicali Lucani, già membro del Consiglio Nazionale dei “Club Pannella, già membro della Presidenza e del Consiglio generale del Prntt, già membro della direzione e della giunta di RI, iscritto all’ODG e alla FNSI.
Dopo l’attacco frontale alla libertà di pensiero e di parola, dopo l’attacco all’art. 21 della Costituzione, dopo le minacce distribuite urbi et orbi a coloro che hanno inteso utilizzare sue pubbliche e inequivocabilidichiarazioni a favore del sorteggio dei membri del CSM, dopo aver letto inesistenti lettere di Falcone, il Procuratore della fu Repubblica, Nicola Gratteri, tracima definitivamente, dichiarando che coloro che voteranno Sì sono i “mafiosi” amici degli amici, gli “indagati”, gli “imputati”, i poco di buono e anche i “massoni deviati”. È necessario aggiungere altro?
In un Paese normale, e quindi non nel nostro in cui le elezioni, le tornate referendarie son ridotte da tempo immemore a partite truccate e falsate, a quest’ora i primi a condannare le ignobili parole di Gratteri avrebbero dovuto essere i leader dell’opposizione.
C’è solo da tremare al pensiero che quest’uomo (Gratteri) sia un Procuratore della Repubblica. Dall’intervista, rilasciata alla collega Lucia Serino, emerge in maniera solare una mentalità che non esito a definire mafiosa e il Signor Procuratore si mostra in tutta la sua essenza di vero, autentico fascio-stalinista. Vero, dr. Nicola Gratteri?
Eia eia alalà, signor Gratteri. Su lo dica e indossi il suo Fez d’ordinanza o la spilletta che fu di proprietà di Leonida Breznev.
Non so come andrà questo tornata referendaria, ma confesso che confido nell’intelligenza degli italiani, che pur in una situazione di patente violazione dell’art. 294 del Codice Penale, sapranno come votare.
Per parte mia ho preparato le valigie. Non voglio vivere in un Paese governato da quelli che Sciascia avrebbe giustamente definito i professionisti dell’antimafia, che usano la mafia come clava per andare a parare altrove e per imporre le loro aberrazioni ideologiche.
Mi spiace informarla, signor Procuratore, che non sono mafioso e non appartengo a una qualche “devianza”, dalla quale, in qualche modo, Lei è stato risucchiato. Sono solo convintamente favorevole, dagli anni ’80, che occorra introdurre la separazione delle carriere dei magistrati e mettere la parola fine alla lottizzazione da parte dell’Anm di un organo costituzionale qual è il CSM. Lottizzazione, aggiungo, che nuoce ai magistrati, alla giustizia, al merito.
Procuratore Gratteri, lei usa con estrema disinvoltura la tattica “Getta il sasso e nascondi la mano”. La tattica che è propria dei vili. Avrei voglia di chiederle a quale cupola della mafiosità partitocratica appartiene, ma non lo farò anche per evitare gli inevitabili equivoci che l’espressione potrebbe ingenerare.
Io credo che a questo punto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, possa e debba intervenire, anche considerando il suo ruolo di Presidente del Csm.
Mentre attendo che X (il social network) mi faccia sapere se sono “idoneo” al segno di spunta e augurandomi che Musk non lo chieda a Gratteri, credo che a questo punto sia necessario invocare l’intervento del Capo dello Stato al quale mi rivolgo con fiducia.
Signor Presidente, da militante di una storia politica altra, da cittadino, da giornalista le chiedo di far sentirela sua autorevole voce. Lei, Presidente Mattarella, è il garante della nostra martoriata Costituzione e da lei ciaspettiamo, a questo punto, parole nette e chiare che stigmatizzino l’inqualificabile sortita di Gratteri. Glielo chiedo con il rispetto dovuto alla sua “cattedra”; lo chiedo al mio Presidente, che, come è noto, è anche Presidente di quel lottizzato CSM che personalmente voglio riformare.
