CULTURA E EVENTI

Carlo Rambaldi, un’eredità che continua a ispirare: l’arte italiana protagonista a San Diego

Una mostra celebra il centenario del maestro degli effetti speciali con opere contemporanee, riconoscimenti e iniziative dedicate alle nuove generazioni di artisti. Tra i protagonisti anche l’italiano Matteo Borgardt.

Mantenere viva la fantasia, promuovere la creatività e offrire nuove opportunità ai talenti emergenti: è questo il modo più autentico per custodire e tramandare l’eredità artistica di Carlo Rambaldi.
Un messaggio che Daniela e Cristina Rambaldi, rispettivamente presidente e vicepresidente della Fondazione dedicata al celebre artista, rilanciano in occasione delle iniziative organizzate per celebrare il centenario della sua nascita.

Scomparso nel 2012, Rambaldi ha lasciato un segno indelebile nella storia del cinema internazionale, conquistando tre premi Oscar grazie al suo straordinario contributo agli effetti speciali.

La sua capacità di dare vita a creature indimenticabili gli è valsa un posto speciale nell’immaginario collettivo, tanto da essere ricordato affettuosamente da Steven Spielberg come il «Geppetto di E.T.».

Dopo le celebrazioni legate alla stella dedicata al maestro sulla Hollywood Walk of Fame, l’omaggio si è spostato a San Diego, in California, dove la Sparks Gallery ospita “United in Art – 100 Stars – Rambaldi’s Orbit”, una mostra visitabile fino al 6 novembre.

Promossa dalla Fondazione Culturale Carlo Rambaldi e curata da Daniela Rambaldi insieme a Simona HeArt, l’esposizione approda in California dopo la prima edizione organizzata a New York nel 2025. Il progetto riunisce artisti e linguaggi espressivi differenti, dando vita a un percorso che intreccia pittura, scultura, fotografia e arte digitale.

Le opere esposte dialogano con l’universo creativo di Rambaldi, reinterpretandone la fantasia, la sensibilità e la capacità di superare i confini tra immaginazione e realtà. Un omaggio che non si limita a celebrare il passato, ma punta soprattutto a favorire nuove occasioni d’incontro e di crescita per gli artisti contemporanei.

Tra i partecipanti spicca Matteo Borgardt, unico artista italiano cresciuto negli Stati Uniti selezionato per la mostra. La sua opera, intitolata Entwined, è una scultura realizzata utilizzando una radice rinvenuta nel letto di un fiume della California settentrionale, modellata nel tempo dai processi naturali fino ad avvolgere una pietra.

Borgardt ha scelto di valorizzare questa forma spontanea collocandola su una base di noce americano, senza alterare l’identità originaria dei materiali.

La sua ricerca artistica si fonda infatti sull’utilizzo esclusivo di elementi di recupero, trasformati in creazioni che mettono in risalto la bellezza delle forme naturali e il valore del riuso. In Entwined, la natura diventa così protagonista di un dialogo tra materia, tempo e creatività.

La serata inaugurale è stata anche l’occasione per conferire il Premio Carlo Rambaldi a Jo Champa, attrice e produttrice che ha ricoperto il ruolo di madrina dell’evento, e per proclamare Daniele Chiovaro vincitore del titolo “United in Art – Artist 2026”.

Nata negli Stati Uniti e cresciuta a Roma, Jo Champa ha costruito una carriera che attraversa moda, cinema e promozione culturale. Dopo aver lavorato come modella per Gianni Versace, ha recitato in produzioni dirette da importanti registi italiani, tra cui Ettore Scola, Massimo Troisi e Bernardo Bertolucci. Successivamente si è trasferita a Hollywood, dove continua a sostenere e promuovere il cinema e la cultura italiana.

Accanto ai riconoscimenti assegnati durante l’inaugurazione, la Fondazione ha premiato due giovani talenti per il loro contributo alla realizzazione del progetto video e ha messo a disposizione tre contributi economici destinati ad altrettanti artisti.

Iniziative che confermano la vocazione del progetto: trasformare la celebrazione di una figura straordinaria in un’opportunità concreta per chi oggi costruisce il proprio percorso creativo.

Il centenario di Carlo Rambaldi diventa così molto più di una ricorrenza commemorativa.

È un invito a guardare al futuro attraverso il linguaggio universale dell’arte, sostenendo le nuove generazioni e dimostrando che la fantasia, quando incontra il talento e le occasioni giuste, continua a generare nuove storie, nuove visioni e nuove possibilità.

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