Giorno della Memoria: da Levi a Segre, storie vere e saggi per i più giovani

Memorie, ricordi e testimonianze continuano a essere strumenti fondamentali per tenere viva la consapevolezza storica. Tra queste, la voce di Nando Tagliacozzo, bambino sopravvissuto al rastrellamento nazista di Roma dell’ottobre 1943, restituisce tutta la fragilità e la forza di chi ha attraversato l’orrore.
Emergono anche storie di amicizia nate negli anni più bui, come quella che lega Primo Levi a Bianca Guidetti Serra, destinata a diventare la staffetta partigiana conosciuta come Nerina. A queste si affiancano i messaggi di speranza affidati alle parole della senatrice Liliana Segre, definita “Donna di pace”, che invita le nuove generazioni a contrastare l’odio e l’indifferenza.
In occasione del Giorno della Memoria, che si celebra il 27 gennaio 2026, sono numerose le proposte editoriali dedicate a ragazze e ragazzi a partire dai 9 anni, pensate per “non dimenticare” ciò che è accaduto e per stimolare domande e riflessioni sul presente.
Tra queste, il saggio illustrato “Può succedere ancora?” rappresenta un esempio significativo di come la memoria possa dialogare con l’attualità.
È una storia vera quella raccontata in “Stelle nascoste. La Shoah nei ricordi di un bambino” (Mondadori Ragazzi) di Nando Tagliacozzo con Marco Caviglia. Nando è troppo piccolo per comprendere cosa stia accadendo quando la sorellina di otto anni, la nonna e lo zio vengono portati via senza fare ritorno.
Da quel momento, la sua esistenza si riempie di paure senza nome e il desiderio di dimenticare sembra l’unico modo per sopravvivere, fino a quando l’incontro con un’altra bambina, dagli occhi scuri e vivaci come quelli di Ada, riaprirà la strada della memoria.
In “Verrò da te con ali di carta. Storia di Primo Levi nei ritagli di memoria” (De Agostini), Romina Casagrande, autrice impegnata anche in percorsi didattici museali, racconta i destini paralleli di due giovani torinesi, Primo e Bianca, costretti negli anni delle leggi razziali ad affrontare prove diverse ma decisive.
Le loro voci si intrecciano con quelle di uomini e donne che, dalle inferriate dei treni, lanciano messaggi di speranza, amore e addio. Alla storia di Primo Levi dà voce anche Carlo Greppi nel libro “Le scarpe di Lorenzo.
Storia dell’uomo che salvò Primo Levi” (Rizzoli), illustrato da Paolo Castaldi, che racconta la profonda amicizia tra Levi e Lorenzo Perrone, muratore volontario ad Auschwitz, il quale per mesi si preoccuperà ogni giorno di procurargli una gavetta di zuppa, sottraendola alla propria razione o chiedendola in giro.
Con “Donna di pace” (Piemme), Liliana Segre, insieme a Daniela Palumbo e alle illustrazioni di Irene Fioretti, si rivolge ai più giovani utilizzando parole capaci di contrastare l’odio.
Anche Lia Levi, che da bambina ha vissuto l’esperienza delle persecuzioni antiebraiche, sottolinea l’importanza della memoria e dell’unione tra i popoli nel libro scritto a quattro mani con il nipote Simone Calderoni, “Il sentiero di pietre blu” (Il Battello a Vapore).
Un racconto avventuroso ambientato in una realtà alternativa è “I ragazzi del tempo” (Rizzoli), firmato da Ann Brashares e dal fratello Ben.
I protagonisti Henry, Frances e Lukas si ritrovano improvvisamente in una società governata dai nazisti, in un mondo in cui la Germania ha vinto la Seconda guerra mondiale. La possibilità di uscire da questo incubo sembra affidata a una vecchia radio che li mette in contatto con tre coetanei – Alice, Lawrence e Artie – che vivono nello stesso luogo, ma nel lontano 1944.
Infine, lo scrittore svedese per ragazzi Jesper Lundqvist affronta gli anni dell’ascesa di Hitler, il razzismo e la progressiva deumanizzazione nel saggio illustrato “Può succedere ancora?”
(Uovonero), con disegni di Fideli Sundqvist. Rivolto a lettori e lettrici dai 9 anni, il libro cerca di spiegare e comprendere perché siano accaduti eventi così terribili, ponendo interrogativi sul presente.
«Prima che Hitler prendesse il potere quasi nessuno lo prendeva sul serio e molti ridevano di lui, ma presto le sue idee estremiste presero piede», osserva l’autore, che conclude con una domanda rivolta all’oggi: chi sono le persone che non prendiamo sul serio, adesso?
ANSA
