CULTURA E EVENTI

Italian Design Day 2026 a Tokyo, il dialogo tra rigenerazione e cultura

È stata celebrata con un doppio appuntamento a Tokyo la Giornata del Design Italiano nel Mondo, ospitata dall’Istituto Italiano di Cultura della capitale giapponese e dalla sede dell’Ambasciata d’Italia.

L’iniziativa si è confermata uno dei pilastri della strategia di promozione integrata del Sistema Italia all’estero, capace di coniugare cultura, creatività e diplomazia.

Protagonista dell’edizione 2026 dell’Italian Design Day è stato Walter Mariotti, direttore editoriale di Domus, una delle riviste più autorevoli nella storia del design e dell’architettura occidentale.

Al centro del suo intervento, una riflessione ampia e trasversale sul tema del RE-DESIGN, inteso come processo di rigenerazione etica, estetica e culturale di spazi, oggetti e idee.

Mariotti ha guidato il pubblico in un percorso teorico e narrativo che prende le mosse dalla visione della Gestell heideggeriana, secondo cui la tecnica tende a ridurre il mondo a una risorsa disponibile, gli spazi urbani a meri contenitori funzionali e gli oggetti a beni usa-e-getta.

Da qui, il confronto con il pensiero e l’esperienza di studiosi e intellettuali come Giuseppe Tucci e Fosco Maraini, fino a dialogare con grandi figure della cultura giapponese quali Kawabata Yasunari, Ōe Kenzaburō, Mishima Yukio e Murakami Haruki.

Centrale nella riflessione la metafora del kintsugi, l’arte giapponese di riparare le ceramiche rotte con lacca e polvere d’oro.

Dove la cultura occidentale tende a vedere nella frattura uno scarto o una perdita, il kintsugi riconosce invece un’opportunità: la rottura diventa elemento di bellezza unica e irripetibile, portatrice di valore e memoria.

Un approccio che si lega all’invito heideggeriano ad “abitare poeticamente” il mondo e al concetto di wabi-sabi, secondo cui la bellezza risiede nell’imperfezione e nel tempo che lascia tracce visibili.

A completare questa visione interviene il principio del mottainai, il rispetto profondo per le cose e il rammarico per lo spreco, che propone il redesign come alternativa concreta alla logica del consumo e della sostituzione perpetua.

Il valore del design come strumento di diplomazia culturale è stato sottolineato dall’Ambasciatore d’Italia a Tokyo, Gianluigi Benedetti.

«La conferenza di oggi, grazie all’organizzazione dell’Istituto Italiano di Cultura e al contributo di Walter Mariotti, ci permette di elevare il dibattito oltre la dimensione puramente estetica o funzionale, per toccare il ruolo filosofico, sociale e politico dell’architettura contemporanea», ha affermato Benedetti.

«Il tema RE-DESIGN offre una riflessione estremamente attuale, che risuona in modo speciale in Giappone ma è centrale anche per l’Italia, dove la rigenerazione rappresenta un processo strategico per competitività, sostenibilità e innovazione».

Considerazioni condivise dallo stesso Mariotti, che all’ANSA ha osservato: «All’apparenza Italia e Giappone sembrano lontani, ma le loro culture hanno molte più relazioni di quanto si pensi.

Architettura e design sono le chiavi per comprenderne vicinanze e differenze. La grande architettura e la grande arte sono sempre contemporanee. La rigenerazione è un tema comune, anche se non sempre evidente».

Un dialogo, quello tra Italia e Giappone, che attraverso il design continua a rinnovarsi, trovando nel re-design non solo una pratica progettuale, ma una vera e propria visione del mondo.

ANSA

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