CULTURA E EVENTI

«Il lato B del paradiso» al Matera Film Festival – presentazione lunedì 9 novembre a Matera

MATERA – Un libro sul Seicento dentro un cartellone intitolato Fantastico Medioevo. L’anomalia salta all’occhio, ed è esattamente il punto di partenza dell’incontro in programma lunedì 9 novembre, alle ore 18.30, alla Libreria dell’Arco di Matera, nell’ambito del Matera Film Festival. Antonio Cecere e Igor Uboldi presentano “Il lato B del paradiso. John Milton e Padre Serafino della Salandra. Convergenze parallele del Barocco” (Rubbettino, collana Zonafranca). Introduce Rita Orlando, direttrice della Fondazione Matera-Basilicata 2019. Dialoga con gli autori il giornalista Luca Iacovone.

La domanda che tiene insieme il volume e la rassegna è una sola: quando finisce davvero il Medioevo? Le date dei manuali – 1453, la caduta di Costantinopoli; 1492, la scoperta dell’America – sono comode e sbrigative. Servono a chiudere un capitolo e ad aprirne un altro, ma non descrivono la vita delle persone. Jacques Le Goff ha passato gli ultimi anni a sostenere il contrario: esiste un “lungo Medioevo” che arriva fino alla Rivoluzione industriale, perché le strutture mentali e materiali non cambiano quando lo decide un cronista.

Nel Mezzogiorno questa è più di una tesi: è una questione di date. Il feudalesimo nel Regno di Napoli viene abolito nel 1806. Quando nel 1647 il frate minore osservante Serafino della Salandra dà alle stampe a Cosenza l'”Adamo caduto”, mancano ancora centocinquantanove anni. Quello stesso anno, a Napoli, scoppia la rivolta di Masaniello contro un sistema fiscale e feudale di impianto medievale.

Serafino e Milton sono dunque, a tutti gli effetti, due uomini di un Medioevo che non ha ancora finito di finire. Lo sono nella forma che scelgono: l'”Adamo caduto” è una sacra rappresentazione, un genere nato nel Medioevo dal dramma liturgico, con l’Eden per palcoscenico e il serpente nel ruolo del protagonista. Lo sono negli strumenti mentali: entrambi pescano nello stesso mare biblico “con le stesse reti intessute di allegorie e simboli”, scrivono Cecere e Uboldi, e discutono di libero arbitrio con le categorie della teologia scolastica. Milton, che nel suo taccuino privato annota le proprie letture, cita Dante sei volte.

E lo sono nel mondo che abitano. Il libro dedica pagine intere alla Basilicata del Seicento, e quello che ne esce è un paesaggio di istituti medievali ancora pienamente in funzione: le chiese “ricettizie”, cooperative di preti locali nate nel Medioevo meridionale e diffusissime nel Seicento proprio nelle regioni isolate; i monasteri che “dominavano come vere e proprie signorie”; i baroni attaccati ai loro privilegi. Non è una Basilicata di monaci, pecore e strade percorribili a dorso di mulo: ci sono accademie letterarie, dispute erudite, conventi in rapporto con Napoli e con l’Europa, una rete di lettori e stampatori più fitta di quanto si immagini. Ma l’ossatura resta quella di prima.

LA QUESTIONE DEL LIBRO

Il resto è una storia di presunto plagio lunga due secoli. Nel 1647 esce l'”Adamo caduto”; vent’anni più tardi, a Londra, un poeta cieco e politicamente sconfitto pubblica il “Paradise Lost”. Che i due testi avessero qualcosa in comune lo sostenne per primo, nel 1832, l’erudito calabrese Francesco Zicari: “Lo credereste? Da questa tragedia sagra ha il Milton tratto l’idea, il disegno, le parti ed i più bei pensieri del suo poema”. Nel 1915 ci tornò sopra un inglese, Norman Douglas, con un capitolo di “Old Calabria” intitolato “Milton in Calabria”. Poi la vicenda si è arenata, tra rivendicazione campanilistica e scrollata di spalle accademica.

Cecere e Uboldi non rifanno il processo. Prove dirette non ne esistono – nessuna lettera, nessun documento, nessun incontro fra i due – e la caccia al plagio, scrivono, resta “un labirinto per topi studiosi”. Il libro sposta la domanda: come si arriva a scrivere due volte, a vent’anni di distanza e ai due estremi dell’Europa, la stessa scena? La risposta è nel secolo, e in quello che del secolo precedente era ancora vivo.

GLI AUTORI

Antonio Cecere, storico e giornalista, è coordinatore regionale di Archeoclub d’Italia per la Basilicata.

Igor Uboldi, giornalista, è caposervizio alla Testata Giornalistica Rai di Basilicata.

L’APPUNTAMENTO

Lunedì 9 novembre 2026, ore 18.30
Libreria dell’Arco – Matera
Matera Film Festival, 7-15 novembre 2026
Spazio “Fantastico Medioevo”
Introduce Rita Orlando, direttrice della Fondazione Matera-Basilicata 2019
In dialogo con gli autori il giornalista Luca Iacovone
Ingresso libero

“Fantastico Medioevo” è il progetto promosso dalla Presidenza della Giunta regionale della Basilicata e coordinato dalla Fondazione Matera-Basilicata 2019.

DOVE SI ACQUISTA IL VOLUME

Rubbettino https://www.store.rubbettinoeditore.it/catalogo/il-lato-b-del-paradiso/

Amazon.it https://www.amazon.it/dp/8849890915

Il volume è inoltre disponibile in tutte le librerie italiane e sulle principali piattaforme online.

 

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