Tappa nella Valle del Mercure UIL Basilicata – On the Way 131
tra i 131 Comuni : la sfida è quella di “leggere” la valle non come periferia ma come cerniera strategica

La Valle del Mercure rappresenta da sempre uno snodo strategico della Basilicata meridionale, un territorio di confine che ha conosciuto nel tempo fasi alterne di sviluppo e marginalità.
Negli ultimi vent’anni, tuttavia, il territorio ha visto aprirsi nuove traiettorie di investimento, ma nonostante segnali incoraggianti, il bilancio resta in chiaroscuro: gli investimenti hanno avuto carattere frammentato, raramente coordinato in un disegno unitario di sviluppo.
A sostenerlo è la Uil nel documento per lo sviluppo della Valle del Mercure presentato e discusso durante il viaggio della UIL Basilicata – On the Way 131 – tra i 131 Comuni – con incontri con i sindaci e i cittadini: Paolo Francesco Campanella – Castelluccio Inferiore; Rocco Bruno – Rotonda; Giuseppe Ciminelli – San Severino Lucano; Antonio Rizzo – Viggianello.
Per Paolo Campanella – che oltre ad essere sindaco a Castelluccio Inferiore è anche presidente dell’Unione Lagonegrese-Mercure – l’Unione attraverso il dialogo e lo sforzo comune degli amministratori ha dato buoni risultati con numerosi progetti comprensoriali specie per migliorare i servizi ai cittadini.
C’è molto ancora da fare – ha detto – soprattutto per colmare il divario infrastrutturale, dei collegamenti viari e per migliorare l’assistenza socio-sanitaria. Nello specifico di Castelluccio si punta sul turismo di qualità con piccoli attrattori e il percorso sensoriale lungo il fiume, il recupero delle miniere di lignite a scopo didattico e turistico.
Il sindaco di Rotonda Rocco Bruno ha parlato di un’intera generazione – tra i 20 e i 35 anni – che ha lasciato il paese, mentre il Liceo di Rotonda (con la prima classe di soli 10 alunni e senza la quinta classe) rischia la chiusura.
Oltre ad iniziative ed azioni per far restare o far tornare i giovani andati via, ha indicato progetti per il prolungamento della permanenza di turisti, tra i quali il “bonus” concesso per chi soggiorna una notte in più.
In agricoltura – ha detto – si punta su prodotti d’eccellenza come la melanzana rossa dop e a rafforzare il sistema produttivo locale, come nell’artigianato.
Da Giuseppe Ciminelli sindaco di San Severino Lucano è venuto un allarme sulle scarse risorse finanziarie a disposizione sia per i servizi da erogare che per far fronte alla manutenzione ordinaria delle strade, mentre pesano i tagli statali.
Nonostante tutto il Comune – ha riferito – ha candidato progetti contro il dissesto idrogeologico che minaccia la stabilità della zona bassa del paese e le contrade. Il potenziale dello sviluppo – ha detto – è rappresentato dalla vasta area naturalistica del Pollino particolarmente apprezzata da turisti pugliesi, del Materano ma anche campani e laziali e dal patrimonio forestale da rendere produttivo.
Per superare il grave handicap infrastrutturale – con la Sp 4 del Pollino fortemente dissestata – e dare una svolta al turismo, il sindaco di Viggianello Antonio Rizzo ha candidato un progetto fortemente innovativo: realizzare una cabinovia di collegamento tra i paesi e le vette del Pollino.
Progetto condiviso e sostenuto dalla Uil. Più attenzione da Regione ed Apt – ha chiesto Rizzo – perché il turismo destagionalizzato possa realmente diventare l’antidoto principale allo spopolamento e alla fuga dei giovani che, comunque – ha riferito – cominciano a tornare in paese dopo aver verificato le condizioni di lavoro e vita nelle grandi città del Nord o all’estero.
Il sindacato – ha detto il sindaco di Viggianello – è nostro interlocutore privilegiato diventando nostro portavoce di richieste, progetti, programmi ed idee di sviluppo e lavoro.
La tappa si è conclusa in serata a Viggianello, presso l’Aula Magna dell’Istituto Tecnico Economico, con l’incontro pubblico “Aree Interne, un futuro è possibile”: un confronto con sindaci, amministratori, associazioni e cittadini per costruire insieme nuove prospettive di sviluppo.
E’ questa una valle che -ha sottolineato il segretario regionale Uil Vincenzo Tortorelli (che ha guidato la delegazione Uil formata dal segretario organizzativo Diego Sileo, da quello della Uil Pensionati Carmine Vaccaro, da Rocco Messina Uil Artigianato) – rappresenta non un margine, ma una cerniera strategica, capace di unire territori e creare futuro con il turismo sostenibile, l’agricoltura di qualità, la valorizzazione dei borghi e la tutela dell’ambiente.
Con i sindaci abbiamo analizzato i nodi critici che frenano la Valle del Mercure, evidenziato i punti di forza che possono generare valore, avanzato proposte concrete di sviluppo, capaci di coniugare tradizione e modernità, identità locale e apertura internazionale.
Oggi la Valle del Mercure – ha affermato il segretario della Uil – si trova a un bivio storico: da un lato, il rischio di consolidare dinamiche di marginalità estrema, con perdita di popolazione, impoverimento dei servizi e dipendenza crescente dai trasferimenti esterni; dall’altro, la possibilità di divenire un laboratorio di sviluppo sostenibile, capace di coniugare le proprie straordinarie risorse ambientali e culturali con innovazione produttiva, turismo esperienziale, filiere agroalimentari e forestali integrate.
La sfida è quella di leggere la valle non come periferia ma come cerniera strategica: un territorio che, se messo in rete con i poli lucani (Potenza, Lagonegro, Senise) e calabresi (Scalea, Castrovillari), può diventare protagonista di una nuova geografia dello sviluppo euro-mediterraneo fondata su turismo verde, qualità alimentare, energie rinnovabili, welfare territoriale e rigenerazione dei borghi.
Condividere idee e progetti in questo contesto – ha sottolineato Tortorelli – rafforza la nostra convinzione che il futuro dei territori passa dall’ascolto e dalla partecipazione.
