Unibas, Musiche del Mediterraneo
Dal 30 ottobre (ore 17) al 1° novembre musicologi da tutto il Mediterraneo, insieme a colleghi arrivati dagli Stati Uniti e dall’Ucraina, si danno appuntamento a Matera, nell’Aula Magna del Campus universitario di via Lanera per il Convegno internazionale di studi.

Dal 30 ottobre (ore 17) al 1° novembre musicologi da tutto il Mediterraneo, insieme a colleghi arrivati dagli Stati Uniti e dall’Ucraina, si danno appuntamento a Matera, nell’Aula Magna del Campus universitario di via Lanera per il Convegno internazionale di studi sulle Musiche del Mediterraneo.
Lo organizza l’Osservatorio Interuniversitario sulle Musiche del Mediterraneo dell’Università della Basilicata, nell’ambito di Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026, progetto del Comune di Matera e della Fondazione Matera Basilicata 2019, con il sostegno del Ministero della Cultura.
La International Musicological Society, la più antica e importante associazione di musicologi storici, celebrerà il suo centenario nel 2027: una lunga e feconda storia fondata sulla collaborazione internazionale tra studiosi provenienti da ogni parte del mondo.
Nel 2016, per la prima volta, l’IMS ha organizzato a Napoli un convegno in collaborazione con il Gruppo di Studio della sua associazione gemella ICTMD (International Council for Traditional Music and Dance), dedicato a un tema mediterraneo: “Musicisti del Mediterraneo: Narrazioni di movimento”.
In quell’occasione è stato fondato il Gruppo di Studio dell’IMS “Studi musicali mediterranei”, che porta lo stesso nome del Gruppo di Studio omologo all’interno dell’ICTMD. Da allora, il Gruppo Mediterraneo dell’IMS ha organizzato congressi e incontri di studio quasi ogni anno in diverse località del Mediterraneo: Cipro, Libano, Grecia, Croazia, Spagna e Malta, fino all’importante Simposio Intercongressuale dell’IMS tenutosi a Valencia nel 2025 e dedicato a “Mediterraneo globale. Storie musicali postcoloniali (XVI–XX secolo)”, organizzato da Andrea Bombi presso l’Universidad de Valencia.
Inoltre, nel 2022 ad Atene è stato creato il sottogruppo “Circolazione dell’opera e delle compagnie operistiche nei teatri del Mediterraneo”, co-diretto da Dinko Fabris e Maria Rosa De Luca. Nel corso del tempo, all’interno dell’IMS sono nati altri gruppi di studio dedicati al Mediterraneo: “Early African Sound Worlds” (copresidenti Camilla Cavicchi e Janie Cole); “Music in the Muslim Worlds” (copresidenti Salvatore Morra e Kawkab Tawfik) e “Music of the Christian East and Orient” (presidente Maria Alexandru).
Ciò testimonia il grande interesse della musicologia internazionale per il Mediterraneo, uno spazio storicamente cruciale per il dialogo tra culture, religioni e musiche, in un momento di notevole fragilità geopolitica.
Il convegno nasce dallo sforzo congiunto dei quattro gruppi di studio dell’IMS e dell’Osservatorio, creato di recente presso la sede di Matera dell’Università della Basilicata in collaborazione con le Università di Catania e del Salento.
I temi del convegno riguardano principalmente le attività e gli obiettivi di tali gruppi, ma le proposte ricevute affrontano numerosi altri temi legati al Mediterraneo, di qualsiasi periodo e luogo.
Il convegno, coordinato dai musicologi Dinko Fabris (Università della Basilicata) e Maria Rosa De Luca (Università di Catania), con la collaborazione di Vania Cauzillo (Università della Basilicata), sarà inaugurato da Kate van Orden, professoressa alla Harvard University e presidente della International Musicological Society, e da Luca Aversano, presidente dell’Associazione dei Docenti di Musica delle Università Italiane.
Sono previste conferenze principali (Keynote Lectures) di autorevoli studiosi invitati: Iain Fenlon (King’s College, Cambridge), Mahmoud Guettat (Institut Supérieur de Musique, Tunis, Tunisia), Nidaa Abou Mrad (Université Antonine, Beirut, Libano).
«Il Mediterraneo è da sempre un mare di incontri, e le sue musiche raccontano secoli di scambi, migrazioni e dialoghi tra culture e religioni», spiega Dinko Fabris, docente dell’Università della Basilicata (DIUSS) e coordinatore dell’Osservatorio Interuniversitario sulle Musiche del Mediterraneo.
«Portare a Matera, nell’anno in cui è Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo, i quattro gruppi di studio dell’International Musicological Society e oltre quaranta studiosi da tutto il mondo significa fare della città un punto di riferimento per la ricerca musicologica sul Mediterraneo.
Con l’Osservatorio interuniversitario vogliamo che questo incontro non resti un evento isolato, ma diventi una rete di ricerca stabile».
«Questo convegno è il frutto di un lungo lavoro tra la Fondazione Matera Basilicata 2019 e il Dipartimento DIUSS dell’Università della Basilicata ed è parte di Fonosfera mediterranea, il progetto che la Fondazione e il Comune di Matera hanno voluto sostenere riconoscendo all’Università un ruolo centrale come presidio culturale e scientifico del territorio», afferma Rita Orlando, direttrice della Fondazione Matera Basilicata 2019.
«L’Osservatorio Interuniversitario sulle Musiche del Mediterraneo è uno dei tre osservatori permanenti che l’Università ha attivato grazie a Matera 2026. Ci auguriamo che duri nel tempo come eredità della Capitale e che faccia fiorire nuove opportunità, per la ricerca e per la comunità locale».
«Se il Mediterraneo è stato un luogo di scambio culturale, uno dei terreni più fertili di questo scambio nella storia è stato quello della musica.
La musica è un linguaggio universale che non ha bisogno di traduttori, ma attraverso suoni, strumenti e artisti ha creato una comunicazione è più efficace che fa leva sulle emozioni – ha sottolineato il Sindaco di Matera, Antonio Nicoletti – Il confronto tra tradizioni musicali e percorsi di ricerca diversi contribuisce a rafforzare il ruolo di Matera come città aperta al mondo e protagonista di un dialogo culturale che oggi è più che mai necessario. Il nostro Mediterraneo è anche un Mediterraneo emotivo».
Il convegno si svolgerà in forma ibrida, in presenza ma con possibilità per chi non può raggiungere Matera di collegarsi da remoto e di seguire l’intero incontro.
La partecipazione è libera e non richiede iscrizione. Informazioni sul sito https://imsmatera.com/.