POLITICA

Iran, apertura sullo Stretto di Hormuz: «Pronti a riaprirlo in 48 ore»

Il governo iraniano si dice disposto ad anticipare a due giorni la riapertura dello Stretto di Hormuz, rispetto ai sette inizialmente previsti, a condizione che gli Stati Uniti accettino le richieste di Teheran. Il presidente Pezeshkian conferma di aver ricevuto dalla Guida Suprema Mojtaba Khamenei nuovi poteri per i negoziati. Intanto il prezzo del petrolio perde fino al 6,7%.

L’Iran apre alla possibilità di riaprire lo Stretto di Hormuz entro 48 ore, anticipando sensibilmente i tempi inizialmente previsti nell’ambito dei colloqui diplomatici.

La disponibilità di Teheran resta tuttavia subordinata all’accettazione, da parte di Washington, delle condizioni poste dal governo iraniano.

Ad annunciarlo è stato Esmail Baghaei, portavoce del ministero degli Esteri iraniano. «La possibilità di attuare questo piano in due giorni è un ulteriore segno della buona fede dell’Iran», ha dichiarato, precisando che lo scambio di comunicazioni attraverso i mediatori è ancora in corso.

«Se le richieste di Teheran saranno soddisfatte, sarà possibile ripristinare la sicurezza nello Stretto di Hormuz e rilanciare il processo negoziale in tempi brevissimi», ha aggiunto Baghaei.

La proposta rappresenta un possibile segnale di apertura sul fronte diplomatico, anche se restano da definire le condizioni necessarie per arrivare a un’intesa con gli Stati Uniti.

Sul fronte interno, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato che la Guida Suprema Mojtaba Khamenei ha conferito al governo «determinati poteri» per gestire i colloqui di pace con Washington.

La notizia è stata riportata dai mezzi di informazione statali iraniani e da Iran International. Secondo quanto riferito dall’agenzia Irna, Pezeshkian ha spiegato che l’esecutivo sta cercando di affrontare le questioni aperte attraverso il confronto diplomatico.

«Ci stiamo adoperando per risolvere tali questioni attraverso il dialogo. A questo proposito, la Guida Suprema ha conferito al governo l’autorità necessaria», ha affermato il presidente durante un incontro con i governatori provinciali a Teheran.

Pezeshkian ha anche ribadito la posizione di Teheran nei confronti degli Stati Uniti, sostenendo che gli avversari non riusciranno a costringere l’Iran alla resa attraverso il conflitto.

«Ci opponiamo fermamente alle loro menzogne e alle loro pretese eccessive», ha dichiarato, invitando inoltre le istituzioni a rafforzare la capacità di resistenza della popolazione, tenendo conto delle preoccupazioni e delle difficoltà dei cittadini.

Le prospettive di una possibile ripresa dei negoziati tra Stati Uniti e Iran hanno avuto ripercussioni immediate sui mercati energetici.

Il prezzo del petrolio ha registrato una forte flessione, alimentata dalle aspettative di una possibile attenuazione delle tensioni e dalla prospettiva di una riapertura dello Stretto di Hormuz.

Il Wti è arrivato a perdere fino al 6,7%, scendendo a 97,1 dollari al barile. Il Brent ha invece raggiunto un minimo di 105,86 dollari, con una flessione analoga del 6,7%.

La discesa delle quotazioni ha accelerato dopo le dichiarazioni di Pezeshkian sulla disponibilità del governo a cercare una soluzione diplomatica e sui nuovi poteri ricevuti dalla Guida Suprema per portare avanti il confronto. A riferirlo è Bloomberg.

Intanto proseguono i contatti diplomatici tra Teheran e Mosca. Il segretario della sicurezza nazionale iraniano Mohsen Rezaei ha avuto un colloquio telefonico con il presidente russo Vladimir Putin.

Secondo quanto riferito dall’agenzia iraniana Fars, i due interlocutori hanno esaminato la situazione internazionale e regionale, con particolare attenzione agli sviluppi nell’Asia occidentale.

Nel corso della conversazione, Rezaei ha espresso apprezzamento nei confronti di Putin e degli altri esponenti russi per le dichiarazioni sul ruolo dell’ex Guida Suprema iraniana Ali Khamenei, ucciso durante un attacco statunitense nel mese di febbraio, e per il sostegno manifestato alla popolazione iraniana.

Entrambe le parti hanno inoltre ribadito la volontà di proseguire la cooperazione strategica tra Russia e Iran, nel rispetto degli accordi e della tabella di marcia stabiliti dai rispettivi leader.

La riapertura dello Stretto di Hormuz e la ripresa dei negoziati con Washington restano dunque i principali nodi della crisi.

Le prossime ore saranno decisive per capire se le aperture annunciate da Teheran potranno tradursi in un’intesa concreta e contribuire ad allentare le tensioni in una delle aree strategicamente più importanti per il commercio mondiale di petrolio.

Pulsante per tornare all'inizio