Dante incontra le nuove generazioni a Napoli: la tecnologia per riscoprire il valore della lettura
Maurizio De Giovanni lancia l’allarme sulla crisi delle abitudini di lettura e sull’importanza della fantasia per il futuro dei giovani. A Città della Scienza debutta “Dante Inferno – Immersive Exhibition”, un percorso multimediale che unisce letteratura, innovazione e linguaggi digitali.

La lettura non è soltanto uno strumento per acquisire conoscenze, ma una risorsa fondamentale per sviluppare immaginazione, capacità critica e creatività.
È da questa convinzione che parte la riflessione dello scrittore Maurizio De Giovanni, intervenuto a Napoli in occasione dell’apertura di Dante Inferno – Immersive Exhibition, la mostra che propone una nuova modalità di avvicinarsi a uno dei capolavori assoluti della letteratura italiana.
L’iniziativa, ospitata negli spazi di Città della Scienza e realizzata da Wiplab, trasforma il viaggio narrato da Dante Alighieri nella prima cantica della Divina Commedia in un’esperienza coinvolgente, costruita attraverso scenografie, proiezioni, ologrammi, realtà virtuale e ambienti digitali.
Nel corso dell’inaugurazione, De Giovanni ha richiamato l’attenzione sulla progressiva perdita di interesse per i libri, definendola una questione culturale che riguarda l’intera società e non esclusivamente le nuove generazioni.
Secondo lo scrittore, leggere significa allenare la mente a immaginare possibilità diverse, elaborare idee originali e trovare soluzioni nuove. Senza questo esercizio, il rischio è quello di impoverire proprio quelle capacità che permettono alle persone di mettere in discussione la realtà e contribuire al cambiamento.
Da qui l’importanza di iniziative capaci di raggiungere i più giovani attraverso forme di comunicazione vicine alle loro abitudini, senza rinunciare alla profondità dei contenuti.
Pur riconoscendo il valore di un progetto che punta a coinvolgere un pubblico più ampio, De Giovanni ha espresso anche una riflessione critica: il fatto che oggi siano necessarie esperienze multimediali per avvicinare il pubblico a Dante rappresenta un segnale su cui interrogarsi.
Allo stesso tempo, lo scrittore ha sottolineato la straordinaria capacità del poeta fiorentino di parlare a epoche e sensibilità differenti. La grandezza di Dante risiede proprio nella sua universalità: un autore profondamente legato al proprio tempo, ma capace di superare i confini storici e culturali grazie alla forza dei temi affrontati e alla ricchezza della sua opera.
L’impiego delle tecnologie, quindi, non deve essere considerato necessariamente un’alternativa alla lettura. Può diventare, piuttosto, un primo punto di accesso alla letteratura, stimolando la curiosità e incoraggiando il pubblico ad approfondire direttamente il testo.
La mostra rimarrà aperta per quattro mesi e propone un itinerario che accompagna i visitatori dalla celebre Selva Oscura attraverso gli scenari dell’Inferno dantesco.
Il percorso combina suggestioni visive e sonore con una narrazione dal forte impatto cinematografico. La presenza di una rappresentazione olografica di Dante e la voce narrante di Luca Ward contribuiscono a ricreare atmosfere, incontri e momenti significativi del poema.
L’obiettivo è rendere accessibile un’opera complessa attraverso un’esperienza in cui il visitatore non si limita a osservare, ma viene coinvolto direttamente nell’ambientazione e nello sviluppo del racconto.
Alla cerimonia inaugurale hanno partecipato, tra gli altri, Giovanni Covone, presidente di Città della Scienza, Enza Amato, presidente del Consiglio comunale di Napoli, e il deputato Francesco Emilio Borrelli.
Il progetto porta la firma di Wiplab, con l’amministratore delegato Fernando Pintus, la direzione artistica affidata a Roberto Pantè e quella tecnica curata da Cesare Pistilli.
Per Giovanni Covone, il valore dell’esposizione consiste anche nella possibilità di mettere le tecnologie contemporanee al servizio della tradizione umanistica, trasformando l’incontro con Dante in un’occasione per riscoprire il piacere della lettura.
Un approccio che punta a superare la distanza che talvolta separa i grandi classici dalle nuove generazioni, offrendo strumenti capaci di suscitare interesse senza rinunciare al patrimonio culturale originale.
Anche Francesco Emilio Borrelli ha evidenziato il potenziale educativo dell’iniziativa, richiamando l’attenzione sulle difficoltà che caratterizzano il rapporto tra i giovani e la lettura. Il parlamentare ha inoltre sottolineato come una comunicazione immediata e accessibile possa contribuire a rendere attuali messaggi elaborati secoli fa, ma ancora ricchi di significato per il presente.
Il valore di queste esperienze, tuttavia, dipende dalla loro capacità di andare oltre lo stupore iniziale e di trasformare la curiosità in un interesse duraturo per i libri, la storia e la letteratura.
La riflessione emersa durante l’inaugurazione riguarda una questione più ampia della semplice diffusione dei libri: quale spazio occupano oggi la lettura e il pensiero autonomo nella formazione delle nuove generazioni?
In una società dominata da contenuti rapidi, immagini e comunicazioni immediate, il libro continua a offrire un’esperienza particolare. Richiede tempo, concentrazione e partecipazione attiva, lasciando al lettore la libertà di costruire immagini mentali, interpretare i personaggi e interrogarsi sui significati della narrazione.
È proprio questa attività a rendere la lettura uno strumento prezioso per sviluppare immaginazione e autonomia di giudizio.
L’esperienza immersiva dedicata a Dante può dunque rappresentare un’opportunità importante, a condizione che diventi un ponte verso l’opera letteraria e non il suo sostituto.
Il messaggio che accompagna l’iniziativa è chiaro: avvicinare i giovani alla cultura significa anche saper parlare il loro linguaggio, offrendo occasioni nuove per scoprire autori e opere senza perdere di vista il valore della conoscenza.
Perché il futuro non si costruisce soltanto accumulando informazioni, ma imparando a interpretarle, metterle in relazione e immaginare ciò che ancora non esiste.
E la lettura, oggi come ieri, rimane uno degli strumenti più potenti per riuscirci.