Cia: nuove opportunità per investire in macchinari agricoli

Il 2026 si apre con nuovi scenari per chi intende investire in macchinari agricoli, grazie alle misure introdotte dalla Legge di Bilancio approvata il 30 dicembre scorso.
A riferirlo è Cia-Agricoltori Potenza-Matera sottolineando la necessità di investire per ammodernare il parco mezzi agricoli che in Basilicata ha un’età media di 22 anni .
Nei primi nove mesi del 2025 in Basilicata sono state vendute 250 trattrici (più 15,2% rispetto al 2024) a cui aggiungere 109 rimorchi (erano 95 nel 2024) . Dunque torna a crescere, tra i mesi di gennaio e settembre, la domanda interna di tecnologie per l’agricoltura lucana.
Cia evidenzia che innovazione, digitalizzazione e meccanizzazione sono le parole chiave del futuro in agricoltura oltre che condizioni prioritarie per la sicurezza tenuto conto che il ribaltamento di trattori è la prima causa di incidenti mortali nelle nostre campagne (72%).
“Di fronte agli effetti dei cambiamenti climatici e alla pressione crescente sui sistemi agricoli, per produrre di più con meno, le aziende hanno bisogno di supporti tecnologici potenti e diffusi”, spiega il presidente Cristiano Fini.
“Ed è proprio l’agritech – dalla robotizzazione in campo ai sistemi satellitari, dai big data all’intelligenza artificiale – a rappresentare lo strumento indispensabile per coniugare sostenibilità ambientale, competitività economica e sicurezza alimentare”.
Tra le altre novità della legge di bilancio 2026:
l’incremento della dotazione della Nuova Sabatini di 200 milioni di euro per il 2026 e di 450 milioni per il 2027, portando così la dotazione del 2026 a 300 milioni di euro;
- per il 2026 1,3 miliardi di euro per coprire le domande in esubero del Credito 4.0, ma solo per gli investimenti effettuati entro il 31 dicembre 2025;
- un nuovo credito di imposta del 40%. Da gennaio 2026 al 28 settembre 2028, le imprese agricole che investono in beni materiali e immateriali strumentali nuovi potranno disporre di un limitatissimo fondo di 2,1 milioni di euro l’anno;
- l’iperammortamento, cioè la maggiorazione dell’ammortamento per gli investimenti in beni strumentali 4.0 fino a un massimo del 180% del costo di acquisizione. Vengono eliminate le percentuali maggiori (220%) destinate ai beni 5.0, anch’essi rimossi nel testo definitivo
Nonostante i progressi degli ultimi anni, grazie anche a incentivi e misure dedicate, resta però un forte gap: “Il 50% circa delle imprese agricole italiane ha ancora poca familiarità con lo smart farming -ha rilevato Fini-.
Per questo, Cia continua a investire in percorsi di alfabetizzazione digitale e partnership strategiche, come quella con xFarm, per offrire agli agricoltori formazione specialistica e soluzioni concrete.
L’obiettivo è accompagnare le aziende, soprattutto quelle giovani e nelle aree interne, in un percorso ad hoc, con la convinzione che l’innovazione non sia solo questione di macchine, ma di competenze”.
In questo contesto, resta cruciale il tema della meccanizzazione. “Le macchine agricole italiane sono le più vecchie in Europa -ha ricordato Fini-. Nelle campagne circolano ancora trattori con 50 anni di servizio e 1,3 milioni di mezzi non dispongono dei sistemi di sicurezza, tanto che ogni anno si contano oltre 100 vittime.
Ecco perché occorre favorire in tutti i modi il ricambio del parco macchine, con agevolazioni e provvedimenti mirati.
La sostituzione dei mezzi obsoleti non può più essere rinviata”. Inoltre, “le macchine di nuova generazione, integrate con sistemi digitali, non solo consentono di dosare con precisione le risorse, ma possono abbattere fino al 95% delle emissioni inquinanti -ha aggiunto il presidente di Cia-.
Autosufficienza alimentare, redditività e sostenibilità per i produttori, passano quindi da una meccanizzazione innovativa e tecnologica, un processo che deve essere irreversibile”.
