NAIADI 2026 – Terza edizione Lago Sirino 5 – 6 – 7 novembre 2026
Tutela Ambientale e Sviluppo Sostenibile nell'Appennino Lucano

Al centro del programma il riconoscimento UNESCO per l’Appennino Lucano, la tutela degli ecosistemi, la prevenzione dei rischi ambientali e la valorizzazione del territorio.
Tre giornate dedicate all’ambiente, alla tutela della biodiversità e alle nuove prospettive di sviluppo sostenibile, con un confronto che coinvolge istituzioni, mondo accademico, enti di ricerca, amministratori locali e protagonisti del sistema nazionale delle aree protette.
Dal 5 al 7 novembre l’Appennino Lucano diventa il centro di un articolato programma di incontri e approfondimenti, pensato per mettere in rete competenze ed esperienze e costruire strategie condivise per la salvaguardia del patrimonio naturale e paesaggistico.
Un appuntamento che affronta alcune delle principali sfide ambientali del nostro tempo: dai riconoscimenti UNESCO alla conservazione degli ecosistemi forestali, dal declino degli impollinatori al dissesto idrogeologico, dalla prevenzione degli incendi al rapporto tra ambiente ed energia, fino alle opportunità offerte dal turismo naturalistico, culturale e religioso.
Giovedì 5 novembre: l’Appennino Lucano guarda all’UNESCO
La giornata inaugurale si apre alle 16 con i saluti istituzionali dell’avvocato Antonio Tisci, Commissario Straordinario dell’EPNAL, di Mimmo Carlomagno, sindaco di Nemoli, di Antonio Rubino, presidente della Comunità del Parco, e di Ettore De Conciliis, capo della segreteria del sottosegretario Claudio Barbaro.
Alle 16.30 il primo grande tema sarà quello dei riconoscimenti UNESCO per l’Appennino Lucano. Un confronto scientifico e istituzionale, moderato dalla giornalista Donata Manzolillo e introdotto dal direttore dell’EPNAL Giuseppe Luzzi, che vedrà la partecipazione di autorevoli docenti delle Università della Tuscia, di Bologna, della Basilicata e di Salerno.
Al centro degli interventi il valore ecologico, botanico, forestale e geologico del territorio, con particolare attenzione alle caratteristiche ambientali che possono sostenere il percorso verso il riconoscimento internazionale. Parteciperanno, tra gli altri, Daniele Canestrelli, Gianluca Piovesan, Alessandro Chiarucci, Francesco Ripullone, Mario Bentivenga, Giuseppe Palladino e Domenico Guida, insieme ad Antonio Blandi di Officina delle Idee e ai rappresentanti degli UNESCO Global Geoparks.
Il confronto si concluderà con il contributo del Comitato Tecnico Nazionale per i programmi UNESCO Man and the Biosphere (MAB) e International Geoscience and Geoparks (IGG). In questa cornice è prevista anche la stipula della convenzione tra l’Ente Parco e l’Università degli Studi della Basilicata per l’individuazione e la caratterizzazione strutturale e dendroecologica dei boschi con carattere di vetustà del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano.
Alle 18 spazio al tema “Tra Mari e Monti – Le aree protette patrimonio nazionale”, un confronto moderato da Antonio Rapisarda, direttore del Secolo d’Italia, che riunirà presidenti, commissari e rappresentanti di numerosi parchi nazionali e regionali, aree marine protette e associazioni ambientaliste.
Dal Cilento al Pollino, dal Matese alla Sila, dalla Murgia Materana al Vulture, l’obiettivo sarà mettere a confronto esperienze e modelli di gestione, valorizzando il ruolo delle aree protette nella tutela del patrimonio nazionale. Le conclusioni saranno affidate a Ettore De Conciliis.
Venerdì 6 novembre: biodiversità, dissesto idrogeologico, prevenzione ed energia
La seconda giornata si aprirà alle 9 con “SOS Impollinatori – I parchi nazionali in prima fila per contrastarne il declino”. L’incontro, introdotto dalla Direzione Generale Tutela Biodiversità e Mare, vedrà gli interventi di Susanna D’Antoni e Luisa Nazzini di ISPRA, oltre a contributi specialistici provenienti dalle aree protette e dal mondo scientifico.
Un’occasione per approfondire il ruolo strategico dei parchi nella conservazione degli insetti impollinatori, fondamentali per gli equilibri degli ecosistemi e per la sicurezza degli stessi sistemi agricoli. Le conclusioni saranno affidate a Luigi Ricci, direttore del Dipartimento ISPRA per il monitoraggio e la tutela dell’ambiente e per la conservazione della biodiversità.
Alle 11.30 il dibattito si sposterà sulle emergenze climatiche e sulla fragilità del territorio con “Quando il clima fa paura: El Niño, il territorio fragile e il rischio dissesto”. Moderato dalla giornalista Angela Forte, l’incontro coinvolgerà esperti, amministratori e rappresentanti istituzionali impegnati nella gestione delle emergenze e nella prevenzione del rischio idrogeologico.
Tra i relatori Marcello Feola, Commissario Straordinario di Governo per la ricostruzione post-sisma e post-frana sull’isola di Ischia, Gianmarco Blasi, soggetto attuatore delegato al dissesto idrogeologico della Basilicata, Patrizia Piro, presidente nazionale del Centro Studi Idraulica Urbana, Mary William, presidente dell’Ordine dei Geologi della Basilicata, e Santo Marcello Zimbone dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria. Interverranno inoltre Mimmo Totaro di Italia Nostra e Giuseppe Luzzi, direttore del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano. Le conclusioni saranno affidate all’onorevole Aldo Mattia, componente della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati.
