Al Mic di Faenza inaugura la mostra ‘Double Jeu’ di Lea Renard

Fino al 18 gennaio, la Project Room del Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza ospita “Double Jeu”, la mostra dell’artista francese Léa Renard, vincitrice del 63° Premio Faenza nella categoria under 35.
Le opere esposte sono il frutto di due mesi di residenza artistica a Faenza, durante i quali Renard ha avuto l’opportunità di esplorare le collezioni del museo e di interagire con le botteghe di ceramica e decorazione della città.
Renard, 32 anni, è rimasta profondamente affascinata dalla tradizione della maiolica faentina e dalla specificità delle argille locali, che richiedono una cottura a bassa temperatura.
Il suo nuovo lavoro nasce da una ricerca che si concentra sulle forme della ceramica tradizionale e su una sperimentazione inedita delle potenzialità di queste argille, creando una fusione tra passato e presente.
Come spiega l’artista, “Double Jeu” (Doppio Gioco) scaturisce dall’incontro tra storia e contemporaneità.
“A Faenza la ceramica è un patrimonio vivo, un territorio dove ogni gesto e ogni forma portano con sé la memoria di secoli passati. Creare qui significa accettare che nulla possa esistere senza questo passato; ogni pezzo diventa il luogo di un dialogo continuo tra ciò che è stato e ciò che potrebbe essere.
Forme, texture e volumi giocano con le nostre percezioni, confondendo le apparenze e mettendo in discussione ciò che crediamo di sapere. Ciò che sembra antico può sembrare nuovo, ciò che appare fragile può essere resistente, ciò che era stabile può crollare.”
Il concetto di “Doppio Gioco”, che dà il titolo alla mostra, non si limita agli oggetti esposti, ma si estende anche alla relazione tra lo spettatore e le opere.
Il gioco diventa la forza motrice che anima l’intero percorso espositivo, sfidando le convenzioni e stimolando la riflessione.
Con il suo lavoro, Léa Renard invita il pubblico a esplorare il confine tra tradizione e innovazione, tra memoria e invenzione, dimostrando che ogni gesto artistico è, al tempo stesso, un atto di conservazione e di creatività.
La mostra offre un’opportunità unica di vivere la ceramica come una lingua che si evolve e si reinventa, attraverso l’arte contemporanea, pur mantenendo salde le radici nel patrimonio storico di Faenza.
ANSA
