Referendum sulla giustizia, scontro aperto dopo la decisione della Cassazione: al via la campagna per il sì e per il no

Non si spengono le polemiche sulla decisione della Cassazione di accogliere il quesito popolare promosso dal cosiddetto “comitato dei 15”, scelta che ha costretto il Consiglio dei ministri a varare un nuovo decreto e ha innescato un duro confronto politico e istituzionale.
Il faro resta acceso su eventuali nuovi ricorsi, che saranno valutati lunedì nel corso di una nuova riunione del comitato promotore della raccolta firme, anche se appare remota la possibilità di iniziative capaci di rimettere in discussione la data del voto.
Il Dpr firmato dal presidente della Repubblica ha infatti confermato che il referendum sulla giustizia si terrà il 22 e 23 marzo.
E ora il confronto entra nel vivo, con partiti e comitati pronti a mobilitarsi per le opposte ragioni del sì e del no. Da una parte la segretaria del Pd Elly Schlein, che dopo l’avvio della campagna a Pescara rilancia da Padova: «È una riforma per il potere, noi difendiamo la Costituzione».
Dall’altra Forza Italia, che annuncia una massiccia campagna di affissioni a partire da lunedì, con lo slogan “La legge sarà uguale per tutti”.
Il fermento attraversa tutti gli schieramenti, in una partita che con il passare dei giorni assume contorni sempre più politici e che si sviluppa sullo sfondo delle tensioni seguite alla decisione della Cassazione. Dopo gli attacchi arrivati dal centrodestra, il giudice dell’Ufficio centrale per il referendum della Cassazione Alfredo
Guardiano replica con fermezza: «Per un magistrato l’accusa di non essere terzo e imparziale è infamante». Guardiano risponde così ai parlamentari di Forza Italia Maurizio Gasparri ed Enrico Costa, che avevano criticato la sua partecipazione a un convegno per il no. La replica di Costa non si fa attendere: «Guardiano mi farà causa? Spero di trovare un giudice terzo e imparziale».
I comitati per il sì scelgono toni più bassi. Dopo le tensioni sulla data, il senatore azzurro Pierantonio Zanettin rilancia: «Dal fronte del no si è cercato di agitare un polverone, ma la data è stata fissata». E si dice convinto che eventuali nuovi ricorsi «non possano essere accolti», invitando a spostare il confronto sul merito della riforma.
Un primo faccia a faccia è previsto giovedì sulle reti Rai, tra il ministro della Giustizia Carlo Nordio e il presidente del Comitato della società civile per il no, Giovanni Bachelet. Il guardasigilli si prepara anche al confronto con il leader del M5S Giuseppe Conte, in programma il 25 febbraio a Palermo.
Intanto accelera la campagna personale di Elly Schlein, che parla di «strumentalizzazioni» da parte del governo e di «attacchi indegni ai giudici». Secondo la segretaria dem, l’esecutivo «pensa che prendere un voto in più alle elezioni lo legittimi a non essere controllato e a non avere limiti».
Il Pd insiste quindi su una battaglia in difesa della Costituzione, mentre il Movimento 5 Stelle annuncia un tour di Conte con tappe anche nelle università e la partecipazione attiva di ex magistrati come Roberto Scarpinato e Federico De Raho.
Vivace anche il fronte del sì. Sabato è prevista una direzione di Fratelli d’Italia dedicata al referendum, mentre prende corpo l’ipotesi di un grande evento del partito a Milano a ridosso del voto, al quale potrebbe partecipare anche la presidente del Consiglio.
Forza Italia, intanto, avvia la sua campagna in oltre 30 città: accanto allo slogan principale, nelle affissioni 6×3, sui bus e nelle stazioni compariranno messaggi come “Una giustizia giusta per tutti” e “Con i cittadini, per la giustizia”.
ANSA