Alle 16 riflettori puntati su “Incendi Zero – La best practice del PNAL”, un approfondimento dedicato alle strategie di prevenzione e sorveglianza del territorio. Moderato dal giornalista Paride Leporace e introdotto da Donata Coppola, responsabile dell’Area Tecnica Natura e Promozione del Parco, il confronto vedrà la partecipazione di rappresentanti della Protezione Civile, amministratori locali, associazioni e istituzioni regionali.
Un momento per raccontare le esperienze maturate dal Parco Nazionale dell’Appennino Lucano e discutere strumenti operativi per ridurre il rischio incendi e rafforzare la tutela del patrimonio boschivo. Le conclusioni saranno affidate a Luca Santini, presidente di Federparchi.
Alle 17 sarà affrontato uno dei temi più attuali del dibattito nazionale: “Ambiente e/è Energia, Sovranità Energetica e Tutela dell’Ecosistema”. Un confronto che metterà in relazione transizione energetica, autonomia strategica, innovazione tecnologica e salvaguardia ambientale.
Moderato dalla giornalista Lucia Serino, l’incontro riunirà docenti universitari, rappresentanti di ENEA, ENI, Confindustria, istituzioni e mondo ambientalista. Tra i partecipanti Michele Greco, Raffaele Adinolfi, Gabriella Di Maio, Francesco D’Alema, Cristina Florenzano, Francesco Somma, Leonardo Giordano, Luigi Modrone, Giulia Monteleone, Alfonso Pagano e Biagio Costanzo.
Un parterre qualificato per approfondire il rapporto tra produzione energetica, sostenibilità e tutela degli ecosistemi, con particolare attenzione alle opportunità e alle responsabilità dei territori.
Le conclusioni vedranno la partecipazione del Commissario Straordinario EPNAL Antonio Tisci, del presidente del Consiglio regionale della Basilicata Marcello Pittella, dell’ex presidente della Giunta regionale Vito De Filippo, dell’assessore regionale all’Ambiente Laura Mongiello, del vicepresidente della Giunta regionale Pasquale Pepe e di rappresentanti del Parlamento e delle commissioni Ambiente e Agricoltura.
Sabato 7 novembre: il Sirino tra natura, turismo, cultura e identità
L’ultima giornata sarà dedicata alla valorizzazione del territorio e alle opportunità di sviluppo legate al patrimonio naturalistico, paesaggistico e culturale.
Alle 9 è in programma “Tu lo conosci il Sirino? Viaggio alle sorgenti del lago”, un’esperienza di scoperta del paesaggio accompagnata dalla guida escursionistica Roberto Cantisani.
Alle 10 il confronto entrerà nel vivo con “Natura, Turismo e Benessere per uno sviluppo sostenibile del territorio”. Moderato da Alessandro Sansoni, direttore editoriale di Cronache, e introdotto da Donata Coppola, l’incontro coinvolgerà esperti di marketing territoriale, ricercatori, professionisti della salute, operatori turistici, amministratori locali e rappresentanti del mondo culturale.
L’obiettivo è individuare nuove prospettive per un turismo capace di integrare natura, benessere, cultura, archeologia ed esperienze autentiche, generando opportunità economiche senza compromettere l’equilibrio ambientale. Tra i temi affrontati anche il ruolo delle destinazioni outdoor, della ricerca scientifica, della promozione territoriale e della collaborazione tra istituzioni.
Nel corso della mattinata saranno presentati il progetto CETS del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese e il progetto “South Italy Greenways – Il cicloturismo per le aree protette del Sud”, con Simona Pergola e Simona Ridolfi. Sono inoltre previste presentazioni a cura di Federparchi e dei rappresentanti dei parchi del Sud Italia.
Momento significativo sarà la stipula della convenzione tra l’Ente Parco, il Comune di Grumento e i Musei Nazionali di Matera – Direzione Regionale Musei Nazionali della Basilicata, finalizzata a sviluppare strategie integrate per la valorizzazione, la fruizione e la promozione del patrimonio naturalistico, paesaggistico e archeologico.
Alle 16 il programma proseguirà con “Il Massiccio del Sirino: esperienze, passioni, spiritualità”, un incontro moderato da Donata Manzolillo che racconterà le diverse anime di uno dei territori più rappresentativi dell’Appennino Lucano.
Tre i percorsi tematici. Il primo, dedicato al turismo outdoor, metterà in evidenza le possibilità di vivere la natura del Sirino attraverso escursioni, attività sportive e nuove esperienze di viaggio. Il secondo sarà dedicato al fascino delle auto storiche, con la partecipazione dei rappresentanti dell’Automotoclub Storico Italiano e dei club automobilistici.
Il terzo approfondirà il turismo religioso, il legame tra fede, tradizione e accoglienza, con l’intervento di don Gianluca Bellusci, parroco di Lagonegro, e del Comitato Storico del Sirino.
Le conclusioni istituzionali saranno affidate ai sindaci Antonio Rossino, Salvatore Falabella e Mimmo Carlomagno, insieme a Margherita Sarli, direttore dell’APT, e a Salvatore Caiata, presidente INCE.
Tre giorni, dunque, per raccontare un territorio che vuole essere protagonista delle politiche ambientali e delle strategie di sviluppo del Mezzogiorno.
L’Appennino Lucano si propone come laboratorio di collaborazione tra ricerca scientifica, istituzioni e comunità locali, nella consapevolezza che la tutela della natura non rappresenta soltanto un dovere ambientale, ma anche una concreta opportunità di crescita, innovazione e valorizzazione delle identità territoriali.
Un percorso che guarda al futuro partendo dalle risorse più preziose del territorio: i suoi boschi, le sue montagne, le sue acque, il suo patrimonio culturale e le comunità che ogni giorno ne custodiscono il valore.