Marine Le Pen lancia la sfida per l’Eliseo: «Sarà il Rinascimento della Francia»
La leader del Rassemblement National apre la campagna presidenziale promettendo un nuovo corso per il Paese. Annunciata la volontà di lasciare la guida del gruppo parlamentare per garantire imparzialità. Jordan Bardella indicato come futuro primo ministro in caso di vittoria.

L’obiettivo dichiarato è costruire un nuovo modello di Paese senza limitarsi a riproporre il passato. «Non voglio rifare la Francia di una volta, voglio costruire quella di domani», ha affermato, delineando una proposta politica che mette al centro identità nazionale, sicurezza, riforme istituzionali e partecipazione popolare.
Per sottolineare la propria volontà di presentarsi come candidata alla presidenza dell’intera nazione, Le Pen ha inoltre annunciato che lascerà la guida del gruppo parlamentare del RN all’Assemblée nationale, motivando la decisione con un’esigenza di imparzialità. «Stanno eleggendo una donna, che non sarà l’uomo di un partito», ha dichiarato, rivendicando la propria autonomia politica.
A pochi mesi dalle elezioni presidenziali, previste tra la fine di aprile e l’inizio di maggio, Le Pen si presenta con un vantaggio significativo nei sondaggi citati nel quadro politico attuale. La leader del RN ha già tentato per tre volte di raggiungere l’Eliseo e punta ora a trasformare il consenso elettorale in una vittoria decisiva.
Le rilevazioni richiamate la collocano tra il 33% e il 38% delle intenzioni di voto al primo turno, con Jean-Luc Mélenchon indicato intorno al 17%. Tra gli altri possibili concorrenti figurano Édouard Philippe e Gabriel Attal nell’area centrista, mentre Raphaël Glucksmann viene descritto in crescita dopo il successo nelle primarie socialiste.
Le proiezioni sul ballottaggio delineano scenari differenti a seconda dell’avversario. Secondo le stime riportate, Le Pen risulterebbe favorita contro diversi potenziali rivali, mentre una sfida con Mélenchon potrebbe produrre un risultato particolarmente netto. Si tratta, tuttavia, di previsioni legate alle rilevazioni attuali, destinate a essere influenzate dalla campagna elettorale e dagli eventuali sviluppi politici e giudiziari.
Nel suo intervento, Le Pen ha illustrato i principi del «Rinascimento» francese, precisando che non si tratterebbe di una rottura improvvisa con il sistema esistente, né di una rivoluzione distruttiva, ma di un cambiamento progressivo nel metodo di governo.
Tra le priorità indicate figurano il ripristino della sicurezza e il rafforzamento dell’autorità dello Stato. La leader del RN ha criticato duramente la situazione della giustizia francese, sostenendo che la presenza di criminalità organizzata e l’impunità dei responsabili mettano in discussione l’effettiva applicazione dello Stato di diritto.
Un altro punto centrale riguarda la Costituzione. Le Pen ha ribadito la volontà di restituire potere ai cittadini attraverso strumenti di consultazione popolare, compreso il ricorso a referendum per modificare l’assetto istituzionale.
La proposta si accompagna a una visione rigorosa dell’identità nazionale e al rifiuto del comunitarismo. «Per noi, c’è soltanto una comunità, ed è la comunità nazionale», ha affermato, annunciando l’intenzione di inserire questo principio nella Carta fondamentale. Una prospettiva che si preannuncia al centro del confronto politico, anche per le possibili implicazioni costituzionali e per il dibattito sui diritti delle minoranze.
Nel disegnare la propria squadra, Le Pen ha riservato un ruolo di primo piano a Jordan Bardella, presidente del Rassemblement National e figura centrale nell’ascesa del partito. In caso di vittoria presidenziale, Bardella sarebbe il suo candidato alla carica di primo ministro.
La leader ha descritto il futuro esecutivo come un governo aperto e pluralista, orientato a un obiettivo di unità nazionale in un Paese che considera profondamente diviso. L’intenzione dichiarata è coinvolgere cittadini con esperienze, competenze e sensibilità differenti, ampliando la base politica oltre i confini tradizionali del movimento.
Bardella, che aveva coltivato a sua volta ambizioni presidenziali, si troverebbe così a guidare l’azione di governo qualora Le Pen conquistasse l’Eliseo.
Il discorso di Orléans segna un passaggio importante nella strategia di Marine Le Pen: presentare il proprio progetto non soltanto come alternativa all’attuale classe dirigente, ma come una proposta complessiva per ridefinire il futuro della Francia.
Il richiamo al «Rinascimento» punta a trasmettere un’immagine di cambiamento e fiducia, mentre i riferimenti alla sicurezza, alla sovranità nazionale e alla Costituzione confermano la continuità con i temi storici del RN.
La sfida resta quella di trasformare il vantaggio nei sondaggi in una maggioranza effettiva, convincendo anche gli elettori che al primo turno sosterranno altri candidati. Il ballottaggio, infatti, rappresenterà il vero banco di prova per una leader che da anni è protagonista della politica francese, ma che non è ancora riuscita a conquistare la presidenza.
In chiusura, Le Pen ha rivolto ai sostenitori un appello alla fiducia e alla partecipazione: «Non abbiate paura di sperare, non abbiate paura di volere!». Una frase che riassume il messaggio della campagna appena avviata e la posta in gioco della sua nuova corsa all’Eliseo.