CALCIO & SPORT

Patriots, Seahawks sale la febbre del Super Bowl

Il Super Bowl, evento clou del calendario sportivo negli Stati Uniti, vedrà sfidarsi quest’anno i New England Patriots e i Seattle Seahawks al Levi’s Stadium di Santa Clara, domenica sera.

Una sfida che va ben oltre il football americano e che, come da tradizione, diventa lo specchio del clima sociale e politico del Paese.

Secondo le stime riportate dall’Afp, saranno oltre 120 milioni gli americani pronti a sintonizzarsi per seguire la finale del campionato NFL, confermando il Super Bowl come uno degli eventi mediatici più seguiti al mondo.

Ma accanto all’aspetto sportivo, l’attenzione è catalizzata anche dallo spettacolo dell’half time, che quest’anno promette di far discutere.

Protagonista dell’intervallo sarà Bad Bunny, fresco vincitore del Grammy Award per il miglior album.

La scelta della star portoricana ha acceso il dibattito politico, soprattutto per le posizioni apertamente critiche dell’artista nei confronti delle dure politiche anti-immigrazione di Donald Trump.

Secondo indiscrezioni, la presenza di Bad Bunny avrebbe irritato il presidente, che ha definito l’evento una “scelta orribile”.

Sul piano sportivo, i Seahawks partono leggermente favoriti grazie alla solidità della loro difesa, mentre i Patriots puntano a scrivere ancora una volta la storia, andando a caccia del settimo titolo, che rappresenterebbe un record assoluto. Una sfida equilibrata e carica di significati, capace di unire generazioni di tifosi.

Trump, che lo scorso anno era diventato il primo presidente della storia a partecipare di persona a un Super Bowl a New Orleans, quest’anno non sarà presente sugli spalti.

L’assenza contribuisce ad alimentare ulteriormente il dibattito intorno all’evento, sempre più crocevia tra sport, spettacolo e politica.

Insieme alla rock band Green Day, anch’essa critica verso Trump, Bad Bunny potrebbe segnare un momento storico: secondo le previsioni, sarà il primo artista a esibirsi cantando esclusivamente in spagnolo durante l’half time del Super Bowl.

Un segnale forte, simbolico, che riflette la trasformazione culturale degli Stati Uniti e conferma come il Super Bowl non sia solo una partita, ma un palcoscenico globale dove si confrontano identità, visioni e tensioni del presente.

ANSA

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