POLITICA

Crisi industriali Stellantis e salotto: il dibattito in Consiglio regionale

Seduta consiliare ad hoc in Basilicata sulle crisi industriali che colpiscono Stellantis, l’indotto automotive e il comparto del mobile imbottito. Dai banchi del Consiglio regionale sono arrivati interventi diversi nei toni, ma accomunati dalla richiesta di scelte concrete e di una visione strategica per il futuro produttivo della regione.

Il presidente del Consiglio regionale, Marcello Pittella (Azione), ha richiamato alla necessità di «equilibrio, responsabilità e visione alta», sottolineando come servano soluzioni concrete per lavoratori e sviluppo.

Pittella ha rivendicato l’azione della Regione nel confronto con sindacati e Governo e ha indicato l’obiettivo di un piano industriale chiaro e misurabile.

«Matera può diventare il polo del salotto italiano e Melfi un laboratorio nazionale dell’automotive», ha affermato, ribadendo l’importanza dell’unità istituzionale e chiedendo al Governo nazionale una strategia chiara per il Mezzogiorno.

Angelo Chiorazzo e Gianni Vizziello, per Basilicata Casa Comune, hanno ribadito la necessità di affrontare le vertenze industriali con strumenti strutturali e non con interventi di natura emergenziale.

Nel dettaglio, sono state avanzate proposte operative mirate: l’attivazione di una piattaforma regionale per il lavoro, l’istituzione di una task force dedicata all’occupazione e il riconoscimento di un Distretto interregionale murgiano del mobile imbottito, da realizzare in collaborazione con la Puglia, al fine di rafforzare governance, competitività e prospettive di sviluppo di un comparto strategico.

Per Basilicata Casa Comune, la tutela del lavoro passa da scelte chiare e concrete, capaci di garantire stabilità, visione e futuro ai lavoratori e ai territori coinvolti.

Dal fronte progressista, Antonio Bochicchio ha sollecitato il Governo regionale a un’azione più incisiva, chiedendo di concentrare risorse su attività ad alta intensità di lavoro.

Per il capogruppo, il 2026 sarà l’anno decisivo per Stellantis e anche la Basilicata deve farsi trovare pronta con misure concrete: riduzione del costo del lavoro, semplificazione burocratica, velocizzazione dei bandi, coinvolgimento dei grandi player energetici e una vera politica industriale come priorità regionale.

Per Forza Italia, il consigliere Picerno ha messo in guardia dal ricorso a logiche assistenzialistiche.

Gli ammortizzatori sociali, secondo FI, non possono essere la soluzione strutturale: servono investimenti certi, nuovi modelli produttivi e un piano industriale chiaro per Melfi e per l’indotto.

La Regione, ha aggiunto, deve farsi promotrice di un confronto stabile con Governo e azienda per garantire occupazione duratura.

Mario Polese (Orgoglio Lucano–Italia Viva) ha inquadrato la crisi come un cambiamento strutturale e non congiunturale, invitando a superare semplificazioni e allarmismi.

Per Polese, Melfi resta un’infrastruttura strategica e la transizione energetica rappresenta una grande opportunità: la Basilicata deve trasformare il proprio vantaggio energetico in valore industriale e occupazione, puntando a una vera transizione industriale ed energetica.

Sulla stessa linea, il presidente della Prima Commissione consiliare, Francesco Fanelli, ha parlato di crisi sistemica e non locale, difendendo il riconoscimento dell’area di crisi complessa come strumento utile e non come resa. Fanelli ha ribadito la necessità di diversificare, affiancando all’automotive nuovi poli produttivi e valorizzando anche turismo, agroalimentare e cultura all’interno di una strategia integrata.

Dura la posizione del Movimento 5 Stelle, con le consigliere Alessia Araneo e Viviana Verri, che hanno accusato la Regione di essere arrivata in ritardo e di aver lasciato i lavoratori soli.

Secondo le esponenti M5S, la Giunta Bardi non ha governato né la transizione industriale né quella energetica, mentre si consumava lo smantellamento occupazionale nell’automotive e nel mobile imbottito. «Il lavoro non è assistenzialismo, è dignità», hanno concluso, denunciando immobilismo e assenza di una strategia strutturale.

Il Consiglio regionale si è così confermato luogo di un confronto acceso ma centrale su una delle partite decisive per il futuro economico e sociale della Basilicata.

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